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1° Agosto

venerdì, 1 agosto 2008

Romeo e Giulietta, quante volte l’avrò riletto: sette, otto, non lo so più.
La prima volta credo avessi si e no 15 anni: piena tempesta ormonale. Le prime cotte, le prime delusioni, e tutto ciò che comportano le prime scoperte su quel terreno angusto, malefico e sublime al tempo stesso che è l’amore. E quel libro, è diventato la mia bibbia sentimentale già dalla prima volta perché mi ha incantato; e mi ha rovinato per tutti gli uomini a venire nella mia vita rendendomi una pesantissima scassapalle romantica che vorrebbe decantar strofe a colazione al bar ed ammirar tramonti dopo la spesa all’iper. Per dire.
Del resto cos’ho io, meno di Giulietta.

Ma torniamo al libro.
Mi è rimasto talmente spalmato dentro che oltre a conoscere a memoria i brani che amo di più, tutti gli anni, il primo di agosto, mi salta in mente il compleanno di Giulietta Capuleti e la voglia di farle gli auguri. Naturalmente con le parole del suo Romeo:

s’io profano della mia mano indegna codesta santa reliquia, il peccato è soltato gentile, e le mie labbra, due pellegrini compresi di pudìco rossore, son qui pronte a render più molle, per un tenero bacio, il ruvido loro tocco.

Shakespeare rimane, per me, il padre delle poesie d’amore più belle.

Ieri come oggi

mercoledì, 16 luglio 2008

L’uomo migliore che abbia mai conosciuto, ha i miei stessi occhi, ed io i suoi. Porta sempre con sé il ricordo del tempo, passato, ma mai finito. E’ l’uomo migliore del mondo, per i suoi sorrisi sornioni, e le sue risate beffarde. Ha il cuore grande, quanto i piazzali dei lunapark, e come quelli straripa di zucchero filato. Quel che gli devo vale più di una vita, né la mia potrà mai valere tanto da ringraziarlo abbastanza. E’ l’uomo senza il quale non avrei mai imparato il meglio di quel che so, quello che sono, e tutto quel che non sono. Perchè lui conosce meglio di chiunque altro l’inestimabilità della ricchezza, quella vera, fatta di strizze al cuore e di sorrisi, e di giochi da bambino, di sogni forti come un abbraccio e lacrime d’amore, che senza di lui, non avrei mai imparato a saper sentire, in mezzo al rumore del mondo, e dell’altra gente. Tutta quella gente che non sa niente dell’anima, e non sa niente del cuore malgrado sia convinta di crederci.

Buon compleanno papino.

30 giugno, 30 anni

lunedì, 30 giugno 2008

trent\'anni

Inaspettatamente non è cambiato nulla: niente rughe improvvise, nessun dolore al risveglio, i capelli non han cambiato colore e riesco persino a fare le scale esattamente come ieri. Tutto uguale quindi.
Tranne quel numeretto malefico che pesa come un macigno sulla coscienza che ho di me stessa, togliendomi la libertà di considerarmi ancora una preadolescente e costringendomi a pensarmi, senza via di scampo, adulta.
Tanto da averne soggezione e domandarmi se dovrei darmi del lei, come si fa con gli adulti, per l’appunto.
Potrò ancora ballare sui tavoli senza sensi di colpa? Potrò farmi ancora le codine anche per andare a lavorare? Potrò dire le parolacce per sentirmi grande e fare il dito medio a chi mi farà arrabbiare? Ma soprattutto, potrò ancora essere leggera, spensierata e impertinente conservando la stima dei miei coetanei (e oltre)?

Son domande retoriche, nessuno si azzardi a rispondere!
Una cosa seriamente, però, devo dirla: Grazie. Grazie a tutti quanti mi hanno dedicato un pensiero pubblico, cercata privatamente, o addiritura speso del tempo per confezionarmi degli audio-auguri! E siete tanti. Non mi aspettavo tanto affetto, e ne sono felice. Di cuore, grazie a tutti!