Articoli marcati con tag ‘eros’

Parlami d’amore #4

sabato, 1 novembre 2008

La rubrica “parlami d’amore” questa settimana ospita la lettera dell’amico Clockwise. Intensa, appassionata, profumata d’infinito.


Purtroppo non è rimasto nulla, di quel nostro amore, se non il mio. E penso non avrai difficoltà a capire che questo non è sufficiente per stare bene, per sentirsi sereni, per sorridere della vita che vivo.
Mi manca tutto, di quell’amore: mi manca la complicità di un gesto, l’intesa raggiunta con uno sguardo, mi manca fare tutto insieme, mi manca guardarti infilare i collant, mi manca svegliarci nudi aggrovigliati ad un lembo di lenzuolo, mi mancano i tuoi respiri nel piacere, mi manca il profumo della tua pelle, mi mancano le tue attenzioni, mi manca il tuo farti bella per me, mi manca un sms provocante, mi manca una canzone dedicata, mi mancano le sorprese, mi mancano le coccole, mi manca che mi pensi come io penso a te, mi manca che mi chiami con quel nomignolo stupido ma pieno di significati, mi manca fare la spesa per noi, mi manca la valigia che preparavi per noi, mi manca vederti addormentata per il viaggio, mi manca una carezza, mi manca saper tutto di te come tu sapevi tutto di me, mi manca un progetto, mi manca la donna della quale mi ero innamorato e che mi scriveva, ricambiata, del suo profondo ed eterno sentimento.
Perché, in fondo, mi manca semplicemente il tuo amore.
C’è stato un tempo in cui tutto questo c’era, e vivevamo bene insieme, ed è vero: siamo stati accecati dalla nostra passione… Ma è stato così bello che speravo di non dover mai recuperare questa vista, e che questo nostro sentimento potesse vincere e superare ogni ostacolo, proprio perché puro, esclusivo, unico.
Gli errori, i problemi, le difficoltà, tutto potevamo affrontare con l’onestà di dirsi le cose come stavano, senza tenere il piede in due staffe, senza nascondere che per te tutto ciò non aveva più alcun senso: le tue attenzioni, il tuo sentimento, e la voglia di fare quello che facevi con me, ormai erano per un altro.
Eppure sento di aver bisogno ancora di queste cose, e non posso accettare che la nostra vita scorra asettica come quella di due anziani che hanno già passato cinquanta anni insieme e non han più nulla da dirsi, e da darsi.
E invece il tempo scorre per tutti e tutto logora, ed io sono convinto di poter ancora donare amore, passione ed attenzioni a qualcuno che possa realmente appezzarle e restituirmele.
E spero, ancora scioccamente, che quel qualcuno possa essere tu, unico amore mio.

Coda di rospo alla siciliana

domenica, 6 aprile 2008

Lui: allora, com’è?

Io: amore, delizioso, davvero. E’ più buono che al ristorante.

Lui: il segreto è gestire bene la quantita di olio, perché venga questo sughetto.

Io: quindi anche i pomodorini e le acciughe sono importanti.

Lui: si, anche perché la coda di rospo di per sé non è molto saporita.

Io: ma contano anche le dimensioni?

Lui: (breve pausa) questo dovresti saperlo meglio di me…

Sullo stomaco

lunedì, 4 febbraio 2008

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.

Erotica – Ghiannis Ritsos

 

Niente, è che ho preso l’influenza. Di nuovo. Per la terza volta.  
Leggo poesie per sedare la voglia assassina che sento ad ogni crampo allo stomaco.

C’è un esorcista in sala?

mi accontenterei anche di un medico..

Un momento di raccoglimento

venerdì, 4 gennaio 2008

TU, tenero e bistrattato quarant’enne-che-vive-ancora-con-mamma, che rimugini ancora su cosa possa essere andato storto, stavolta, con l’ultima delle innumerevoli donne che ti hanno abbandonato;

 

TU, ingenuo adolescente in piena rivolta ormonale, che non hai ancora compreso quali siano le vie oscure che conducono alla conquista di ciò che ti sveglia ogni mattina, ti tiene ore chiuso in bagno al pomeriggio e ti incolla al computer la notte, con una sola mano;

 

TU, che da oltre dieci anni ti ostini ad inviare rose alla bionda del terzo piano (di ogni palazzo della tua città) nella speranza che la tua esclusiva passione trovi un giorno corrispondenza;

 

TU, uomo integro, che hai una moglie da trent’anni, che da 25 non te la da più, ma il paese è troppo piccolo, e tua madre vive pochi isolati più in là, e prima o poi il mal di testa le passerà, quindi no, perdinci, niente scappatella; 

 

TU, che hai affisso l’ennesimo annuncio personale nella bacheca dell’università perché sei giovane dentro, e il mondo moderno non ti spaventa;

 

TU, che anche se hai una moglie bellissima, devota, simpatica e intelligente che ti ama nonostante l’alitosi, “cacciare è nella natura dell’uomo”;

 

e infine TU, che “no, io sono sigle per scelta, perché non voglio estranee in casa”

 

Tutti voi, e quanti altri si riconoscano almeno un pochino in uno qualsiasi di questi profili, festeggiate, gioite, siate felici per questo 2008: finalmente, è l’anno della patata.

 

Ed è anche bisestile.

Lettera aperta a Babbo Natale, anno secondo

mercoledì, 28 novembre 2007

Caro Babbo Natale, nonostante le cattive dicerie che circolano ultimamente circa la tua esistenza, anche quest’anno, imperterrita, come tutti gli anni, ti invio la mia lista di desideri. Si, lo so, sono un po’ in anticipo, ma finalmente ho capito caro babbo, qual è il segreto per ottenere la tua attenzione, e posso testimoniare di aver scoperto la via per entrare nelle tue grazie:

Dimentica quindi i nostri antichi dissapori, anzi, beviamoci su, soli tu ed io, eh?

Guarda, facciamo così: tu inventi una scusa con le renne per uscire da solo, io prenoto una slitta low cost per Parigi, una volta lì ci troviamo un bel ristorantino per una cena a lume di candela e dopo aver mangiato ostriche e canard, ci rotoliamo come lattine di coca cola sul retro della slitta. Per l’occasione metterò quei mutandoni di lana che ti piacciono tanto, rossi dal girovita alle ginocchia, anzi, farò di più: per il tempo che ci separa dal nostro appuntamento alleverò una renna, vivrò in simbiosi con lei, e imparerò tutto della femminilità più selvaggia, anche brucare lasciandomi gocciolare la bava sul collo. Come piace a te caro Bab.. posso chiamarti Bab, vero? Ma si dai, lasciamo da parte i convenevoli, non sprechiamo altro tempo e veniamo a noi. Mi vuoi a pelo lungo o a pelo corto? Imbrigliata o sciolta?

Bab, oh Bab, penso già a come sarà bello scaravoltarsi per tutta la notte insieme sulle braci dei caminetti accesi; tu sotto e io sopra magari.. che con il fuoco hai più dimestichezza. Un uomo come te, Bab, lo aspetto da sempre. Dalla mia prima letterina di Natale, 20 anni fa, per essere più precisi.

Ma lasciamoci il passato alle spalle, e godiamoci, ora quest’attimo che al fin ci unirà. Sarò il tuo comignolo fuligginoso, la tua renna imbizzarrita, ti farò le treccine alla barba, trotterò con te fino all’alba, galopperò, quando mi frusterai e urlerò con te “Oh Oh Oh!”

Dopo che te l’avrò data, me la porterai quella stramaledetta casa di barbie del cazzo che ti chiedo da trent’anni?

Desiderio di maternità

giovedì, 15 novembre 2007

I bambini..  Che bella cosa i bambini.

Il sorriso di un bambino ti regala chili e chili di gioia. I giochi dei bambini, ti fanno sentire che esiste la purezza persino in questo mondo corrotto.

Quando un bambino ti guarda, tu sorridi, perché in quel sorriso risiede tutta la gioia di una vita, e se tende le mani cercando  un abbraccio, non lo rifiuti mai e ti senti importante, come nemmeno quella volta che hai ricevuto una promozione al lavoro.

Ci rendono bambini, i bambini, quando giochiamo con loro, quando parliamo con loro e ci spiegano la vita secondo il loro punto di vista. E vorremmo non averlo perso mai neanche noi, il loro punto di vista sul mondo.

I bambini… Che bella cosa i bambini.

Sorridono, ridono, ti stringono, ti amano senza se e senza ma. Si.

Io stessa vorrei tanto dei figli, un giorno.

Un giorno, si, voglio anche io un bambino che mi ami senza se e senza ma.

 

 

Mai più senza

mercoledì, 28 febbraio 2007

Ci sono cose nella vita difficili, ostiche, noiose; una di queste è sicuramente infilare un preservativo. Del resto se le varie case produttrici sprecano della carta per le istruzioni d’uso del suddetto, è segno che non sia così facile. Provate a seguirle, quelle istruzioni,  sono minuziose e precise al punto da spiegare, che la confezione va aperta, senza usare le unghie, ma neanche le forbici, e neanche il macete. Che il profilattico va usato prima, attenzione, e non dopo l’eiaculazione. Lo so, sembra strano, ma pare che metterlo dopo non sortisca prevenzione alcuna. Che lo si deve usare una volta sola, mi raccomando, non fate i tirchi cercando di riciclare quelli usati. Che bisogna evitare che lo sperma entri in contatto con il partner, non pensiate di dare la colpa al profilattico poi se  dal cassetto del comodino non ha funzionato. Che bisogna stare attenti alle bolle d’aria negli spazi vuoti, senz’offesa per la vostra virilità, s’intende.  Insomma: strappa, gira, strizza, srotola, se ne sono andati buoni buoni cinque minuti, e con loro anche il momento propizio.

 

Ecco, se almeno una volta nella vita vi siete trovati in una situazione del genere, la soluzione ideata dal sudafricano (e mi risparmierò troppo facili malizie sulla garanzia che questo assicura) Roelf Mulder è quello che fa per voi. Si chiama “Pronto”, e già questo la dice lunga (ogni doppio senso è frutto di coincidenze); si tratta di un applicatore di preservativi che vi toglie dall’impaccio in 3 secondi netti. Il progettista ha impiegato “6 anni 6” della sua vita nello studio di questo dispositivo del cazzo (sfido chiunque a negare che lo sia!), e ha pure vinto il primo premio all’Expo del design di Città del Capo, come il più bello tra i 14 oggetti presentati. E in effetti il rosso fuoco è sempre stato un colore favoloso. Va su tutto. Se potessi, lo indosserei anche io. La chicca della gara pare sia stata proprio la dimostrazione del prodotto; voci di corridoio riferiscono di urla osannanti e lacrime di commozione tra i presenti.