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KaraCamp, considerazioni a freddo

venerdì, 22 agosto 2008

Il fatto è che ci siamo divertiti come matti. Perché, si, i raduni tecnici saranno anche importanti e autorevoli (?), ma alla fine questo camp rimarrà nella storia dei barcamp perché tutti, al momento dei saluti, avevamo voglia di abbracciarci, tanto ci dispiaceva lasciarci; in pieno stile Peace and Love, e non solo perché ingurgitavamo alcol ormai da due giorni. Notti comprese. Si, ok, l’alcol forse ha contribuito un pochino, però la verità è che chi di noi si conosceva già, tanto quanto chi invece si presentava per la prima volta, aveva voglia di parlare, di raccontare, di dire. E di bere, ok, ma non siate così insistenti. Il fatto è che siamo stati benissimo, abbiamo riso, chiacchierato, spettegolato, progettato un mondo migliore. No quello no. Però tra le righe è come se l’avessimo fatto: prendi un branco di blogger provenienti dalle città più disparate d’Italia, portagli da bere (vabbé ma allora insisti!), dà loro un pretesto per stare insieme e questi si ameranno l’un l’altro, in fraterna armonia, canteranno, rideranno, e berranno (daje) insieme, tanto che, alla fine dei giochi, i saluti saranno fatti di baci, abbracci e promesse di rivedersi presto; e saranno lunghi, ed intensi quanto il più doloroso degli addii. Benchè tu sia certo, perché è certo, che sarà solo un arrivederci.

Insomma, gente, questo primo KaraCamp è stato una figata pazzesca. Io sono ancora stanca morta per il tour de force che ha significato per me, impegnata nel contempo anche con il lavoro di normale amministrazione del locale, ma altrettanto soddisfatta e felice per i due splendidi giorni (e data l’ora che abbiam fatto, direi anche notti) che abbiamo trascorso insieme a questa bella gente che sono i blogger.

Chiedetelo a Novecento, Rick, Nicky, Estroversa, Samuele Silva, Maxime, hermansji, Sara Taricani, gwendaline, Paolo Gatti, i Googlisti e Cristiano Fino e vedrete che confermeranno.


P.S. i video riassunti dell’evento, per comodità, ve li lascio anche qui:

P.P.S. le foto, invece, le trovate qui e qui

P.P.P.S. mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi

Non ti scordar mai di me

sabato, 5 luglio 2008

E’ più forte di me: quando una nuova canzone mi piace in modo particolare, l’ascolto a ripetizione, per giorni, finché non l’ho imparata a memoria e oltre.
In questo caso si tratta di questa. Si, lo so, o meglio l’ho scoperto cercandola in internet: viene da quel genere di trasmissioni televisive che detesto visceralmente: XFactor (anatema! anatema!). I miei pregiudizi distrutti così, in un clic.

Ascoltandola per radio mi ero detta: – però, bella! – Questa voce così particolare, questa musica così “vecchio stile”; – dev’essere una cover – pensai immediatamente. Mi ricorda tanto una “vecchia canzone” non meglio identificata, forse di Patty Pravo, forse di Nada.. si.. l’ho già sentita, pensai.

E’ bella no? Dai. E’ a suo modo elegante, “d’altri tempi” direi, se fosse una donna. Suadente, sentimentale appassionata. Bella. Che bella novità che abbiam tirato fuori in Italia, eh?

Ora ascoltate questa.
Ecco.
Ecco perché mi sembrava una cover.
Adesso continuo ad ascoltarla in loop, certo.
Ma con la coscienza pulita: i miei pregiudizi son salvi.

Intervallo.

mercoledì, 25 giugno 2008

Buone vacanze..

Tudduu tu du du

domenica, 8 giugno 2008


mahna mahna..

Se li avrei saputi mò te l’imparavo

lunedì, 5 maggio 2008

quanto mi piace questa Donna

L’ira funesta

martedì, 8 aprile 2008

ATTENZIONE: post ad alto contenuto scurrile e diseducativo.

Gioele Dix - Automobilista IncazzatoIo sono una personcina posata e tranquilla. Giuro, sono naturalmente dotata di una egregia dose di pazienza, ed è veramente difficile vedermi perdere la testa e dare i numeri per la rabbia, bisogna impegnarsi, e tanto, per farmi incazzare al punto da non rispondere più di me.

Però ci sono quelle due o tre cose per le quali, anche a me, sale il sangue agli occhi e tutto l’aplomb di cui sono capace va a farsi strabenedire.

Una delle cose che proprio non tollero, per esempio, è che mi si rubi il tempo: non datemi mai un appuntamento pensando di arrivare in ritardo, perché al vostro arrivo non troverete più un’ esile femminuccia sorridente ad attendervi, ma un furetto incazzato che desidera solo saltarvi al collo e strapparvi la pelle a morsi.
Ché se mi dici ” a tale ora”, io son sul posto al più tardi quei dieci minuti prima dell’ora fissata, minuti quelli, ed i successivi a seconda dell’attesa, che metto gentilmente a disposizione dell’impegno preso, detraendoli dai cazzi miei.
Preziosissimi cazzi miei, sempre, specie se vi rinuncio per i cazzi di qualcun altro. Meglio un bidone, almeno ho il tempo di sbollire e recuperare le sembianze umane fino a quando non vi rivedrò.

Un’altra di queste due o tre cosette si verifica sistematicamente quando guido.
Al volante ho formulato i peggiori dei miei pensieri, ho immaginato le scene più cruente e brutali che mente umana possa concepire; al volante, ogni volta, sono una potenziale ergastolana.
Ma la colpa non è mia, nossignore. Non è colpa mia se le strade sono piene zeppe di deficienti, prepotenti e rimbambiti. Mettiamo il caso che stia percorrendo una strada con un limite di 70km/h, e che su quella strada non vi sia nessuno se non io e altre due auto prima di me. Si, giusto, quello è un limite massimo, non minimo, e poi correre in auto è pericoloso, anzi pericolosissimo, bisognerebbe sempre evitare di correre in auto.

Ma porco di un cane randagio con le zecche, come cacchio si fa a camminare a 30 all’ora su una strada, libera, dritta, legalmente percorribile a settanta chilometri l’ora?!
E va bene, magari sei insicuro, magari c’hai un guasto che ti costringe a tenere quella velocità per 20 chilometri 20, o magari c’hai le emorroidi che ti impediscono di calibrare la pressione del tuo culo maledetto sul sedile della tua merdosissima macchina e quindi anche sul pedale dell’acceleratore; ok, voglio concederti il beneficio del dubbio e tollerare che esista al mondo una qualche ragione plausibile per costringere altre 100, 200 auto a camminare a 30, e dico 30 km orari laddove per legge ne potresti fare 70 (ed evito di dire quale sia la velocità reale possibile perché sarebbe troppo diseducativo), voglio persino cancellare dalla mia mente il pensiero che sono appena uscita dal lavoro, attutendo così le ire furibonde che il fatto di star perdendo il mio tempo mentre potrei essere già a casa da quindici minuti abbondanti mi scatena, ma una cosa, una stronzissima cosa me la devi dire: per quale maledetto motivo, tu e la tua maledetta auto dovete fare i vostri stramaledetti 30km/h su una strada con limite 70, a cavallo della linea di mezzeria? Allora lo fai apposta!

E se non lo fai apposta significa che te ne stai infischiando degli specchietti retrovisori, perché se ci guardassi solo un istante, ti accorgeresti che un branco di mufloni incazzati inneggia alla tua morte per ogni minuto che stai rubando alla loro vita impedendo il sorpasso, perché, porco giuda, sei liberissimo anche di scendere e spingerla tu, la tua cazzo di macchina, ma per quanto la cosa possa stupirti, sol perché tu hai deciso di fare una scampagnata in mezzo a questo splendido paesaggio di asfalto e sterpaglie per i prossimi due giorni, non significa che sia così anche per gli altri 190 sfigati che hanno avuto l’atroce disgrazia di incontrarti.

Coglione.

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domenica, 30 marzo 2008

Questo è il primo, spero di una lunga serie, video realizzato con il mio Adobe Premiere Elements nuovo di pacca! Si tratta di un random fotografico estratto dai viaggi fatti in questi ultimi due anni circa, accompagnato da una splendida “Just the two of us”.

Può anche non fregarvene una cippa, ma il blog è mio, e pubblico quel che dico io. Così, giusto per dire.