Articoli marcati con tag ‘schifo’

l’esecuzione

venerdì, 23 luglio 2010

Poi venne il giorno dell’esecuzione. Facendosi largo tra mucchietti di feci e odore di urina lo raggiunsero all’angolo della cella. Dormiva. Aveva le braccia conserte e le ginocchia piegate. Era sporco e maleodorante. Gli diedero un calcetto per farlo svegliare, aprì gli occhi senza alzare la testa. “qual è il tuo ultimo desiderio?” non rispose, richiuse gli occhi restando immobile. “come vuoi, nullità”.

Cinque minuti più tardi Nullità riaprì gli occhi, quelli erano ancora lì, li sentiva parlare e si accorse di un solletico alla testa. Uno di quelli lo rasava, un altro riempiva un sacco nero con gli oggetti che gli appartenavano. O almeno così dicevano le voci. Sentì lo stimolo di defecare, non lo trattenne. Disgustato quello sopra di lui imprecò e gli diede un calcio. Nullità richiuse gli occhi.

Quando li riaprì era legato e imbavagliato, gli arti distesi, la testa fissata con una cinghia al piano orizzontale, le gambe  divaricate, un grumo di sangue rappreso sui polsi. Mosche ronzavano intorno. Gli amputarono una gamba con una sega. Poi l’altra. Non sentì niente. Urinò. “ti facciamo un favore, nullità”. Legarono il busto per farlo smettere di scivolare a destra e a sinistra a causa del sangue, aprirono il cranio lasciando scoperta la parte molle e con un cucchiaio iniziarono a scavare.

Quando fu finita la materia cerebrale gli tirarono via anche gli occhi, dal di dentro. Rigirando la pelle gli cucirono le palpebre con della lenza sottile. Quindi lo lasciarono lì, senza finirlo.

Pessimismo e Fastidio

martedì, 2 settembre 2008

@#!!!Sono una persona notoriamente spocchiosa e piena di sé. Sono dotata di una naturale overdose di autostima e fierezza. Sono schifosamente snob nei confronti dell’umanità tutta, e fino a prova contraria guardo tutti con sospetto e diffidenza; e a volte anche con una punta d’ aria di sufficienza. Perché la celeberrima frase: ” io sò io, e voi non siete un cazzo” rispecchia esattamente quella che è l’impostazione predefinita dei miei rapporti sociali, che possono migliorare, certo, spesso è così; però altrettanto spesso il mio atteggiamento iniziale è quello del “fidarsi non è bene, non fidarsi è già meglio, ma se ti impegni puoi migliorare“.
Perché sostanzialmente, benché lo nasconda bene, non sono per nulla socievole, anzi. Sono invece fortemente misantropa, misogina, misomnias e di più. Di default.
Talmente tanto che certi giorni sono insofferente ed intollerante non solo nei confronti del mondo umano, animale vegetale e minerale tutto (chè sarebbe troppo poco), ma anche nei miei stessi riguardi: io, il mio idolo supremo; io, il mio massimo modello d’ispirazione; io, il mio bene più prezioso; io, il mio unico dio, in quei giorni non sopporto nemmeno Me. Mi detesto proprio. Mi sto sullo stomaco e mi guardo dall’alto in basso con cattiveria e schifo, per quanto non mi posso vedere. Come ad esempio oggi, per dire.
Fanculo.

(il giorno dopo)