Oggi inventerò una nuova religione.
Sarà intollerante, fiscale, mirata e con i paraocchi: una religione vera, proprio.
La divinità di riferimento sarà di genere femminile e sarà l’esempio supremo cui tutte le Donne dovranno ispirarsi per essere considerate degne di tale definizione, e quindi conservare la vita.
Chiameremo questa divinità Dionna®.
Dionna® ha a cuore le sue creature, legifera e si adopera affinché la specie si conservi perfetta.
Dionna® ti osserva, ti giudica, e ti punisce, non provarci neanche a nasconderti, Dionna® sa sempre dove sei.
Dionna® istituirà campi di sterminio e punizioni pesantissime affinché la sua Legge sia eternamente rispettata.
Dionna® purificherà il mondo da veline, letterine, schedine, bustine e cretine tutte, finché nessuna femmina impura infangherà più il creato della divina Dionna®.
Vuoi fare la velina? campo di sterminio, subito. Il rischio di contagio è altissimo, e Dionna® preserva dal pericolo le sue amate figlie. Hai gli arti palmati ed accenni di piumaggio? Dionna® ti purificherà: una bella doccia e non sentirai più niente. Non badare alla puzza di gas, è tutta salute. Di chi non ti è dato saperlo. Ti accompagni nei bagni pubblici con altre tue simili? Dionna® è misericordiosa, e controllerà se il gabinetto in questione sia o meno dotato di apposita chiusura di sicurezza, se si, ti sarà concessa una semplice ammonizione.
In caso contrario, morirari di stipsi entro e non oltre una settimana.
Grazie a questi, e tanti altri interventi divini, la suprema Dionna® ricostituirà la razza, per un nuovo ed intonso universo femminile, che finalmente sarà a sua immagine e somiglianza.
Le dionnine cresceranno sane, libere dal peccato e da Adriana Volpe. Distingueranno il bene dal male, la destra dalla sinistra agli incroci e sapranno contare persino più di 10 biglie. Senza l’ausilio del pallottoliere. Le greggi sataniche del rituale dell’8 marzo saranno solo un brutto ricordo, e anche le bionde sapranno sculettare sorridere e pensare. Contemporaneamente.
Lode a Dionna®, nei secoli dei secoli.
in fede Teiluj il 15 Maggio 2008
categorie: donne, greatest hits, sproloqui
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Diciamolo: la pratica blogging altro non è che condivisione, con un numero potenzialmente infinito di persone, di pensieri, pratiche e argomenti del tutto uguali a fuori dal blog. In un rapporto di “uno a molti” laddove fino a poco tempo fa era al massimo di “uno ad alcuni”. Ciò che cambia è il mezzo, non i contenuti. Men che meno l’attendibilità, l’oggettività e la qualità.
E finiamola con questo sentirci degli eletti, dei super eroi, degli intellettuali per il sol fatto di avere un blog (chiunque abbia un pc, una connessione internet, e non sia analfabeta può avere un blog!).
In particolare mi fanno i ridere i blogger che:
1) copincollano notizie dell’ansa e si credono giornalisti. No, di più, credono di essere più bravi dei giornalisti;
2) trascrivono il loro diario personale e si autodefiniscono geni o poeti incompresi;
3) emettono giudizi su altri blogger credendo, per il sol fatto di leggerli, di conoscerli bene o, peggio ancora, di aver capito quel che hanno letto;
4) ti spiegano come dovrebbe essere fatto un blog, come se esistesse un unico modo di fare blog;
5) si prendono talmente tanto sul serio che la metà basterebbe;
6) ti leggono e poi appongono commenti di tipo valutativo, come se un post fosse un tema, e il commentatore la maestra che ti mette il voto.
Tutto questo è anacronistico, obsoleto, vetusto. Che specialità sarebbe essere blogger?
Per dirla proprio tutta la parola “blogger” ormai non significa proprio niente e non ha ragion d’essere, non più. Ridimensionamoci, siamo ridicoli. E impariamo l’uso del “secondo me”. Ché per il posto di dio in terra c’è da prendere il numeretto e mettersi in fila.
Lui: allora, com’è?
Io: amore, delizioso, davvero. E’ più buono che al ristorante.
Lui: il segreto è gestire bene la quantita di olio, perché venga questo sughetto.
Io: quindi anche i pomodorini e le acciughe sono importanti.
Lui: si, anche perché la coda di rospo di per sé non è molto saporita.
Io: ma contano anche le dimensioni?
Lui: (breve pausa) questo dovresti saperlo meglio di me…
in fede Teiluj il 6 Aprile 2008
categorie: massimi sistemi, sproloqui
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Per una fortuita coincidenza, questo blog porta lo stesso nome di un libro di grammatica molto ricercato sul web. Lo scopro proprio grazie alle numerose occorrenze della voce “a chiare lettere” tra le chiavi di ricerca che conducono ignari e presto delusi naviganti su queste pagine, le quali pagine possono essere definite in ogni modo, ma niente hanno a che vedere con un testo scolastico. Ebbene, mortificata per questi equivoci ricorrenti, ho deciso di dare un taglio culturale al mio blog, all “a chiare lettere de noantri”, e di iniziare a fornire indicazioni che in qualche maniera possano soddisfare le ricerche di un’utenza certamente accorta e distinta, da tenere perciò in buon conto.
Iniziamo, dunque, con la prima lezione di grammatica (riciclando un mio vecchio post, di un mio vecchio blog, che solo due o tre di voi potranno, forse, ricordare. Ed una di quelli sono io): oggi parliamo dell’articolo determinativo:
L’articolo determinativo si distingue per genere e numero a seconda del termine cui si riferisce. Ma vediamo subito un esempio:
LA PISTOLA


Spero di essere stata esaustiva. Grazie per l’attenzione ed arrivederci alla prossima lezione
in fede Teiluj il 3 Aprile 2008
categorie: greatest hits, riciclaggio pulito, società e cultura, sproloqui
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E’ il fulcro attorno cui crescono, si modificano, ruotano e si interscambiano le conversazioni sul lavoro. Attorno alla macchina del caffé ci si dà il buongiorno alla mattina, prima di entrare in ufficio ma rigorosamente dopo aver timbrato il cartellino, ché a quel punto puoi perdere tutto il tempo che vuoi, tanto più che i capi arriveranno solo più tardi, quindi di tempo ne hai..
Attorno alla macchina del caffè chiacchieri, sorridi, ridi e scherzi con tutti, ché di tempo per parlare male a turno di ognuno, ne avrai per tutto il resto della giornata, a seconda "di cosa parlerai con chi" oggi. In qualche modo bisogna pur far passare le otto ore.
E’ l’altare della socialità aziendale la macchina del caffè, l’oasi comunitaria al cui cospetto ci si ama tutti e tutti si va daccordo, senza distinzioni di competenze, salari, razza e religione. Uno strumento sociale, insomma, che rende tutti più buoni, più simpatici, più amichevoli tutti per uno, uno per tutti. Se vuoi socializzare con i colleghi, cercali di primo mattino alla macchina del caffè.
E infatti io cerco sempre di arrivarci quando non c’è ancora nessuno.
in fede Teiluj il 27 Marzo 2008
categorie: società e cultura, sproloqui
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Premessa: quanto segue non nasce da riferimenti reali. Tutto ciò che leggerete, dunque, non è da considerarsi autobiografico, ed ogni riferimento a fatti o persone è PURAMENTE CASUALE. Data l’entità dei contenuti, e la notorietà della mia relazione amorosa, sottolineo la natura fortemente ipotetica et immaginifica di tutto quanto sotto esposto. Un ringraziamento particolare al conte paz per avermi ispirato sull’argomento chiacchierando su twitter in questa sera di fine week-end-lungo.
Signore, signori, uomini e donne che avete già vissuto, almeno una volta, l’esperienza del tradimento; ragazze e ragazzi, dal cuore infranto che avete sprecato lacrime e fegato sotto il peso delle cosiddette “corna”, quante volte avete pronunciato, dinanzi alla triste evidenza dei fatti, frasi come: “cos’ha lei/lui che io non ho!” oppure, “credevo di essere l’unica/o per te” e via dicendo?
Da donna posso affermare con assoluta decisione che il dolore più grande in un’eventualità di questo tipo deriva, non tanto dal fatto di aver perso ciò che consideravamo il nostro bene più alto e prezioso, quanto piuttosto dal dover ammettere una sconfitta nella competizione con qualcun altro. Diciamolo. Si tratta di una perdita che va ben oltre l’oggetto del nostro amore, che ci ferisce in profondità perché mina la nostra autostima, il nostro orgoglio, il nostro amor proprio (a tal proposito rimando per approfondimenti alla visione di un classico, “Harry ti presento Sally”, in cui la teoria è ben esplicata nella seconda parte del film, quando lei si dispera alla notizia del prossimo matrimonio di un ex del quale non le importa un fico secco. Ma per il sol fatto di aver chiesto in sposa qualcuno che non è lei, innesca nella protagonista un personalissimo e disperatissimo dolore).
E’ per questo spirito “competitivo”, per i connotati altamente egocentrici dettati dalla “sindrome da prima donna” che una donna, appunto, soffre tantissimo; e sono sicura che neanche gli uomini ne sono del tutto immuni. Ed è per questo che, in caso di tradimento, personalmente credo che sapere di essere stata tradita non per una donna, ma per un uomo, mi consolerebbe non poco.
Pensateci: se il mio uomo mi tradisse sarebbe un dramma, certo, ma se mi tradisse, se mi lasciasse per un’altra donna sarebbe un dramma doppio, per i motivi sopra elencati. Se invece mi lasciasse per un uomo.. beh.. non avrei di che rimproverarmi, e soprattutto, sarebbe superflua ed anzi addirittura rassicurante la fatidica domanda: “cos’ha lui che io non ho”…
in fede Teiluj il 24 Marzo 2008
categorie: donne, greatest hits, sclero, società e cultura, sproloqui
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Ricevo e pubblico:
ammettilo … tu sei una sorka !!! si sei una SORKA INCREDIBILE !!! perche’ fai quella faccia? O_O …. non sai che significa :O ???sorka significa letteralmente "bonazza talmente secsy da far girare da testa … la topa per antonomasia" … di IMMENSE FIGHE … di ragazze che PENSANO di essere TALMENTE GNOCCHE che nessuno puo’ dire di NO alle loro moine seducenti … che tutti farebbero a gara per portarsele a letto … che sono talmente fighe che pare ce l’abbiano solo loro… naturalmente SORKA e’ chiunque si senta tale … chiunque e’ consapevole di poter far crepar un uomo solo con lo sguardo !!!dai non dirmi che non ti senti un pochino sorka ?
anzi UN SACCO SORKA ;D ????
se hai l’ascendente TOPA non puoi non partecipare al FOTOCONTEST piu’ assurdo di SPLINDER ;D [Ometto il link del blog e le istruzioni che seguono nel messaggio originale].
Adesso si che la mia giornata ha tutto un altro senso..
in fede Teiluj il 21 Marzo 2008
categorie: gli splinderelli, sclero, sproloqui
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???


