Articoli marcati con tag ‘cuore’

semi-ottica

domenica, 14 giugno 2009

Tranci di vita in piazzole di sosta
son solo
occhi per vedere
bocche per parlare
e cuori per ascoltare
cigli di strada e ciglia
di sguardi
Venite, andiamo
è tempo di mirare
pupille nuove e case
pupilli freschi e cose
buone da mangiare.
Tranci di vita intrecciati a sospiri
buoni da guardare
saporiti da toccare
e cose belle e grandi
tutte da leccare

Ieri come oggi

mercoledì, 16 luglio 2008

L’uomo migliore che abbia mai conosciuto, ha i miei stessi occhi, ed io i suoi. Porta sempre con sé il ricordo del tempo, passato, ma mai finito. E’ l’uomo migliore del mondo, per i suoi sorrisi sornioni, e le sue risate beffarde. Ha il cuore grande, quanto i piazzali dei lunapark, e come quelli straripa di zucchero filato. Quel che gli devo vale più di una vita, né la mia potrà mai valere tanto da ringraziarlo abbastanza. E’ l’uomo senza il quale non avrei mai imparato il meglio di quel che so, quello che sono, e tutto quel che non sono. Perchè lui conosce meglio di chiunque altro l’inestimabilità della ricchezza, quella vera, fatta di strizze al cuore e di sorrisi, e di giochi da bambino, di sogni forti come un abbraccio e lacrime d’amore, che senza di lui, non avrei mai imparato a saper sentire, in mezzo al rumore del mondo, e dell’altra gente. Tutta quella gente che non sa niente dell’anima, e non sa niente del cuore malgrado sia convinta di crederci.

Buon compleanno papino.

Ho voglia di parlare d’amore

mercoledì, 21 maggio 2008

Ho voglia di parlare d’amore.
L’amore inteso come alchimia, come incantesimo che spinge due persone l’una verso l’altra; l’amore romantico.
Un mio professore universitario, qualche anno fa, introducendo la sua lezione su Catullo definì l’amore più o meno cosi:

ciascuna esistenza umana concreta non è altro che un sistema. Un sistema psichico, che in fase di apertura comunicativa stabilisce un rapporto di fusione, comunicativa giustappunto, con un altro sistema psichico, anch’esso aperto in quel momento alla comunicazione. Pare che questa fase racchiuda e manifesti al contempo, nell’atto relazionale, primordiali e intrinseci bisogni emotivi genitoriali. L’intimità fisica, legata alla nostalgia delle carezze della madre, o del padre, e il consequenziale senso di protezione che ne derivava, nonché il desiderio di possesso esclusivo della stesso, pare siano l’epicentro di tale fenomeno, destinato comunque a dissolversi in breve tempo. Due sistemi psichici, infatti, rappresentano due infiniti e complessi universi emotivo-caratteriali a sé stanti, ragion per cui è altamente improbabile che la comunicazione rimanga aperta e prolifera, per un tempo tendente all’infinito.

Razionalmente, forse, è difficile dargli torto. Razionalmente.
Ma ho detto che voglio parlare d’amore. Dimenticate ciò che ho appena scritto. E dimenticate anche voi l’orrore che questa triste analisi mi procura.
L’amore non è mai razionale, né tanto meno ragionevole. Può essere ragionevole una scelta, può essere ragionevole una disamina, può essere razionale un processo logico, e due persone che si amano possono compiere scelte, certo, compiere disamine, certo, attenersi alla logica, si. Ma l’amore è altro.
Due persone che si amano possono contare i loro averi e decidere, in tutta ragionevolezza, se acquistare o meno quella determinata cosa. C’è amore in questo? Probabilmente no. Probabilmente ogni contingenza che la vita propone, nella sua quotidianità, non ha nulla che somigli all’amore. L’amore va ricercato piuttosto nella complicità di quello sguardo, mentre la cassiera batte uno scontrino lunghissimo, che ricalca inchiostro, cifre, e pensieri che scorrono all’unisono: le cosiddette “piccole cose”. Chi crede più alle piccole cose?
L’amore non è un contratto. L’amore non è una promessa, seppur condita di belle parole, con scadenza a termine rinnovabile. Eventualmente rinnovabile. No.
E’ piuttosto musica. O adrenalina. O estasi. O follia, agli occhi degli altri. Di tutti gli altri.
E’ una fatina che ti fa sussultare mentre ti sussurra in un orecchio, l’amore. E’ un calore forte, improvviso e insistente che corre all’impazzata sotto pelle, appena sotto pelle, l’amore. E’ quel sorriso che ti si stampa in volto, senza che tu te ne accorga, per una carezza al momento giusto, l’amore. E’ quell’unica, folle, certezza, che della certezza ha tutto il profumo, l’amore.
L’amore è quella molecola di te che distingui inequivocabilmente dalle altre, perché ne avverti fisicamente l’esistenza; perché pulsa, perché brucia, perché preme, e spinge tutte le altre a farti fare cose cui non sai, né vuoi, no che non vuoi, dire di no. Malgrado la ragione, quella stupida, possa opporsi. Lei, la ragione, cosa può saperne dell’amore..