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Del perché vorrei un figlio

sabato, 26 luglio 2008

C’è chi fa figli per moda. Chi perché “arrivano”, e davanti al fatto compiuto è difficile dir di no. C’è chi i figli li fa perché è così che sua madre, o suo padre, o tutt’e due, gli hanno insegnato dev’essere, per reputarsi un uomo (donna) realizzato (realizzata).

Io no. Io vorrei un figlio, o una figlia, il sesso non è un particolare importante, perché amo talmente tanto la persona con cui vivo che non so immaginare una “ciliegina sulla torta” della mia felicità amorosa, più significativa ed emblematica di un figlio insieme. Io vorrei un figlio perché mi sento così piena di ideali compresi, di valori da tramandare, di esperienza da trasmettere, di amore ed emozioni acquisiti e conquistati nel corso della mia esistenza, da considerarli un patrimonio troppo prezioso e ricco perché vada disperso “senza infamia né lode” come fossero una qualunque, delle banali, ed insignificanti conquiste che tutti possono fare nel corso della propria esistenza. Come se anche la mia, quindi, fosse un’esistenza qualunque, insignificante e banale.
Io, vorrei un figlio perché già lo amo, quel figlio, quando sbadatamente mi capita di pensare a cosa io farei, se avessi un figlio, per quel figlio.

Non voglio chiamarlo istinto materno; non so nemmeno se ce l’ho, quel fantomatico istinto. Io, così impulsiva, così passionale, così istintiva, così bambina io stessa; così attaccata alla vita, e che sia intensa, anche quando questa fa di tutto per convincerti che noi, ammassi di cellule umane, siamo solo comparse in un tempo indefinito ed infinito di eventi troppo complessi e incontrollabili, più grandi di noi, ed imprevedibili, per arrogarci il merito, o demerito che sia, di uno soltanto degli innumerevoli accadimenti che si rincorrono. Inesorabili, imprevedibili, inaspettati.

Mi sento già in ritardo sulla tabella di marcia per il ruolo di madre. Ma, mio figlio, io lo amo da sempre e mi manca ogni giorno, quando osservo il mondo che scorre davanti ai miei occhi, ed al contempo immagino quello che vorrei.

Io, sono antica.

giovedì, 17 luglio 2008

Stasera, ad un’ora non meglio precisata, un sms ci annuncia, tra mille puntini di sospensione che dio solo sa quanti e quali significati possano celare, che alle 19 e 35 di oggi anche la seconda delle “coppie incinte” che abbiamo per amici, è diventata “mamma e papà”.
Questo significa che io sono ufficialmente l’unica del gruppo a non avere figli. Ma c’è di più: sono anche l’unica a non aver mai divorziato. Del resto sono anche l’unica a non essersi mai sposata.
In una realtà come questa, in cui tutti si sposano, fanno figli, divorziano (non necessariamente in quest’ordine) mi sento in difetto, quasi mi vergogno per essere arrivata a 30 anni senza poter vantare almeno un ex marito.