..tendiamo a sottovalutarli, riuscendo quasi a restarne indifferenti. Quante volte: leggendo i quotidiani, guardando i telegiornali, leggiamo, ascoltiamo notizie atroci di omicidi, di stupri, di violenza continuando serenamente a mangiare la nostra pastasciutta, o a scrivere il nostro post sul blog. Spesso, molto spesso, i drammi degli “altri” li percepiamo con la stessa predisposizione d’animo che abbiamo durante una fiction, durante un film. Perchè non ci riguardano. E’ la natura umana. Più son distanti da noi, dalle nostre mura, dai nostri affetti, e meno ci “toccano” le schifezze di questo mondo, che di dolore, di violenza, di brutalità ne perpetra ogni giorno in misura raccapricciante, tanto che se, invece, ci soffermassimo a prestarvi attenzione, e valutarlo come “affar nostro”, piangeremmo proporzionalmente alla nostra dignità di uomini. E se questo non fosse auspicabile, se non altro ci impegneremmo tutti ogni giorno ( con l’attenzione nell’educazione dei figli fino ad arrivare alla sensibilizzazione nelle piazze) perché atrocità di questo tipo diminuiscano, magari fino a scomparire.
La notizia del sucidio di Valentina, avvenuto nel luglio di quest’anno, dopo sei anni dal trauma dello stupro subìto a 22 anni, e mai superato, ha fatto il giro del web, e sebbene toccante, triste, non arriva tanto al cuore nella sua reale tragicità finché non scopri che quello che per te è solo il nome dell’ennesima, sfortunatissima vittima di un destino ingiusto e bastardo, era l’amica di qualcuno che via blog conosci già, e che ne parla, nel suo blog, come potrebbe chi ha perso un’amica nelle circostanze più ingiuste ed ingiustificabili, e che per questo fa male due volte.
Tutto l’ottimismo e l’amore per il mondo si sgretolano di fronte a cose del genere, e non bastano tutti i perché di cui ci si può tormentare a dare sollievo e dignità ad una realtà così abominevole.
Oggi, grazie ad Emma, son fortunatamente costretta a rispolverare un insegnamento che avevo già avuto dalla vita, ma che come molti, per comodità, per leggerezza, per desiderio di serenità, tendo spesso a mettere da parte: non bisogna mai pensare che le tragedie, i drammi, capitino sempre solo agli “altri” e che noi ne siamo immuni, e non solo perchè un giorno potremmo malauguratamente scoprire che non è così, ma anche perché la sofferenza, il dolore di chi quei drammi li vive è reale, vero e lancinante. E merita rispetto ed impegno. Se è vero che siamo Uomini.
“L’albero di Valentina” nascerà nel mese di settembre a Casale Monferrato nella speranza di creare una rete con associazioni di altre città per poter scambiare conoscenze e consigli e poter offrire veramente un aiuto concreto alle donne, quelle vittime di violenza e quelle che, ora bambine, sperano e credono in un mondo migliore.








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