Articoli marcati con tag ‘odio’

L’odio dell’amore

lunedì, 14 dicembre 2009

Dicembre ha gli occhi di un assassino feroce, sputa odio e frusta dolore, Torquemada a  forma di vento,  ripugnante bestemmia ancestrale.
Entra in casa pisciando sangue, rovista nell’intimo con le mani sporche, grasse, nauseabonde, e paralizza tuo padre. Sette volte lo paralizza, dall’emisfero destro al ventricolo sinistro, il tuo ventricolo sinistro, affondando i denti lerci schifosi sulle arterie che trova e causandone decomposizione improvvisa.
Dicembre è un bambinello con la bava alla bocca e gli artigli alle mani venuto nel nome del signore a depredarti del muscolo che gli uomini di buona volontà usano chiamare cuore, per figurarsi un dio al posto di quei fiotti di sangue che sgorgano della carne umida e pulsante.
Dicembre ci prova a privarmi di me, mi massacra e mi tortura gli affetti, li tiene in ostaggio e gli ruba la bocca per impedir loro anche di piangere il dolore che impone; è così che  si prende gioco dei belli e li appaia ai malvagi per gusto meschino, per sentirsi invincibile come la morte, per farsi grande con questa piccola vita. Dicembre, perfido e impietoso,  dammi retta, lascia stare: è inutile insistere con squallidi vessilli neri al mio albero, schiacciandolo con il peso del tuo: ho più palle di te tra gli addobbi, e un angelo nero rabbioso, più forte di te e col sangue negli occhi, fa la guardia per me alle pupille dell’oggi, contandomi i sogni sulle ceneri appuntite delle tue misere perfidie.

Il mio contributo alla ormai tradizionale raccolta  Post sotto l’Albero , che raccoglie centinaia di altri post di numerosi blogger sul tema del Natale. Un grazie a  Sir Squonk, che ne è il papà

Pessimismo e Fastidio

martedì, 2 settembre 2008

@#!!!Sono una persona notoriamente spocchiosa e piena di sé. Sono dotata di una naturale overdose di autostima e fierezza. Sono schifosamente snob nei confronti dell’umanità tutta, e fino a prova contraria guardo tutti con sospetto e diffidenza; e a volte anche con una punta d’ aria di sufficienza. Perché la celeberrima frase: ” io sò io, e voi non siete un cazzo” rispecchia esattamente quella che è l’impostazione predefinita dei miei rapporti sociali, che possono migliorare, certo, spesso è così; però altrettanto spesso il mio atteggiamento iniziale è quello del “fidarsi non è bene, non fidarsi è già meglio, ma se ti impegni puoi migliorare“.
Perché sostanzialmente, benché lo nasconda bene, non sono per nulla socievole, anzi. Sono invece fortemente misantropa, misogina, misomnias e di più. Di default.
Talmente tanto che certi giorni sono insofferente ed intollerante non solo nei confronti del mondo umano, animale vegetale e minerale tutto (chè sarebbe troppo poco), ma anche nei miei stessi riguardi: io, il mio idolo supremo; io, il mio massimo modello d’ispirazione; io, il mio bene più prezioso; io, il mio unico dio, in quei giorni non sopporto nemmeno Me. Mi detesto proprio. Mi sto sullo stomaco e mi guardo dall’alto in basso con cattiveria e schifo, per quanto non mi posso vedere. Come ad esempio oggi, per dire.
Fanculo.

(il giorno dopo)