Ho sempre diffidato di chi, ai tempi del liceo, mi guardava dall’alto in basso sostenendo che studiare cose come il latino, il greco, la filosofia, la letteratura fosse una “stupida perdita di tempo”.
(se appartieni a questa categoria, torna al prossimo post, o leggiti quelli precedenti)
Dice ” a che ti serve la filosofia!?”
Al di là del mio gusto personale per le materie umanistiche, con molta pazienza ed umiltà, le mie argomentazioni in difesa delle mie scelte scolastiche ora come allora si reggono su un principio che, personalmente, reputo vitale: la comprensione oltre il mero nozionismo.
Mi spiego: nessuno va in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa (cit.), ma comprendere il processo logico attraverso cui questo sia possibile arricchisce, non solo il mio patrimonio nozionistico (fondamentale per esempio se partecipi a “chi vuol esser milionario”), ma anche e direi soprattutto, la mia cultura, intendendo per cultura la capacità di usare il cervello. l’intelligenza, è paragonabile al petrolio: preziosissimo e richiestissimo, perché valga davvero, però, deve subire un processo di raffinazione. La raffinazione è paragonabile alla comprensione di ciò che impariamo (a scuola, certo, ma non solo).
Non mi dilungo oltre e vengo al punto:
Sto leggendo “Il mondo di Sofia – Romanzo sulla storia della filosofia, di Joestin Gaarder” e a dispetto del titolo decisamente cacofonico, trovo sia sublime: racchiude in sé tutte le mie convinzioni già adolescenziali in merito all’importanza della storia della filosofia, quando approcciata nel modo corretto; ossia come quell’insieme di processi attraverso cui l’uomo è cresciuto, si è modificato, ha imparato. “non ci importa cosa il filosofo volesse dimostrare, quanto come sia giunto a sostenerlo”. E la cultura, più in generale ci serve a questo: ad apprendere ma anche ad “interrogarci” piuttosto che assimilare passivamente tutti i dogmi e le risposte che società, religioni, tradizioni cui apparteniamo in qualche maniera ci impongono.
Articoli marcati con tag ‘latino’
nozionismo e comprensione
lunedì, 21 luglio 2008Un momento di raccoglimento
venerdì, 6 giugno 2008Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.
[Catullo, Carme 5]







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