Articoli marcati con tag ‘passione’

L’odio dell’amore

lunedì, 14 dicembre 2009

Dicembre ha gli occhi di un assassino feroce, sputa odio e frusta dolore, Torquemada a  forma di vento,  ripugnante bestemmia ancestrale.
Entra in casa pisciando sangue, rovista nell’intimo con le mani sporche, grasse, nauseabonde, e paralizza tuo padre. Sette volte lo paralizza, dall’emisfero destro al ventricolo sinistro, il tuo ventricolo sinistro, affondando i denti lerci schifosi sulle arterie che trova e causandone decomposizione improvvisa.
Dicembre è un bambinello con la bava alla bocca e gli artigli alle mani venuto nel nome del signore a depredarti del muscolo che gli uomini di buona volontà usano chiamare cuore, per figurarsi un dio al posto di quei fiotti di sangue che sgorgano della carne umida e pulsante.
Dicembre ci prova a privarmi di me, mi massacra e mi tortura gli affetti, li tiene in ostaggio e gli ruba la bocca per impedir loro anche di piangere il dolore che impone; è così che  si prende gioco dei belli e li appaia ai malvagi per gusto meschino, per sentirsi invincibile come la morte, per farsi grande con questa piccola vita. Dicembre, perfido e impietoso,  dammi retta, lascia stare: è inutile insistere con squallidi vessilli neri al mio albero, schiacciandolo con il peso del tuo: ho più palle di te tra gli addobbi, e un angelo nero rabbioso, più forte di te e col sangue negli occhi, fa la guardia per me alle pupille dell’oggi, contandomi i sogni sulle ceneri appuntite delle tue misere perfidie.

Il mio contributo alla ormai tradizionale raccolta  Post sotto l’Albero , che raccoglie centinaia di altri post di numerosi blogger sul tema del Natale. Un grazie a  Sir Squonk, che ne è il papà

liber-tatà(n)

lunedì, 6 luglio 2009

Il gusto pieno della vita, no, non lo trovi nell’amaro averna; schifo.
E’ sotto gli pneumatici invadenti che mangiano strada e amari averna, come nei sogni ricorrenti delle guide ad alta velocità, dove ci sei tu e la tua guida ad alta velocità su strade che, non importa dove vanno purché vadano come vuoi tu: curve, rette, e perfino a gomito e ginocchio, perché tu le vuoi così e loro fanno così, nei sogni ricorrenti lo fanno, le strade delle guide ad alta velocità.

E’ nella sterzata adrenalinica e cantereccia tra le tue mani possenti, il gusto pieno della vita, in quelle tue mani racchiuse, strette, appassionate, attorno alla guida della tua propria esistenza, che si fa vita sul cambio in seconda, poi terza, quarta, e infine quinta e via, lontano, verso di te medesimo,  in direzione sempre più in là, oltre l’asfalto complice e il fischio aerodinamico del finestrino semiaperto, che trasuda libertà e canzoni da cantare ai girasoli e ai campi dell’estate malandrina e sudaticcia di libertà.

La libertà, non la si compra mica in saldo nei supermercati, né a prezzo pieno nei negozi più in della città. No, no. La libertà, cercala sotto le scarpe di chi fa passi lunghi e frizzanti, e salti, o nel bicchiere mezzo pieno del pazzo alcolizzato e poeta. Cercala, se la vuoi davvero, corteggiala, se riuscirai a vederla, e poi amala, amala forte la tua libertà, con le gambe con gli occhi e con la bocca va amata la libertà. Come credi altrimenti che sia possibile soffermarsi alle rive di un fiume verde-fiume e vederlo azzurro-mare?

I pazzi siete voi. Non io. I pazzi siete voi.

Parlami d’amore #4

sabato, 1 novembre 2008

La rubrica “parlami d’amore” questa settimana ospita la lettera dell’amico Clockwise. Intensa, appassionata, profumata d’infinito.


Purtroppo non è rimasto nulla, di quel nostro amore, se non il mio. E penso non avrai difficoltà a capire che questo non è sufficiente per stare bene, per sentirsi sereni, per sorridere della vita che vivo.
Mi manca tutto, di quell’amore: mi manca la complicità di un gesto, l’intesa raggiunta con uno sguardo, mi manca fare tutto insieme, mi manca guardarti infilare i collant, mi manca svegliarci nudi aggrovigliati ad un lembo di lenzuolo, mi mancano i tuoi respiri nel piacere, mi manca il profumo della tua pelle, mi mancano le tue attenzioni, mi manca il tuo farti bella per me, mi manca un sms provocante, mi manca una canzone dedicata, mi mancano le sorprese, mi mancano le coccole, mi manca che mi pensi come io penso a te, mi manca che mi chiami con quel nomignolo stupido ma pieno di significati, mi manca fare la spesa per noi, mi manca la valigia che preparavi per noi, mi manca vederti addormentata per il viaggio, mi manca una carezza, mi manca saper tutto di te come tu sapevi tutto di me, mi manca un progetto, mi manca la donna della quale mi ero innamorato e che mi scriveva, ricambiata, del suo profondo ed eterno sentimento.
Perché, in fondo, mi manca semplicemente il tuo amore.
C’è stato un tempo in cui tutto questo c’era, e vivevamo bene insieme, ed è vero: siamo stati accecati dalla nostra passione… Ma è stato così bello che speravo di non dover mai recuperare questa vista, e che questo nostro sentimento potesse vincere e superare ogni ostacolo, proprio perché puro, esclusivo, unico.
Gli errori, i problemi, le difficoltà, tutto potevamo affrontare con l’onestà di dirsi le cose come stavano, senza tenere il piede in due staffe, senza nascondere che per te tutto ciò non aveva più alcun senso: le tue attenzioni, il tuo sentimento, e la voglia di fare quello che facevi con me, ormai erano per un altro.
Eppure sento di aver bisogno ancora di queste cose, e non posso accettare che la nostra vita scorra asettica come quella di due anziani che hanno già passato cinquanta anni insieme e non han più nulla da dirsi, e da darsi.
E invece il tempo scorre per tutti e tutto logora, ed io sono convinto di poter ancora donare amore, passione ed attenzioni a qualcuno che possa realmente appezzarle e restituirmele.
E spero, ancora scioccamente, che quel qualcuno possa essere tu, unico amore mio.

My personal tribute

mercoledì, 23 aprile 2008

William Shakespeare
23 aprile 1564, 23 aprile 1616. Ed oltre.

Non dolci baci l’aureo sole sparge
sulle stille di rosa mattutina
quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
la notte rugiadosa alle mie guance.
Né luna argentea tanto lucente
in seno a liquido abisso risplende
quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
Tu brilli in ogni lacrima che piango;
e ciascuna è un cocchio che ti porta.
Tu cavalchi trionfante la mia pena.
Le mie lacrime gonfie di dolore
ti mostreranno la tua stessa gloria.
Ma non amar te stessa, o delle lacrime
farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
mia regina, dire quanto vali
non sanno lingue, o pensieri, mortali.
(da “Pene d’amore perdute, W. Shakespeare.”)

Ecco, cose così, mi mandano in estasi.
E’ un bel giorno per goderne.