Articoli marcati con tag ‘internet’

Parlami d’amore, Mariù

domenica, 14 settembre 2008

Cos’è: una nuova rubrica, pensata per chi ha la vocazione del cuore in giuggiole, e l’indole da inguaribile romantico/a. Una rubrica dedicata all’ammore, in tutte le sue forme, e declinato per iscritto, sotto forma di lettera.

Come funziona: scrivi una lettera d’amore, oppure rispolvera quella che conservi da anni in mezzo alle foto, nella cesta dei panni sporchi o nel cuore, ed inviamela. Penserò io a pubblicarla, con o senza la tua firma, ed a renderla immortale con un post dedicato.
Nota bene: selezionerò in prima persona la lettera d’amore, secondo criteri, dunque, del tutto personali e non oggettivi. Emozionami e ti pubblicherò, ma non rimanerci troppo male se non sceglierò te: non è un concorso letterario, ma un mio personalissimo diletto.

Chi può partecipare: tutti. Blogger e non, con lettere che si riferiscano a storie vere o inventate; lo spirito di questa rubrica vuol essere infatti condividere un po’ di sano e sempre gustoso amore per l’amore, nonché amore per le lettere d’amore, forse in disuso, forse obsolete, in questa era veloce e pragmatica di internet e del web2.0. Quel che voglio è offrire una vetrina a chi le lettere d’amore le scrive ancora, e al contempo mettere insieme una raccolta di testi, non miei, che tengano vivo in chiunque ne abbia ancora interesse il gusto di parlare d’amore, con amore. Potrete quindi firmarvi col vostro nome o con uno pseudonimo, a vostra discrezione. Ciò che catturerà la mia attenzione non sarà chi, ma cosa leggerò.

L’indirizzo è il solito: teiluj[AT]achiarelettere[DOT]com, raggiungibile anche cliccando direttamente sulla sezione scrivimi del blog.
Conto di pubblicare una lettere a settimana. So che non mi deluderete, micetti cari; scrivetemi, scrivetemi, scrivetemi!

I Word Camp. And You?

martedì, 13 maggio 2008

sonounprecario Avrei voluto raccontarvi dell’ iwordcamp di sabato; avrei voluto condividere con voi le mie impressioni sull’evento; ma ci hanno già pensato altri meglio di me, qui, qui, qui e naturalmente qui.
Se poi non dovesse ancora bastare, attraverso questi ed altri blog, saltando di link in link, reperirete resoconti e punti di vista di varia natura su tutto ciò che quella manica di blogaioli che altro non siamo, ha fatto, detto, pensato sabato in Parco Sempione a Milano.
E se neanche le parole fossero sufficientemente esplicative, guardatevi il mio foto-riassunto qui. Naturalmente, anche per quanto riguarda le foto, di materiale ce n’è tantissimo (certo, i miei scatti hanno quel qualcosa in più, nevvero..).

Per farla breve, se avete un “blog”, se scambiate “links” se contate il “pagerank”, se scaricate “plugin”, se avete “twitter”, “followers”, “following”, “ranking”, “geek”, “nerd”, “social” e tutte quelle paroline che ci rendono tanto imbecilli agli occhi delle nostre disperate madri che si domandano dove abbiano sbagliato, ma al contempo tanto felici, non potete farvi mancare l’esperienza wordcamp.

Per quanto mi riguarda, mi sono proprio divertita ma ho un rimpianto, una cosa che avrei tanto voluto fare: avvicinare Luca Conti e chiedergli: scusa, sai se arriverà qualche blogger famoso?

Blogger? mi fai ridere

domenica, 20 aprile 2008

Diciamolo: la pratica blogging altro non è che condivisione, con un numero potenzialmente infinito di persone, di pensieri, pratiche e argomenti del tutto uguali a fuori dal blog. In un rapporto di “uno a molti” laddove fino a poco tempo fa era al massimo di “uno ad alcuni”. Ciò che cambia è il mezzo, non i contenuti. Men che meno l’attendibilità, l’oggettività e la qualità.

E finiamola con questo sentirci degli eletti, dei super eroi, degli intellettuali per il sol fatto di avere un blog (chiunque abbia un pc, una connessione internet, e non sia analfabeta può avere un blog!).

In particolare mi fanno i ridere i blogger che:

1) copincollano notizie dell’ansa e si credono giornalisti. No, di più, credono di essere più bravi dei giornalisti;

2) trascrivono il loro diario personale e si autodefiniscono geni o poeti incompresi;

3) emettono giudizi su altri blogger credendo, per il sol fatto di leggerli, di conoscerli bene o, peggio ancora, di aver capito quel che hanno letto;

4) ti spiegano come dovrebbe essere fatto un blog, come se esistesse un unico modo di fare blog;

5) si prendono talmente tanto sul serio che la metà basterebbe;

6) ti leggono e poi appongono commenti di tipo valutativo, come se un post fosse un tema, e il commentatore la maestra che ti mette il voto.

Tutto questo è anacronistico, obsoleto, vetusto. Che specialità sarebbe essere blogger?

Per dirla proprio tutta la parola “blogger” ormai non significa proprio niente e non ha ragion d’essere, non più. Ridimensionamoci, siamo ridicoli. E impariamo l’uso del “secondo me”. Ché per il posto di dio in terra c’è da prendere il numeretto e mettersi in fila.

La lettera non arrossisce

venerdì, 4 aprile 2008

Leggo su Panorama un bellissimo articolo che nel pubblicizzare un paio di libri di nuova edizione, affronta un tema a me caro e, neanche a farlo apposta, strettamente collegato al mio penultimo post; il titolo dell’articolo è “che fine hanno fatto le lettere d’amore“.

Oltre ad una serie di citazioni bellissime, si legge:

a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura.

Ma quante lettere si scrivono ancora, carta e penna, oggi? Ormai passa tutto attraverso il computer, la rete, i telefonini. Andiamo di corsa, in sintonia con la velocità che le attuali tecnologie ci mettono a disposizione, usiamo sempre più spesso linguaggi fatti di acronimi, di sigle, anche per dire ti voglio bene; o addirittura codifichiamo gli squilli per non perder del tempo a scrivere (e spendere). Non c’è molto spazio per il romanticismo di una lettera d’amore manoscritta nell’era del “senza perdere tempo”; credo sia proprio la mentalità sempre più tecnologica a non contemplarne l’esistenza. Probabilmente è il corso naturale delle cose, ed anche se non credo che la carta possa un giorno sparire definitivamente, il processo di digitalizzazione, della comunicazione tutta, anche amorosa, non conoscerà inversioni di tendenza.

Eppure. Eppure leggo sempre nello stesso articolo citazioni di lettere antiche come:

Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste (U.Foscolo)

e non riesco a non pensare che abbiano un valore inestimabile.

Say No To IE 6!

martedì, 1 aprile 2008

Cari naviganti che per oscure ragioni utilizzate ancora MSIE6.0, se arrivando qui trovate le gambe di questa bella biondina qui di fianco mozzate, non sorprendetevi, e non prendetevela con me. L’unica e sola ragione di ciò risiede proprio nelle caratteristiche del browser che state usando. Non conformandosi agli standard del W3C, reagisce anarchicamente al lavoro di designer e sviluppatori, i quali possono rimediare solo con del lavoro in più da dedicare alle eccezioni che questo browser presenta. Tutto questo discorso, oltre che per far finta di capirci una cifra in fatto di standard e quindi gingillarmi ai vostri occhi, per dirvi che da oggi sostengo l’idea Save The Developers, perché anche volendo accomodare il codice del template, non avrei più su nessun pc il browser in questione per testarne l’efficacia, ma soprattutto perché faccio il tifo per lo smaltimento dell’obsoleto. Dunque, se d’ora in avanti vedrete su questo blog discendere dall’alto un bannerino che vi consiglia di aggiornarvi, cliccatelo, e avrete salvato un developer. Scoprirete poi che il web è più bello ed ordinato di quanto fino ad oggi avevate creduto.

Post al buio

mercoledì, 26 marzo 2008

Non ho idea di cosa dica questo video, dal momento che qui in ufficio ho le casse rigorosamente spente, ma dalle immagini mi è sembrato interessante. Che ho postato?

Ne vogliamo parlare?

venerdì, 21 marzo 2008

Ricevo e pubblico:

ammettilo … tu sei una sorka !!! si sei una SORKA INCREDIBILE !!! perche’ fai quella faccia? O_O …. non sai che significa :O ???sorka significa letteralmente "bonazza talmente secsy da far girare da testa … la topa per antonomasia" … di IMMENSE FIGHE … di ragazze che PENSANO di essere TALMENTE GNOCCHE che nessuno puo’ dire di NO alle loro moine seducenti … che tutti farebbero a gara per portarsele a letto … che sono talmente fighe che pare ce l’abbiano solo loro… naturalmente SORKA e’ chiunque si senta tale … chiunque e’ consapevole di poter far crepar un uomo solo con lo sguardo !!!dai non dirmi che non ti senti un pochino sorka ? :P anzi UN SACCO SORKA ;D ????
se hai l’ascendente TOPA non puoi non partecipare al FOTOCONTEST piu’ assurdo di SPLINDER ;D [Ometto il link  del blog e le istruzioni che seguono nel messaggio originale].

Adesso si che la mia giornata ha tutto un altro senso..