Articoli marcati con tag ‘tecnologia’

Parlami d’amore, Mariù

domenica, 14 settembre 2008

Cos’è: una nuova rubrica, pensata per chi ha la vocazione del cuore in giuggiole, e l’indole da inguaribile romantico/a. Una rubrica dedicata all’ammore, in tutte le sue forme, e declinato per iscritto, sotto forma di lettera.

Come funziona: scrivi una lettera d’amore, oppure rispolvera quella che conservi da anni in mezzo alle foto, nella cesta dei panni sporchi o nel cuore, ed inviamela. Penserò io a pubblicarla, con o senza la tua firma, ed a renderla immortale con un post dedicato.
Nota bene: selezionerò in prima persona la lettera d’amore, secondo criteri, dunque, del tutto personali e non oggettivi. Emozionami e ti pubblicherò, ma non rimanerci troppo male se non sceglierò te: non è un concorso letterario, ma un mio personalissimo diletto.

Chi può partecipare: tutti. Blogger e non, con lettere che si riferiscano a storie vere o inventate; lo spirito di questa rubrica vuol essere infatti condividere un po’ di sano e sempre gustoso amore per l’amore, nonché amore per le lettere d’amore, forse in disuso, forse obsolete, in questa era veloce e pragmatica di internet e del web2.0. Quel che voglio è offrire una vetrina a chi le lettere d’amore le scrive ancora, e al contempo mettere insieme una raccolta di testi, non miei, che tengano vivo in chiunque ne abbia ancora interesse il gusto di parlare d’amore, con amore. Potrete quindi firmarvi col vostro nome o con uno pseudonimo, a vostra discrezione. Ciò che catturerà la mia attenzione non sarà chi, ma cosa leggerò.

L’indirizzo è il solito: teiluj[AT]achiarelettere[DOT]com, raggiungibile anche cliccando direttamente sulla sezione scrivimi del blog.
Conto di pubblicare una lettere a settimana. So che non mi deluderete, micetti cari; scrivetemi, scrivetemi, scrivetemi!

Alta tecnologia moderna

domenica, 31 agosto 2008
Teiluj nel 1978 - album di famiglia

Teiluj nel 1978 - album di famiglia

Dopo MyHeritage, è la volta di un nuovo tool di cui si sentiva da tempo la necessità: si tratta di YearBookYourSelf, grazie al quale, da oggi, tutti potremo vestire (in foto, sintende) il look che vogliamo, dagli anni ‘50 ad oggi. Utilissimo no? Cioè, non so se mi spiego: tu carichi una tua foto e lui la adatta allo stile degli anni 50-60-70-80-90! Non è meraviglioso?
Arrivo dunque a spiegarvi come funziona questo sofisticatissimo programma: prendi una tua foto e fai l’upload. Fine. Ora hai anche tu il tuo Yearbook, scorri le pagine attraverso gli anni e magari condividile pure.
Questo, signori miei, è il futuro tecnologico.
E adesso tutti in coro: per YearBookYourSelf IP IP URRA’!

Blogger? mi fai ridere

domenica, 20 aprile 2008

Diciamolo: la pratica blogging altro non è che condivisione, con un numero potenzialmente infinito di persone, di pensieri, pratiche e argomenti del tutto uguali a fuori dal blog. In un rapporto di “uno a molti” laddove fino a poco tempo fa era al massimo di “uno ad alcuni”. Ciò che cambia è il mezzo, non i contenuti. Men che meno l’attendibilità, l’oggettività e la qualità.

E finiamola con questo sentirci degli eletti, dei super eroi, degli intellettuali per il sol fatto di avere un blog (chiunque abbia un pc, una connessione internet, e non sia analfabeta può avere un blog!).

In particolare mi fanno i ridere i blogger che:

1) copincollano notizie dell’ansa e si credono giornalisti. No, di più, credono di essere più bravi dei giornalisti;

2) trascrivono il loro diario personale e si autodefiniscono geni o poeti incompresi;

3) emettono giudizi su altri blogger credendo, per il sol fatto di leggerli, di conoscerli bene o, peggio ancora, di aver capito quel che hanno letto;

4) ti spiegano come dovrebbe essere fatto un blog, come se esistesse un unico modo di fare blog;

5) si prendono talmente tanto sul serio che la metà basterebbe;

6) ti leggono e poi appongono commenti di tipo valutativo, come se un post fosse un tema, e il commentatore la maestra che ti mette il voto.

Tutto questo è anacronistico, obsoleto, vetusto. Che specialità sarebbe essere blogger?

Per dirla proprio tutta la parola “blogger” ormai non significa proprio niente e non ha ragion d’essere, non più. Ridimensionamoci, siamo ridicoli. E impariamo l’uso del “secondo me”. Ché per il posto di dio in terra c’è da prendere il numeretto e mettersi in fila.

La lettera non arrossisce

venerdì, 4 aprile 2008

Leggo su Panorama un bellissimo articolo che nel pubblicizzare un paio di libri di nuova edizione, affronta un tema a me caro e, neanche a farlo apposta, strettamente collegato al mio penultimo post; il titolo dell’articolo è “che fine hanno fatto le lettere d’amore“.

Oltre ad una serie di citazioni bellissime, si legge:

a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura.

Ma quante lettere si scrivono ancora, carta e penna, oggi? Ormai passa tutto attraverso il computer, la rete, i telefonini. Andiamo di corsa, in sintonia con la velocità che le attuali tecnologie ci mettono a disposizione, usiamo sempre più spesso linguaggi fatti di acronimi, di sigle, anche per dire ti voglio bene; o addirittura codifichiamo gli squilli per non perder del tempo a scrivere (e spendere). Non c’è molto spazio per il romanticismo di una lettera d’amore manoscritta nell’era del “senza perdere tempo”; credo sia proprio la mentalità sempre più tecnologica a non contemplarne l’esistenza. Probabilmente è il corso naturale delle cose, ed anche se non credo che la carta possa un giorno sparire definitivamente, il processo di digitalizzazione, della comunicazione tutta, anche amorosa, non conoscerà inversioni di tendenza.

Eppure. Eppure leggo sempre nello stesso articolo citazioni di lettere antiche come:

Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste (U.Foscolo)

e non riesco a non pensare che abbiano un valore inestimabile.

Scanner

venerdì, 4 maggio 2007

questo post non dice niente. Non ha contenuti, è solo un'esercitazione di scrittura, tra l'altro fatta male a ben vedere. Un po' perché sono condizionata dalla volontà di rendere leggibile la grafia, e un po' perché mi sto dimenticando come si faccia a scrivere senza l'ausilio della tastiera, solo carta e penna.Non ho più il polso sciolto, fatta eccezioneper  liste della spesa e appunti sui post-it non scrivo pù a inchiostro da un bel po' di tempo. Sono talmente assorbita dalla mentalità imposta da pc e tastiera che a volte anche leggendo sui libri vorrei avere il TAB o il CTRL+F o il PAG↓... Sto disimparando a scrivere, e la cosa mi crea un certo fastidio. Dovrei ricominciare da paginette e dettati: a e i o u , a e i o u, a e i o u, a e i o u AD LIBITUM

(liberamente ispirato da questo post di amelia1)

Darwin vs Noah

mercoledì, 21 febbraio 2007

Avete mai sentito parlare di Noah Kalina?

Questo tizio una bella mattina di 7 anni fa circa, si sveglia, si guarda allo specchio, e decide di farsi una foto. La mattina successiva si sveglia, e decide di rifarsi una foto. La mattina dopo ancora, si sveglia e scatta un’altra foto, e il giorno dopo un’altra ancora, e così il giorno seguente, e quello seguente al seguente. Da sette anni, questo individuo documenta la sua evoluzione con un autoscatto, e il 31 Luglio del 2006 prende le 2356 foto che ha scattato fino a quel momento e ne fa un video, questo:

Ora, a parte il fatto che secondo me, zazzera a parte, non ci sono cambiamenti sensibili nel suo aspetto, il che vanificherebbe di fatto la sua impresa scientifica oltre a lasciar spazio a parecchi interrogativi e dubbi sull’evoluzione dello stesso, la cosa bella è che il video girando su YouTube, ha dato il via ad una serie piuttosto rigogliosa e colorita di produzioni affini. A me fra tutti, è piaciuto questo qui sotto. Per me fanno scopa

Pensavo che potrei fare la stessa cosa, scattando una foto ogni giorno alle verdure che dimentico in frigorifero..

Siete caldi?

martedì, 13 febbraio 2007

Dice: il mondo è bello perché vario. Certo. Esistono i bianchi, i gialli, i neri, i rossi e gli ossigenati. Esistono i repubblicani, i democratici, i comunisti, i nazisti e i leghisti. Esistono i cattolici, i musulmani, i buddisti, gli ebrei, gli induisti e gli interisti. Certo, il mondo è vario, è talmente vario che uno può essere ossigenato, leghista e interista insieme. Ma che si vada in Giappone piuttosto che in Alaska, che si passi la domenica in parlamento piuttosto che a sprangarsi allo stadio, c’è qualcosa, una su tutte, che riduce tutta la varietà del mondo ad un unico comun denominatore: IL SESSO. Tutto il mondo si piega al suo cospetto, tutta l’umanità è schiava della legge di Freud.

Per esempio:

1)      Mike Crisp,  32enne, ingegnere informatico di Worcester, Gran Bretagna (che bestia affascinante la Gran Bretagna). Ebbene, siffatto uomo di scienza e tecnologia, tra un chip e l’altro s’è inventato la Milehighflights, un’idea  di utilità indispensabile per il progresso tecnologico della conoscenza: come riuscire a fare sesso in aereo senza doversi nascondere nei bagni (certo, a chi non è mai capitato) ostili e angusti dei voli di linea o, peggio ancora, precipitare (si, è successo al fondatore onorario, Lawrence Sperry, noto per aver inventato il pilota automatico. Suppongo però DOPO esser precipitato in un laghetto perché impegnato ad amoreggiare con una passeggera).

Il prezzo sarà di 250 sterline per mezz’ora, 450 per un’ora e 750 per un’ora e mezza di volo,        dall’aeroporto di Staverton, nel Gloucestershire (a sud-ovest dell’Inghilterra), a partire dai  prossimi mesi. Un’esperienza irrinunciabile.

2)      Bulgaria, fermata dell’autobus. La società dei trasporti pubblici, amorevolmente preoccupata per quanti sono costretti a patire il rigore delle intemperie nell’attesa, spesso lunga, cosa hanno pensato di fare? Proiettare film porno negli orari notturni, gli orari in cui fa più freddo, ovvio, per scaldare i loro amati passeggeri fermi ad aspettare. Pare che gli ingrati, però, non abbiano gradito poi così tanto..

3)      Brasile, Carnevale di Rio. Il ministero della salute, bontà sua, teme per la piega che i festeggiamenti potranno prendere. Tre giorni di baldoria non sono poca cosa, specie se sotto gli occhi di milioni di persone ondeggeranno per tutto il tempo le curve di donne seminude e bellissime. Soluzione: preservativi gratis per tutti! Per la precisione 10 milioni di profilattici gratuiti che saranno distribuiti durante il carnevale (altri 15 milioni li aveva distribuiti a gennaio, e la campagna di prevenzione non è neanche male per la verità)

4)      Gran Bretagna. Si, torniamo dai cugini inglesi. Come li adoro. Non trovate anche voi che siano genti misteriose e irresistibili? Io si. Ma veniamo al tema: domani, S.Valentino, il giorno  dell’amore per eccellenza, ragazzi e ragazze di tutto il nostro vario mondo, coppie sposate, coppie di fatto, coppie etero, coppie omosessuali, tutti, festeggeranno il giorno dell’amore. Qualcuno prenoterà un viaggio in Polinesia solo per fare le porcherie nel cesso dell’aereo, qualcun altro correrà a comprare l’anello per l’amata/o (in gioielleria o in farmacia, a seconda delle esigenze), qualcuno ancora si chiuderà in casa, a lume di candela e con musica in sottofondo (dall’Hi Fi o dall’ OhMiBod, anche qui, a seconda dei casi), altri ancora faranno scorta di preservativi per tutta la giornata (in lattice o a micro sensori, come sopra, secondo le esigenze). Ma. C’è un ma. Cosa faranno tutte quelle povere coppie che a causa dell’età avanzata, o di una qualsiasi disfunzione si trovano nell’impossibilità di consumare il loro S.Valentino? Nessuno ci ha pensato. Nessuno è stato così altruista da porsi il problema. Tranne la Alliance Boots, una casa farmaceutica della, neanche a dirlo, GRAN BRETAGNA! Eh si cari miei, perché la suddetta ha deciso di far partire proprio domani la vendita del viagra senza ricetta medica, ufficializzandone il passaggio di grado a medicinale da banco. Basterà avere pressione, glucosio e colesterolo in ordine e un’età compresa tra i 30 e 65 anni.

 

Felice S. Valentino a tutti!