Articoli marcati con tag ‘notizie’

Suvvìa, e basta.

martedì, 29 luglio 2008

(ANSA) – NEW YORK, 28 LUG – Due donne americane hanno fatto causa a Mc Donald’s accusando la multinazionale di non averle assunte perché indossano il velo islamico. I casi verificatisi a due anni di distanza l’uno dall’altro hanno provocato una dura reazione nella comunità islamica della città di Dearborn. Le due giovani donne hanno fatto ricorso ad un avvocato per fare causa sia al manager del fast food sia a tutto il gruppo, accusati di aver violato la legge sui diritti civili dello Stato del Michigan.

Premessa n°1 – non ho una gran simpatia per big tasty, royal deluxe, patatine flosce e porcherie immonde varie promosse dal signor Mc Donald, anzi, sempre personalmente, lo processerei per crimini contro l’umanità e satanismo, se solo la democrazia non lo impedisse.

Premessa n°2 – non ho una gran simpatia per le religioni, tutte: traviano le menti degli esseri umani rincoglionendoli a forza di verità imposte dalla fede, non discutibili, senza se, senza ma e soprattutto senza perché (no, per fede non è una risposta, pensa qualcosa di tuo e ritenta)

Premesso brevemente e a grandi linee ciò, ora io mi domando: se tu invece di quell’orribile divisa da lavoro (perché di divise da lavoro parliamo) potessi servirmi quello schifo di menù con indosso quel che ti pare, allora io, naturista che voglio fare il bagnino, posso salvare la nonnetta di turno dalle acque in tempesta, con i gioielli in bella mostra; ed io, operaio, potrei indossare, invece di quel tristissimo camice uguale per tutti che tra l’altro mi ricorda tanto il colore del maiale ammazzato l’altr’anno, e sono pure vegetariano, quei bermuda hawaiani che per uscire non metto mai; ed io, che padre pio due mesi fa m’ha fatto la grazia, me lo porterei, e come, il medaglione al collo e chissenefrega del poter rimanere agganciato agli ingranaggi del motore mentre riparo la sega elettrica.

Un mac bacon ed un santino ci seppelliranno.

Ultimissime dalla rete

sabato, 19 luglio 2008

Berlusconi: l’emergenza rifiuti a Napoli è finita.

Il premier annuncia orgogliosamente che il primo degli obiettivi prefissati è stato raggiunto, soddisfatto, assolto. E non pensate che sia per distogliere l’attenzione dal lodo alfano, maliziosi che non siete altro. La verità è che l’aveva detto, e l’ha fatto. Che poi nel frattempo si faccia dell’altro, saran pure cazzi suoi.

Secondo fonti autorevoli, pare che sia già partita la seconda delle missioni di pulizia del governo: oscurare dalla rete i blogger arroganti che immoralmente minacciano, e insubordinatamente contravvengono alle regole di Blog Babel (no, il link non lo metto, finché non mi fanno il popup-gnegnegne) di cui, per onestà intellettuale e dovere d’informazione, riporto alcuni punti:

1) Non avrai altro dio all’infuori di me.
2) l’aggregatore è mio, e tu esisti solo se lo dico io.
3) Puoi anche chiamarti Catepol, ma se mi fai “i scherzi” io ti “scancello” dalla rete, ecco. oh. ah.
4) la classifica rappresenta la rete, quindi tutti saranno monitorati onestamente, a patto che tu ci stia simpatico, non ci faccia “i scherzi” a noi che siamo fighi, non sia nero di pelle, interista, alto più di un metro e ottanta, e non ti chiami marco camisani calzolari.

Se rispetterai questi punti principali, troverai sette vergini tutte per te quando avrai scalato la vetta della classifica; se contravverrai a queste democratiche, e divine regole, possa il tuo cane morire tra mille sofferenze.
Che noi siamo BlogBabel, mica cazzi. oh. ah.

Na tazzulella ‘e cafè?

venerdì, 11 aprile 2008

caffe italianoChe per un italiano bere un buon caffè all’estero sia una rarità, non è un mistero. Sottolineo per un italiano perché se tutto il resto del mondo trova normale bere tazzoni annacquati dal vago colorito bruno, e noi siamo gli unici al mondo ad attuare la “prova dello zucchero” (il quale deve inabissarsi dolcemente e lentamente, nevvero) per testarne la qualità prima ancora di assaggiarlo, evidentemente sono i nostri gusti a costituire “eccezione”. Per fortuna, aggiungo io.

Quanti di noi viaggiando all’estero hanno mai degustato (ché noi lo degustiamo, mica lo beviamo il caffè) un caffè degno di essere così chiamato? Certo, a cercar bene, con un po’ di fortuna, magari si riesce persino a scovare un localino italiano (= gestito da italiani, nota bene) che ricorda ancora come si faccia il caffè italiano, oppure un autoctono super chic che, una tazzina si una tazzina no, è capace di soprenderci. A cifre spaventevoli naturalmente.

A Praga per esempio esiste un barettino, proprio lungo la strada del mercato, che fa un ottimo caffè, alla modica cifra di 7 euro a tazzina; dopo giorni di astinenza da caffè, un italiano in vacanza (e a Praga ce ne sono veramente tanti) 7 euro per un caffè li paga, oh se li paga. Siamo o non siamo un popolo di viziosi? Lo siamo, lo siamo. E all’estero lo sanno bene. Eccoteli i 7 euri, dammi quel benedetto caffè e possano tornarti in lassativi, dannato ladro.

Ebbene oggi mi capita tra i feed questa notizia e non posso fare a meno di pensare che la colpa deve essere anche un po’ nostra. Insomma ragazzi, smettetela di sorridere mentre dite “questo caffè è una merda” nei bar e nei ristoranti all’estero, che poi quelli ci prendono sul serio.