Con oltre un secolo di storia alle spalle, i taccuini moleskine sono ormai inflazionatissimi. Divennero famosi per essere stati usati da grandi personalità dell’arte e della letteratura come Hemingway e Picasso tanto che, a distanza di anni dalla chiusura della prima azienda produttrice, una seconda (italiana) li riesumò, riportandoli alla ribalta: correva l’anno 1998.
Oggetto di culto, alla moda, e non semplicemente pratico, il taccuino moleskine non ha mai conquistato la mia attenzione in questi lunghi undici anni. Prima della mia personale era del web, rientravo anch’io tra i giovani (e non) con la mania dell’annotare, scarabocchiare, scribacchiare, insomma usare la penna (o la matita), solo che io usavo esclusivamente smemoranda. E quante ne ho riempite! La Treccani, in confronto, era un bignami. Alcune delle mie smemo finirono al rogo [omissis], tutte le altre le conservo ancora oggi insieme agli altri oggetti della memoria: le lettere, le cartoline, le foto, gli scontrini, i biglietti dei treni.
Iniziai, poi, a scrivere sempre meno a penna e sempre più sulla tastiera, fino ad estinguere la necessità di tenere un “taccuino”. In effetti ho praticamente smesso di scrivere su carta, e a distanza di tempo dal “salto”, realizzo periodicamente quanto questo mi manchi: l’odore della carta nuova, le pilot a punta fine, la fettuccina segnalibro appena appena sfilacciata, quel calletto sul dito medio.
Certo, cose come il Ctrl+F, o il Ctrl+X – Ctrl+V danno delle belle soddisfazioni, per non parlare della magnificenza dei sans serif, ma non è la stessa cosa. Manca, sulla tastiera, quell’impagabile senso di osmosi che scaturisce dall’imprimere ad un concetto astratto come è un pensiero, una forma concreta come può esserlo una ‘b’ panciuta, o una ‘m’ appuntita, o una ‘g’ arricciata; che raccontano di te molto di più di quanto tu già non stia dicendo, perché sono tue, e mai uguali a quelle di qualcun altro.
Ecco perché oggi, con gran ritardo sulle tendenze più originali della moda e sulle mie stesse, ho comprato il mio primo taccuino moleskine.
Ti alzai sulle mie mani
e spiccai il volo.
(Ghiannis Ritsos)








Feed
FriendFeed
Twitter
GoogleReader
Plurk
Flickr
Youtube
Technorati
MyBlogLog