Articoli marcati con tag ‘politica’

Ultimissime dalla rete

sabato, 19 luglio 2008

Berlusconi: l’emergenza rifiuti a Napoli è finita.

Il premier annuncia orgogliosamente che il primo degli obiettivi prefissati è stato raggiunto, soddisfatto, assolto. E non pensate che sia per distogliere l’attenzione dal lodo alfano, maliziosi che non siete altro. La verità è che l’aveva detto, e l’ha fatto. Che poi nel frattempo si faccia dell’altro, saran pure cazzi suoi.

Secondo fonti autorevoli, pare che sia già partita la seconda delle missioni di pulizia del governo: oscurare dalla rete i blogger arroganti che immoralmente minacciano, e insubordinatamente contravvengono alle regole di Blog Babel (no, il link non lo metto, finché non mi fanno il popup-gnegnegne) di cui, per onestà intellettuale e dovere d’informazione, riporto alcuni punti:

1) Non avrai altro dio all’infuori di me.
2) l’aggregatore è mio, e tu esisti solo se lo dico io.
3) Puoi anche chiamarti Catepol, ma se mi fai “i scherzi” io ti “scancello” dalla rete, ecco. oh. ah.
4) la classifica rappresenta la rete, quindi tutti saranno monitorati onestamente, a patto che tu ci stia simpatico, non ci faccia “i scherzi” a noi che siamo fighi, non sia nero di pelle, interista, alto più di un metro e ottanta, e non ti chiami marco camisani calzolari.

Se rispetterai questi punti principali, troverai sette vergini tutte per te quando avrai scalato la vetta della classifica; se contravverrai a queste democratiche, e divine regole, possa il tuo cane morire tra mille sofferenze.
Che noi siamo BlogBabel, mica cazzi. oh. ah.

Tutti al mare

martedì, 8 luglio 2008

mare calabria

Tropea, Calabria: acqua limpida e cristallina

La classifica annuale delle Bandiere Blu, conta il maggior numero di spiagge in (nell’ordine) Toscana, Marche, Liguria ed Abruzzo in base ad alcuni criteri che non riguardano solamente la qualità dell’acqua, ma anche la gestione ambientale, i servizi offerti e la sicurezza. Insomma vince chi offre più divertimento e comodità, chi ha gli stabilimenti balneari più fighi, chi più fa girare soldi. Anche se il mare (che, vorrei ricordarlo, è l’ acqua dal bagnasciuga in poi) è sporco. Come dire: ti servo un piatto di merda, ma su un piatto d’argento. Vuoi mettere.
Ora, partendo dal presupposto che conosco i mari di cui parlo (eccezion fatta per le Marche), voglio ammorbidire i toni, e dire che, si, effettivamente i servizi sono importanti, molto importante la gestione ambientale, importantissima la sicurezza, e le regioni di cui sopra hanno, qua e là, qualche spiaggetta meritevole anche per la bellezza del mare. Ma io ho trascorso 20 anni della mia vita in Calabria. Per vent’anni ho fatto il bagno in acque che l’adriatico e la versilia si sognano. E se c’è davvero qualcosa che mi manca della Calabria lasciata ormai da sette anni, è proprio il suo mare. Il mio mare, in questo caso. Limpido, azzurrissimo, pulito. Quello in foto, per intenderci.
Il giorno in cui la Calabria riuscirà a riemergere dallo stato di abbandono turistico (in questo caso) in cui versa attualmente, non avrà bisogno di altre risorse economiche per arricchirsi (oltre che portare più ricchezza a tutto il paese), e vincere tutte le bandiere blu che oggi, per incuria e cattiva amministrazione (regionale, ma non solo) non ha, nonostante sia dotata di una ricchezza naturale che chi non conosce, non può immaginare.

Photo by tropeaholiday

Italiano et Italiani

giovedì, 3 aprile 2008

Per una fortuita coincidenza, questo blog porta lo stesso nome di un libro di grammatica molto ricercato sul web. Lo scopro proprio grazie alle numerose occorrenze della voce “a chiare lettere” tra le chiavi di ricerca che conducono ignari e presto delusi naviganti su queste pagine, le quali pagine possono essere definite in ogni modo, ma niente hanno a che vedere con un testo scolastico. Ebbene, mortificata per questi equivoci ricorrenti, ho deciso di dare un taglio culturale al mio blog, all “a chiare lettere de noantri”, e di iniziare a fornire indicazioni che in qualche maniera possano soddisfare le ricerche di un’utenza certamente accorta e distinta, da tenere perciò in buon conto.

Iniziamo, dunque, con la prima lezione di grammatica (riciclando un mio vecchio post, di un mio vecchio blog, che solo due o tre di voi potranno, forse, ricordare. Ed una di quelli sono io): oggi parliamo dell’articolo determinativo:

L’articolo determinativo si distingue per genere e numero a seconda del termine cui si riferisce. Ma vediamo subito un esempio:

LA PISTOLA

IL PISTOLA

Spero di essere stata esaustiva. Grazie per l’attenzione ed arrivederci alla prossima lezione

Boicottare la Cina. Si può?

mercoledì, 19 marzo 2008

A proposito del massacro che si sta consumando in Tibet ad opera del governo cinese in questi giorni, guardavo oggi questo articolo ed in particolare due righe dell’ultimo paragrafo in cui si legge:

l’Unione europea sembra propensa a boicottare la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Pechino in segno di protesta contro la repressione in Tibet.[...]non partecipare alla cerimonia inaugurale avrebbe "un impatto meno negativo" di un eventuale boicottaggio totale dei Giochi.

Ecco, penso già da qualche giorno al fatto che, con il cuore, nel mio piccolo, sarei per un boicottaggio esteso alla Cina in generale, e non solo ai prossimi giochi olimpici che ospiteranno (boicottaggio, per altro, che pian piano va ridimensionandosi nei programmi).
Ma è chiaro ed evidente a tutti che, anche se non lo si dice proprio ad alta voce, questo incrinerebbe i rapporti economici con i cinesi, da cui noi occidentali dipendiamo fortemente su molti fronti, ed inciderebbe significativamente sul nostro assetto economico e sociale.
Tanto più che anche solo immaginare di indispettire al punto da rischiare eventuali scontri bellici,  un paese che, solo per dirne una, conta da solo un sesto della popolazione planetaria, non è una prospettiva rassicurante.
Ci penso io che non sono nessuno, figurarsi quanto di più ci pensino i vari grandi della terra.

Ma allora io mi domando: il fatto che il governo cinese tenga il resto del mondo sotto scacco anche mentre compie palesi massacri, il fatto che l’UE si interroghi su quale possa essere "l’impatto meno negativo", non significa forse che di dritto o di rovescio anche noi che cinesi non siamo subiamo la loro dittatura?

La fiducia o la vita

venerdì, 14 marzo 2008

Il sindaco di Milano la proposta l’ha lanciata per la sua città: un kit antidroga nelle mani di 34 mila famiglie per scoprire se i figli dai 13 ai 16 anni si drogano o no. Ma ieri è stata Livia Turco, ministro della Salute, a raccogliere l’idea di Letizia Moratti. «È una proposta che valuto con un certo interesse— ha detto —. Bisogna fare in modo che si arrivi ad un consumo nullo delle droghe, ma per questo serve educazione e formazione ». [fonte]

Mentre i politici si tirano addosso l’un l’altro, cercando una collocazione politica al kit antidroga per le famiglie (è di destra, no è di sinistra, no no è di destra, allora sei di destra, traditore, si si sei un voltagabbana, no non hai capito niente, ah ah faccia di serpente e così via), le famiglie lo contestano eticamente e presuntuosamente, sempre nello stesso articolo citato, infatti si legge:

sono una madre non una poliziotta. Io da padre mi sarei accorto se mia figlia aveva a che fare con la droga.

Il che, naturalmente, nella maggior parte dei casi, a meno di non avere in casa un figlio tossico all’ultimo stadio, è una cazzata stratosferica. I genitori sono di solito gli ultimi a sapere che il figlio si droga, fondamentalmente per due motivi: primo, i ragazzi se vogliono tenerti nascosto qualcosa, ci riescono benissimo (ma quando si diventa genitori si dimentica di esser stati figli?); secondo: i genitori, in quanto cittadini italiani, soffrono di una profonda disinformazione sulle dinamiche “droga”, oltreché di un rifiuto istintivo ad accettare anche solo il pensiero che loro figlio, il loro perfetto figlio, possa avere a che fare con la droga.

Per render conto alle significative (?) e degne di nota (?) disquisizioni politiche in merito, sottolineo che a me, la Moratti, mi sta ampiamente sullo stomaco, MA ciò nonostante mi trovo d’accordo in questo caso e penso che far la guerra al kit antidroga per le famiglie, sia anacronistico, presuntuoso e, non ultimo, da emeriti imbecilli.

numeri chiusi, numeri aperti, numeri e basta

sabato, 16 febbraio 2008

(AGI) – Roma, 14 feb. – Serve il numero chiuso all’università – dice Pieferdinando Casini – parlando durante la trasmissione di Santoro, Annozero – perché la selezione e il merito danno più opportunità ai giovani".

Ecco, quello che mi domando è: più opportunità per quali giovani? Quelli che riuscirebbero ad entrare comunque grazie a parentele illustri, o  quelli che invece resterebbero fuori a prescindere?

Alla fiera dell’Est, per due soldi, un topolino mio padre comprò

sabato, 8 dicembre 2007

I Savoia avevano chiesto un risarcimento per danni morali all’Italia, per il periodo in cui sono stati costretti all’esilio, ed hanno poi ritrattato dicendo che scherzavano, e volevano solo vedere la faccia che avrebbero fatto Prodi e Napolitano.

Ora la comunità ebraica di Treviso chiede un risarcimento per danni morali ai Savoia, per le leggi razziali che dovettero subire nel 1938. Una cifra simbolica, per vedere che faccia fanno Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto.

Pare che, nel sentir questo, il parroco di Volpago del Montello abbia detto: ah si? E io chi sono, il figlio della serva? E voglia quindi chiedere un risarcimento danni morali alla comunità ebraica, per la concorrenza sleale di evangelizzazione subita in un anno non meglio precisato, così, per vedere come ci rimangono gli ebrei. In quel frangente passava di lì la signora Ernestina, fioraia della parrocchia, che sentendo ciò pensò, tra se e sé (per non ripetere l’errore del parroco di parlare ad alta voce e farsi rubare l’idea): adesso chiedo i danni morali alla parrocchia di Volpago del Montello, per quella partita di rose ordinate e mai ritirate due anni fa, così, hai visto mai che simbolicamente recupero almeno le spese.

Giovannino detto il guercio, vide la fioraia Ernestina che guardava il parroco, che minacciava la comunità ebraica, che inveiva contro i Savoia, che scherzavano con gli italiani e si divertì molto.

Tanto che sorridendo tornò a casa, bussò alla porta della vecchia Erminietta, sua vicina di casa e le disse: ti ricordi quella tazza di zucchero che ti prestai nell’82, e che mai mi rendesti, costringendomi ad una settimana di caffè amaro alla mattina? Ora ti denuncio per danni morali. La vecchina, che vive sola da quando è morto il marito, telefona alla figlia, Luisella, trasferitasi da 7 anni in Lombardia dopo il matrimonio, e sbotta dicendo che le deve un risarcimento per danni morali, per averla resa nonna a soli 83 anni, nel fior fiore della sua giovinezza. Luisella, quel giorno a casa per malattia, telefona al marito, Gaspare il macellaio, il quale gogoogonbjgbnqhbg e detto ciò hahhfv,v……detto ciò, ……..fhjtru cvnghtjyumente bbcb, risarcimento danni morali ah ah ah…….gjjgkkullvnnhda sua volta mfmfmmmGhrttub-d………