tu

scritto il 22 maggio 2010 da Teiluj

ti amo.
tu mi ami?
anch’io ti amo.
stringimi forte, annientami, ti amo.
tu? mi ami tu?
anch’io.
tienimi stretta, non te ne andare, ti amo.
e tu mi ami?
ti amo anch’io,
ti amo.
abbracciami, più forte, abbracciami,
ti amo
amore mio,
amore,
amore amore,
ti amo,
tu?
ti amo
amore mio, ti amo anch’io,
ti amo,
amore amore.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

stanotte ho fatto un sogno

scritto il 10 maggio 2010 da Teiluj

Stanotte ho fatto un sogno.
Ho sognato che io andavo a comprare la pizza, e tu mi aspettavi. Eravamo qui in casa mia e nel sogno sapevo perfettamente che era casa mia, contrariamente a quanto immagino di solito da sveglia. Poi mangiavamo, io e te, raccontandoci le cose, e io ogni tanto mi arrabbiavo di alcune cose che mi raccontavi ma senza smettere di mangiare e di ascoltarti, perché ero felice, ché tanto tu eri con me.
Poi a un certo punto avevamo finito la pizza, tu eri stanco, io avevo sonno, così ce ne andavamo a letto. Facevamo l’amore, nel sogno, e io sapevo che stavo sognando perché solo nei sogni si fa l’amore così come lo stavamo facendo.
Poi io ti dicevo: spengo la luce? tu dicevi: sì, e ti addormentavi. Ero stanca ma non mi addormentavo, perché volevo guardarti, e in effetti restavo a guardarti, mentre tu dormivi nel mio sogno. Non ti sogno abbastanza spesso, ma quando succede, dormo con gli occhi sgranati per non perdermi nemmeno un minuto di te. Ti sognavo talmente forte che tu respiravi nel sonno, e io nel mio sogno, respiravo anche io, nel mio sogno di te che dormivi, e respiravi. Avevi gli occhi chiusi, e la bocca pure, gli occhi e la bocca chiusi, e le mani pure, sotto al mio cuscino, e nel sogno sapevo che erano le mie mani, chiuse intorno al tuo sonno. Poi non so come mi addormentavo pure io, e sognavo di sognarti, con gli occhi e la bocca chiusi, e le mani, chiuse le mani, intorno alle mie.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

Come sale

scritto il 2 maggio 2010 da Teiluj

a 22 anni avevo un sogno e tanti zuccherini in tasca. in ogni tasca uno zuccherino e un sogno. incartati con carta colorata li avevo in tasca,  i sogni e gli zuccherini. a 22 anni, avevo coraggio, tanto coraggio, e ottimismo da vendere. a 22 anni, l’ottimismo. cazzo a 22 anni l’ottimismo. E gli zuccherini. significa dieci anni fa, 22 anni. Significa  tette alte,  capelli ricci e castani, e sogni, e mare, e ancora mare. A ventidue anni, io non lo sapevo, avevo già visto tutto. A ventidue anni, quel che succede dopo, se hai culo, è letteratura, se ne hai meno, è vino bianco, se non ne hai per niente è vita.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

Segnaletica

scritto il 25 aprile 2010 da Teiluj

Lontano, un qualsiasi posto utile a seminare il tempo. Un posto da non raggiungere mai. Un posto lontano, lontano da qui, dove “qui” sia solo un punto da attraversare in fretta, senza fermarmi mai. Voglio reggermi allo sterzo sudando, per correre veloce, come chi scappa di paura, come chi ha paura e scappa, e prova sollievo nella corsa, sudando via l’angoscia. Lontano e in fretta, sorpassando senza freccia, senza scalare marcia, mai, senza farmi prendere mai, senza raggiungermi,  mai. Lontano, lontano.
Lontano da me.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

Corollario

scritto il 25 marzo 2010 da Teiluj

Alla fine non conta niente, disse, e fu l’inizio.
Mi vedete? Sì? Voi credete di vedermi, e io voi. La realtà dei fatti è invece un freddo nulla che ci separa alla nascita e ci tiene lontani per tutta la durata della vita. Io, te, loro, quelli là, uguali a niente. Predicati nominali con l’eco, rumori di petto, materia inutile. Questo è, questo siamo. E non fare quella faccia, su, hai la faccia da aggettivo qualificativo, guardati. Non guardare me.
Poi prese un bicchiere dallo scolapiatti e ci versò un punto fermo, nero e logoro come un cuore vecchio e logoro sbattendo due o tre subordinate sul tavolo.
Tieniti pure il resto.  A me non serve più.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

la bruttezza genera bruttezza

scritto il 22 marzo 2010 da Teiluj

Io odio la gente. Odio le persone.
Le persone sono come la neve, che è bella finché è fuori dalla finestra. Perché la neve, fuori dalla finestra, è soffice, calda, sorprendente. Guai però a metterci le mani in mezzo, ché se la tocchi, la neve, se esci per starci in mezzo, è fredda, sporca, fastidiosa, deludente. Se esci, e ti metti in mezzo alla neve, quella ti fa cambiare idea sulle cose che pensavi.
Come la gente. Per questo, i rapporti superficiali sono i migliori.
Che cazzata di post

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce

ma mica sempre

scritto il 26 febbraio 2010 da Teiluj

Certe volte penso.
Certe volte penso rumorosamente, tanto forte da non poter fare a meno di sentirmi.
Ma non succede poi così spesso.
Sono brava a pensare in silenzio normalmente.
Sono bravissima a pensare di nascosto, di solito. Certe volte invece no.
E allora mi sento.
Ed è allora che piango meglio.

segnala o vota l'articolo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • email
  • Segnalo
  • co.mments
  • LinkedIn
  • Live
  • Pownce