Articoli marcati con tag ‘catene di S.Antonio’

Catena di S. Antonio – leggere le avvertenze

mercoledì, 10 gennaio 2007

Grazie a Campanellino, per oggi vi beccate questo post. Per qualsiasi reclamo la direzione vi invita a rivolgervi a lei.

LE 5 COSE CHE NON SAPETE DI ME. E che avreste potuto continuare a non sapere.

Ho sempre un ritornello in testa. Per un qualche misterioso meccanismo cerebrale,  probabilmente equiparabile al principio dell’eco, qualsiasi motivetto venga raccolto dai miei padiglioni auricolari, scivola sulle sinapsi e si fissa alle pareti della mia scatola cranica, anzi no, ci comincia a rimbalzare proprio. E per ore a seguire, o fino al successivo incrocio sonoro, io ho in testa quel motivetto, paranoicamente ripetuto e incontrollabile. Il problema vero è che mi succede anche con la lottomatica, quando entro in un bar/tabacchi che ne abbia una in funzione.

Odio la saga cinematografica de “Il signore degli anelli”. Credo di essere l’unica persona al mondo che abbia esclamato “ era ora” alla fine dell’ultimo film di quella serie. Personalmente lo trovo stupido, noioso, inutilmente lungo e in molti casi ridicolo. Tanto che ripeterlo tutte le volte che ne ho l’ occasione mi fa sentire meglio.

Guardo le unghie  della gente. Elemento per me fondamentale di “valutazione in prima analisi” delle conoscenze. Dev’essere un retaggio degli insegnamenti di mia nonna, che poveretta era cresciuta in collegio e per certe cose era fissata. La mia eredità è se non altro più circoscritta. Non sopporto la vista di unghie sporche, mi ripugnano le mani con il nero sotto le unghie, e se mi si presenta qualcuno con questa caratteristica fatico a non tenerne conto per una considerazione  in senso più ampio.

Parlo come Lisa Simpson. Il mio accento è contaminato  dalle scorribande linguistiche cui l’ho sottoposto per via dei miei trasferimenti attraverso regioni d’Italia quali Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Abruzzo. Nel corso degli anni ho cambiato il mio modo di parlare al punto che oggi è difficile stabilire di dove sia solo prestando orecchio al mio accento. Eccezion fatta, però, per l’uso di vocali aperte laddove non ci vorrebbero, come lisa simpson, appunto.

Mastico nel sonno. O meglio, sfrego i denti rumorosamente senza rendermene conto; personalmente non mi sono mai sentita, anche perché quando mi sveglio smetto sistematicamente e da sveglia non saprei come farlo nemmeno volendo. Se ne sono a conoscenza è solo per via degli schiaffetti amorevoli che mi becco se questo tic (se così si può definire) è tanto forte e duraturo da svegliare il mio compagno. Oppure tutto questo è solo una storia inventata dal suddetto per potermi schiaffetteggiare impunemente almeno mentre dormo.

La direzione, ricordando che per i reclami bisogna rivolgersi alla fatina, gira la faccenda a Novecento, Postumo e coprofilo