Bandolin mi invia la sua “lettera postuma”, come lei stessa l’ha definita, facendo suo lo spazio di questa settimana della rubrica “parlami d’amore“.
Un amore, questa volta, lontano nel tempo ma ancora vivido sul cuore seppur scrutato, forse, con occhi nuovi.
Pasquale
Ti ho conosciuto quando avevo 23 anni e tu ne avevi sette più di me. Per sette anni siamo stati insieme: per la prima volta mi sono sentita amata, coccolata, vezzeggiata e per la prima volta molto innamorata. Sono stati anni intensi, bellissimi. Con te ho fatto i viaggi più belli, ho visto tantissimi concerti, tantissimi film, letto tanti libri e, ovviamente, fatto tantissimo sesso. Insieme a te ho conosciuto persone sempre interessanti. E’ stato un amore ricco di esperienze e di allegria. Se ci penso oggi è solo questo che ricordo. Ma so che non c’è stato solo questo. Quando siamo andati a vivere insieme mi sono accorta di essere stata iscritta d’ufficio al “Club della Supercazzola” dove le bugie e i tradimenti erano all’ordine del giorno. Ho sopportato perché io ti amavo e perché pensavo che se una persona non ti ama più te lo dice, ti libera. E’ doloroso, ma leale. Ero ingenua e innamorata e avevo ancora tante cose da imparare.
Dopo la mia uscita di scena tu hai continuato ad irretire giovani fanciulle e ad affascinarle non solo con le parole, per loro fortuna, ma anche con tutto quel turbinìo di viaggi, ristoranti, cultura, divertimenti e godimenti vari che io avevo già avuto il privilegio di apprezzare per sette “formativi” anni.
Insomma un “do ut des” che oggi mi fa dire: “ Nonostante tutto, ne è valsa la pena”.
E poi oggi sei un amico carissimo e insostituibile, un “parente” amato, “uno che c’è” sempre e comunque.
Ma qualcosina te la devo dire, perché all’epoca me ne andai di casa senza una spiegazione. (continua…)







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