Io ero la prima della classe. Ma non la secchiona della classe, no…
Ero la luce degli occhi della mia maestra delle elementari, che gironzolava per la scuola con i miei temi per le mani col fine ultimo di leggerli a voce alta nelle quarte e quinte classi e alle altre insegnanti, e poi si chiedeva come mai io, così piccola, fossi già tanto permalosa e vanitosa. Ero l’esempio da imitare per la professoressa di italiano alle medie, che al primo colloquio tra genitori e docenti disse a mia madre di non essersi mai accorta del fatto che qualche libro non l’avevo ancora. Ero la prima della classe al ginnasio e poi al liceo. Non avevo i voti più alti, no, specie in matematica. Ma il perchè una tagente nel punto in cui coincide con una circonferenza vale 0, lo sapevo, certo che lo sapevo, e anche Caruso sapeva che lo sapevo: deridendo spudoratamente il resto della classe mi lasciava col braccio alzato, perché non aveva bisogno di saperlo da me, diceva platealmente. Ero la sua prediletta. Ero la musa indiscussa della professoressa di italiano, che tesseva pubblicamente le lodi alla mia intelligenza – sfacciata - mentre io mi riparavo dietro uno schermo di rossore per non morire annientata dalle occhiate indignate dei miei compagni di classe che non gradivano quanto me cotanto tributo. Ero la più attesa agli esami di maturità: fui l’unica ad essere raccomandata solo ed esclusivamente dai suoi stessi insegnanti – tutti – e fui l’unica ad essere presentata alla commisione con un “Arriva lei, adesso andiamo su un altro pianeta”.
Dunque non prendetevela con me se sono affetta da sindrome da PRIMADONNA. Ma soprattutto, non provateci neanche a rifilarmi una posizione di second’ordine.
Articoli marcati con tag ‘autoreferenzialità’
Prime donne crescono
giovedì, 23 ottobre 2008Amori eterni
sabato, 4 ottobre 2008Questo post è del tutto autoreferenziale.
Non ha contenuti né spunti di discussione.
Vuole essere semplicemente un “segnalibro” per la sottoscritta che non può fare a meno di continuare a guardare questa foto scattata martedi ad Arezzo e compiacersi.
Io e le mie donne.
Tutte insieme, siamo bellissime.
Autoreferenzialità indotta
sabato, 12 luglio 2008Fa caldo, il sole splende, l’estate annebbia la creatività (di chi ce l’ha, s’intende), e il mondo dei blog rallenta, si intorpidisce, si arrotola su sé stesso.
Praticamente la scusa ideale per dar sfogo ad un po’ di cruda, schietta, compiaciuta e tipica dei blogger (ma meglio camuffata nella stagione fredda), autoreferenzialità. Ed io ci sguazzo, ovvio.
In realtà avevo deciso di contenermi, di mantenere un’inflessibile compostezza, ma poi ho letto questo, ed allora mi son detta: Anch’io! Anch’io! Anche io voglio ringraziare chi ha speso due parole lusinghiere per me!
Perché, non ci si crede, lo so, ma ben tre persone mi hanno inserita nella loro lista di “premiati per arte e creatività”, con queste bellissime parole:
Sottolanevepane scrive:
Teiluj, che riesce a trasferire la sua carica vitale anche nell’articolo “il” (con “un” ha qualche difficoltà in più) ed ha un blog spumeggiante.
emmart scrive:
Teiluj, perché il suo blog è un’esplosiva miscela di fuffa – e per questo l’adoro.
IlSalvagente scrive:
il blog di Teiluj perchè trovo che sorriso e ironia siano la base di partenza per una vita più serena, positiva e felice.
Ed io, ne sono felice!
(Anche perché batto Rick per 3 a 1, e scusate se è poco!)








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