Articoli marcati con tag ‘immagini’

Odi et amo

giovedì, 13 novembre 2008

- E mi raccomando, non fare passare altri 5 anni prima di tornare!
- Si zio.
- E ricordati che sei calabrese!
- Certo zio.
- Non sei romana!
- Si zio.

Al di là della confusione geografica familiare che induce mio zio – forse per l’aereo che prendo – ad associare la mia residenza a Pescara con una non meglio identificata cittadinanza romana, Reggio Calabria, la città in cui non sono certo nata ma che altrettanto certamente mi ha ospitato per più tempo – 21 anni – è per me un luogo stregato, quasi mistico.

Reggio Calabria è la città dei miei ricordi eterni. Della mia infanzia e della mia adolescenza. E’ la città dei miei esami di maturità e delle mie prime bravate. Dei giri in motorino, dei falò in spiaggia la sera, delle sbornie con gli amici e dei fine settimana chiusa in casa in punizione. Reggio Calabria è la città del mio primo bacio, e delle mie prime lacrime d’amore.
Ma è anche la città che mi ha inferto la sofferenza più grande ch’io abbia provato in tutta la mia vita.
Tutti ne hanno una, di sofferenza “più grande”. La mia, affonda le sue radici a Reggio Calabria. E non è mai finita.

Il sedici agosto di sette anni fa presi un treno di sola andata dalla stazione di Reggio Calabria; era l’inizio della mia età adulta, della mia indipendenza. Era l’inizio. Lontano da Reggio Calabria. Da allora io sono cresciuta, sono cambiata; ho visto cose, ho fatto cose, ho continuato a ridere e anche a soffrire, ho continuato a vivere, dilatando sempre di più la frequenza delle mie visite a Reggio Calabria. Perché quando negli occhi hai collezionato mille orizzonti nuovi, quel che prima ti andava stretto, diventa soffocante. Quel che ricordavi discreto, improvvisamente è mediocre. E quel che mai hai dimenticato è sempre lì, e si fa beffe di te che scappi via per non pensarci. Sì, scappi via. Così finisce che non ci vorresti mai tornare, a Reggio Calabria, e quando sei costretta, fai in modo che la permanenza sia il più breve possibile.
Potenza del dolore. Che ti strappa via la serenità, la sminuzza, la mastica, e la risputa chissà dove. Per non restituirtela mai più.

Sono tornata a Reggio Calabria la scorsa settimana perché, ancora una volta, c’era di che preoccuparsi a Reggio Calabria, perché c’è sempre di che preoccuparsi a Reggio Calabria. Ospedali, paura, tensione, caos.
Poi, finalmente, la mia mamma lascia l’ospedale e con lei torna a casa il suo e il nostro sorriso. E anche Reggio Calabria sembra sorridere.
Stavolta, ripartendo, sono persino riuscita a sentire un po’ di quella nostalgia che a Reggio Calabria non concedo più da anni e, sorvolando in aereo la città, a riconoscere che quando viene la sera qualcosa di magico sullo stretto, succede ancora.

Lungomare Reggio Calabria - Tramonto

Lungomare Reggio Calabria - Tramonto

Amori eterni

sabato, 4 ottobre 2008

Barbara Stefania Francesca 2 Francesca 1

Questo post è del tutto autoreferenziale.
Non ha contenuti né spunti di discussione.
Vuole essere semplicemente un “segnalibro” per la sottoscritta che non può fare a meno di continuare a guardare questa foto scattata martedi ad Arezzo e compiacersi.

Io e le mie donne.
Tutte insieme, siamo bellissime.

Tipi da spiaggia

venerdì, 11 luglio 2008

Bello (clicca sulle foto per ingrandire):


Brad Pitt Chris Evans

Brutto (clicca sulle foto per ingrandire):

Bodybuilder bodybuilder

Chiara la differenza, no?
Ve la spiego io, cari maschietti vanitosi che passeggiate (a fatica, ammettetelo) per le spiagge; tutti gonfi che “no, signora, il canotto è quello, questa è la mia coscia”. Osservate bene quei due ragazzotti, cari miei. Il primo, è Brad Pitt (lo so, lo so; ma se lo scrivo indicizza di più), il secondo è Chris Evans (l’indimenticabile “torcia umana” de “i fantastici 4″). Avete osservato? Fisico asciutto, scultoreo, sexy e muscoloso. Sissignori, muscoloso; pur senza sembrare l’omino michelin, che, diciamolo, non solo è sensuale quanto una pianta grassa, ma è FINTO, è un pupazzo, un disegnino, non esiste. Ebbene si, cari signori che non riuscite neanche a tener giù le braccia, siete disumani, inverosimili, BRUTTI. E anche un tantino ridicoli. Lo dico per voi.
Per il vostro bene e per un paesaggio da spiaggia più gratificante, quindi, per favore, cambiate i vostri modelli di riferimento, convertitevi. Che anche l’incredibile Hulk è passato di moda. Ed era verde. Come il catarro.

Tutti al mare

martedì, 8 luglio 2008

mare calabria

Tropea, Calabria: acqua limpida e cristallina

La classifica annuale delle Bandiere Blu, conta il maggior numero di spiagge in (nell’ordine) Toscana, Marche, Liguria ed Abruzzo in base ad alcuni criteri che non riguardano solamente la qualità dell’acqua, ma anche la gestione ambientale, i servizi offerti e la sicurezza. Insomma vince chi offre più divertimento e comodità, chi ha gli stabilimenti balneari più fighi, chi più fa girare soldi. Anche se il mare (che, vorrei ricordarlo, è l’ acqua dal bagnasciuga in poi) è sporco. Come dire: ti servo un piatto di merda, ma su un piatto d’argento. Vuoi mettere.
Ora, partendo dal presupposto che conosco i mari di cui parlo (eccezion fatta per le Marche), voglio ammorbidire i toni, e dire che, si, effettivamente i servizi sono importanti, molto importante la gestione ambientale, importantissima la sicurezza, e le regioni di cui sopra hanno, qua e là, qualche spiaggetta meritevole anche per la bellezza del mare. Ma io ho trascorso 20 anni della mia vita in Calabria. Per vent’anni ho fatto il bagno in acque che l’adriatico e la versilia si sognano. E se c’è davvero qualcosa che mi manca della Calabria lasciata ormai da sette anni, è proprio il suo mare. Il mio mare, in questo caso. Limpido, azzurrissimo, pulito. Quello in foto, per intenderci.
Il giorno in cui la Calabria riuscirà a riemergere dallo stato di abbandono turistico (in questo caso) in cui versa attualmente, non avrà bisogno di altre risorse economiche per arricchirsi (oltre che portare più ricchezza a tutto il paese), e vincere tutte le bandiere blu che oggi, per incuria e cattiva amministrazione (regionale, ma non solo) non ha, nonostante sia dotata di una ricchezza naturale che chi non conosce, non può immaginare.

Photo by tropeaholiday

Collezioni Primavera Estate 2008

giovedì, 29 maggio 2008

Ieri, per la terza volta in meno di un mese, sono stata a fare shopping, e per la terza volta, malgrado ogni sforzo, non ci sono riuscita.
Io non ho ben chiari i meccanismi della moda, non so chi se l’inventa di anno in anno, non ho idea neanche del perché esista una “moda dell’anno”. Una cosa però mi è chiara: sebbene avrei bisogno di un paio di cosette, quest’anno spenderò molto, molto poco in vestiti. Si perché, dopo accurata analisi e vani tentativi di acquisto, ho deciso che piuttosto che pagare, per mettermi addosso le oscenità di cui pullulano i negozi quest’anno, userò direttamente le tende che ha in casa mia nonna:

benetton 2008

uguali uguali proprio. Ma gratis.

Della bellezza e di altri dèmoni

martedì, 20 maggio 2008

Le donne, se brutte, hanno meno chance degli uomini, brutti a loro volta.
Donne brutte e uomini brutti non sono ugualmente brutti; a parità di bruttezza, tra un uomo brutto e una donna brutta, sarà sempre più brutta la donna.
L’uomo ha il diritto di essere, eventualmente, anche brutto. La donna invece, se è brutta, è anche colpevole della sua bruttezza.
Persino la vecchiaia favorisce gli uomini. Un uomo, anche se brutto, invecchiando, rischia di diventare affascinante. Una donna, quando invecchia, bella o brutta che sia, sarà brutta in ogni caso. Figuriamoci se è già brutta in partenza.
Avete mai sentito parlare del fascino della donna brizzolata? Nemmeno io.

sean connery

brigitte bardot

Signore e Signori

giovedì, 8 maggio 2008

nicoletta orsomando

Interrompiamo le normali trasmissioni per un’importante notizia:

In data 9 Maggio 2008, sul canale pocacola blog, a partire dalle ore 08.00 am, andrà in onda una speciale edizione de “La blogger del giorno“. Ospite in studio, la famosa star del blog A Chiare Lettere, Teiluj, concederà un’esclusiva e approfondita intervista su temi di carattere scientifico e sociologico di sconcertante attualità.
Se ne raccomanda la visione ad un pubblico adulto.

Vediamo il servizio, a cura del nostro inviato:

A dispetto della grafica “civettuola”, ammesso che questo termine sia ancora utilizzabile nel secolo corrente, il blog di Stefania ci regala parecchi spazi introspettivi e diversi momenti intimistici, al tempo stesso è in grado di scatenare tutto il suo gustoso sarcasmo e la sua ferocia nei post più leggeri o in quelli che prendono di mira la vittima di turno.
[...]
Leggendo “a chiare lettere
ho la sensazione che dietro a quei post ci sia una donna di spessore che gioca a fare la gigiona per convenzione o forse perchè in fondo ognuno di noi recita il ruolo che si è scelto, specialmente all’interno di un blog, ma che dispone di parecchie frecce (e frecciate) al proprio arco.

Premi tasto verde per seguire l’intervista. Questo è un tasto verde.