Il Dispensatore Di Sorrisi, dispensava sorrisi.
Sorrideva per il fornaio, sorrideva per il postino, sorrideva persino per il suo datore di lavoro, il Dispensatore Di Sorrisi. E quelli, mentre lui sorrideva, sorridevano a loro volta, perché il Dispensatore Di Sorrisi, dispensava sorrisi per quelli che di sorrisi non ne avevano. Fin da quando era stato arruolato nell’esercito, il Dispensatore Di Sorrisi dispensava sorrisi, e l’esercito rideva e sparava, sparava e rideva i sorrisi che il Dispensatore Di Sorrisi dispensava; a destra, a manca, col buio di notte e col sole di giorno finché il Dispensatore Di Sorrisi divenne famoso in tutto il pianeta globale, in America, in Australia, nei continenti con la E, come l’Europa, e in quelli con la X, sulla fiducia. Aveva cataste piene di sorrisi in soffitta, in cantina, sotto il cuscino, nelle scarpe e nei barattoli di zucchero nella dispensa, il Dispensatore Di Sorrisi, e tutti, tutti li donava i suoi sorrisi, senza emettere fattura e senza compenso.
Quando dispensò il suo centoquattordicimiliardesimo sorriso, il Dispensatore Di Sorrisi ebbe un malore e si accasciò. Proprio lì, tra il martello e l’incudine del fabbro che non aveva ancora finito di sorridere il sorriso che il Dispensatore Di Sorrisi stava dispensando per lui e la sua gatta morta appena scappata con l’amico: una faccenda di coito interrotto. No, non con la gatta morta, con il sorriso del Dispensatore Di Sorrisi.
Dopo che il dottore lo visitò, sfoggiando un sorriso d’ottima annata del Dispensatore Di Sorrisi e un costosissimo cappotto, e senza mettere via né l’uno né l’altro, sentenziò la diagnosi: – due, al massimo tre sorrisi di vita. Lei è stato poco morigerato, lo ammetta -
Nessuno sa cosa avvenne dopo quel giorno, ma si mormora che per paura di un possibile contagio, nessuno avvicinò più quello che un tempo era il maggior Dispensatore Di Sorrisi della terra. Qualcuno dice sia morto sparandosi in gola i tre sorrisi rimasti.
Questa è la triste storia del Dispensatore Di Sorrisi







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