Lunedì mattina. Cielo sereno, temperatura stimata, 18°C. Risveglio insolitamente poco traumatico, blasfema serenità interiore malgrado l’inizio settimana.
Proprio uno spreco, restare a lavorare.
Lunedì mattina. Cielo sereno, temperatura stimata, 18°C. Risveglio insolitamente poco traumatico, blasfema serenità interiore malgrado l’inizio settimana.
Proprio uno spreco, restare a lavorare.
Nel giro di tre giorni (notti) ho sognato, nell’ordine: che mi si rubasse la borsa - ansia imperante per la perdita di soldi, documenti, chiavi di casa, ed effetti personalissimi; – che mi si rubassero i due cellulari (due) – ansia iperbolica per la perdita del credito residuo, della possibilità di essere rintracciata, della possibilità di rintracciare a mia volta; – che mi si rubasse l’uomo – ansia isterica per la perdita della serenità, delle belle speranze e dei punti di riferimento.
Ecco credo che così, a occhio e croce, ultimamente sia un tantino tesa.
Sono le 8: 30, alzati! Ma porc..! E’ già tardi anche stamattina, dove ho messo le pantofole? insapona, sciacqua, asciuga, spazzola, infila, allaccia, spruzza e lui è già pronto alla porta – impreca – guarda che capelli! Un caffè mi salverà.
Buongiorno, buongiorno e buongiorno. Caffè? Uno, due, tutti. D’accordo, posso farcela: caffettino a te, caffettino a te, ah ah! Adesso tocca a me! Cialdina trallallà, bicchierino trallallà, zuccherino trallallà, palettina trallallà - “Svuotare cassettino cialde” – Ma Porc..! Smonta, disincastra, sgocciola, svuota, rimonta. Funziona! Cialdina trallallà, bicchierino trallallà, zuccherino trallallà, palettina trallallà – Buongiorno, caffè anche per me? – ARGH!!!!
Iniziare un nuovo lavoro sa essere “totalizzante”.
Prendi, gira, sposta, rovescia, togli, metti. ALT!… ragiona..
E di nuovo: sposta, lima, modifica, rimetti..
Le ore passano talmente veloci che quando è finita la giornata non sai più se “stamattina” era “oggi” o “ieri”.
Fortuna che arriva, comunque, la sera.
E allora… calma.. relax..
Con te la musica sparata in cuffia e un bicchiere di quel che ti pare.
Basta saper aspettare.
Sì.. aspettare
Hai presente quelle sere in cui vorresti sbronzarti?
Così, per distendere i nervi. Ché non serve mica avere un qualche problema esistenziale per aver voglia di abbandonarsi ad un totale, assoluto, smisurato relax.
Come quando eri ragazzo, hai presente? Che uscivi la sera sulle tue gambe e rincasavi sulle ginocchia, senza ricordare come, al risveglio.
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
E’ che, ahimé, ho la tendenza a soccombere allo stress. Senza rendermene conto, invero, ma pare sia così.
Pensa: il locale giusto, luci soffuse e tavolini bassi; musica alta quanto basta, quattro chiacchiere in totale intimità, e il bicchiere sempre pieno, fino a che ne hai voglia, senza mai guardare l’orologio, ché tanto domani non c’è scuola.
Rivoglio indietro i miei quindici anni. Ma mi basterebbe la scandalosa irresponsabilità, dei miei quindici anni.
Solo per stasera, giuro.
Sto invecchiando.
E francamente non posso dire di esserne dispiaciuta.
E’ la mia stagione preferita, l’estate, per il sole, per il mare, per il caldo, per la luce e i colori e i profumi.
Si, a patto di goderne.
Ed io non è che ne abbia goduto granché, a causa del lavoro.
Da giugno, oggi è stato il mio primo giorno di riposo; quel che son riuscita a lasciare indietro in due mesi è impressionante: le lavatrici accumulate si percepiscono dalla scelta, sempre più ristretta, dei vestiti da mettere; il frigorifero si è tramutato in un’entità lontana dal mio mondo, di cui ignoro totalmente il contenuto (n.d.r quando il gorgonzola, da verde, diventa arancione, non è più una categoria commestibile); le piante, già in pericolo di vita in condizioni normali, minacciano rivolte e scioperi, in cambio di un bicchier d’acqua. E non scendo nei particolari, perché parlare del mio spazzolino da denti mi par poco elegante.
Di cose da fare, dunque, nel primo giorno di libertà dal lavoro, me ne son ritrovate tante, ma tante, ma tante che un post soltanto non basterebbe ad elencarle tutte. Ma, si sa, la vita è fatta di priorità, e allora oggi, il mio primo giorno di riposo da due mesi a questa parte, l’ho passato a dormire, a mangiare sushi e sashimi in tempi e ad orari umani, ed a cazzeggiare allegramente su internet.
Domani si ricomincia. Ma sono, in parte, rifocillata e ricaricata.
Non vedo l’ora che arrivi definitivamente l’inverno.