Berlusconi: l’emergenza rifiuti a Napoli è finita.
Il premier annuncia orgogliosamente che il primo degli obiettivi prefissati è stato raggiunto, soddisfatto, assolto. E non pensate che sia per distogliere l’attenzione dal lodo alfano, maliziosi che non siete altro. La verità è che l’aveva detto, e l’ha fatto. Che poi nel frattempo si faccia dell’altro, saran pure cazzi suoi.
Secondo fonti autorevoli, pare che sia già partita la seconda delle missioni di pulizia del governo: oscurare dalla rete i blogger arroganti che immoralmente minacciano, e insubordinatamente contravvengono alle regole di Blog Babel (no, il link non lo metto, finché non mi fanno il popup-gnegnegne) di cui, per onestà intellettuale e dovere d’informazione, riporto alcuni punti:
1) Non avrai altro dio all’infuori di me.
2) l’aggregatore è mio, e tu esisti solo se lo dico io.
3) Puoi anche chiamarti Catepol, ma se mi fai “i scherzi” io ti “scancello” dalla rete, ecco. oh. ah.
4) la classifica rappresenta la rete, quindi tutti saranno monitorati onestamente, a patto che tu ci stia simpatico, non ci faccia “i scherzi” a noi che siamo fighi, non sia nero di pelle, interista, alto più di un metro e ottanta, e non ti chiami marco camisani calzolari.
Se rispetterai questi punti principali, troverai sette vergini tutte per te quando avrai scalato la vetta della classifica; se contravverrai a queste democratiche, e divine regole, possa il tuo cane morire tra mille sofferenze.
Che noi siamo BlogBabel, mica cazzi. oh. ah.
Stasera, ad un’ora non meglio precisata, un sms ci annuncia, tra mille puntini di sospensione che dio solo sa quanti e quali significati possano celare, che alle 19 e 35 di oggi anche la seconda delle “coppie incinte” che abbiamo per amici, è diventata “mamma e papà”.
Questo significa che io sono ufficialmente l’unica del gruppo a non avere figli. Ma c’è di più: sono anche l’unica a non aver mai divorziato. Del resto sono anche l’unica a non essersi mai sposata.
In una realtà come questa, in cui tutti si sposano, fanno figli, divorziano (non necessariamente in quest’ordine) mi sento in difetto, quasi mi vergogno per essere arrivata a 30 anni senza poter vantare almeno un ex marito.
in fede Teiluj il 17 Luglio 2008
categorie: società e cultura
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Buone vacanze..
in fede Teiluj il 25 Giugno 2008
categorie: società e cultura
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Benché quella della ristorazione da bar sia un’attività che conosco ormai piuttosto bene, tutte le volte che mi ci riavvicino dopo un periodo più o meno lungo di lavoro altro, riesce a stupirmi come fosse la prima volta.
Si perché la clientela tipo del bar ha i connotati di un esemplare raro al mondo, diverso da tutti gli altri esseri umani al mondo. Quando un essere umano qualunque va al bar, si trasforma, subisce una metamorfosi, e diventa “il cliente da bar”, declinato ogni volta in una forma nuova, a seconda delle circostanze, della stagione, e, dicono anche taluni, a seconda della congiunzione astrale nel segno in quel preciso momento.
Prendi, ad esempio, il cliente tiratardi: arriva sistematicamente quando hai già sparecchiato, ripulito, e chiuso la cassa pregustando mentalmente il tuo cuscino che ti aspetta, lì, sul tuo lettuccio adorato. Il tiratardi entra nel locale quasi a tentoni, perché hai già spento tutte le luci e tu stesso ci vedi a malapena, ed esordisce con la fatidica frase: “state chiudendo?“. No, abbiam tirato giù la saracinesca perché ce la tiriamo così tanto che i clienti li facciamo strisciare, per concedergli di consumare da noi. Pirla.
Per non parlare poi del cliente viziato; quello che il caffè lo prende lungo, ma non troppo, macchiato caldo, ma con poco latte, e senza schiuma per carità, la pasta la vuole con la crema, ma senza zucchero a velo sopra, e per favore su un piattino, tagliata in due, ché la camicia è appena lavata. Il viziato è lo stesso che mentre consuma la sua colazione al tavolo ti chiama continuamente per una cosa diversa: “mi presteresti una penna?”, “per caso hai anche un foglio di carta?”, “scusa avresti una sigaretta, sai, sono appena uscito e non le ho ancora comprate”, “che sbadato, avresti anche da accendere?”. Certo, e poi? Vuoi anche due fettine di culo? E’ tagliato fine, eh.
(continua, oh, se continua…)
in fede Teiluj il 17 Giugno 2008
categorie: società e cultura
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Dice: ma tu non guardi la televisione.
E’ vero. E’ vero anche, però, che le televisioni ce la mettono tutta perché io non le guardi.
Prendi Sky, per esempio: è un gran vantaggio se sei un appassionato di calcio, ed io non lo sono di certo. In alternativa, con Sky, hai il gran vantaggio di poter guardare tutte le serie più idiote del mondo, da C.S.I. (declinato in C.S.I Miami, C.S.I. New York, e C.S.I. e basta) a Law and Order; dall’N.C.I.S al Dottor House (che se vogliamo son le uniche due che salverei, nel calderone). Telefilm. Telefilm a pacchi, e di tutti i tipi, e replicati anche sette, otto volte. Eh, ma sono in contemporanea con gli Stati Uniti, mica caxxi.
Di recente, poi, è venuta fuori una nuova serie. Non credo sia ancora partita, tanto è nuova, ma già mi fa morire dal ridere: si intitola “Il killer delle vergini”. Ora, va bene tutto, ma il killer delle vergini.. Non è credibile, su.
Tanto valeva chiamarla “lo sterminatore degli asili nido”.
in fede Teiluj il 13 Giugno 2008
categorie: società e cultura
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ecco cosa succede se ci si iscrive a questo servizio di microblogging:
nel giro di poche ore (ad esser fortunati, altrimenti son più che sufficienti pochi minuti), e senza averne la benché minima consapevolezza, ti ritrovi incollato all’interfaccia del Plurk a leggere tutti i messaggini che si aggiornano in tempo reale sullo schermo, e a scriverne altrettanti preso da una foga disumana per non perdere nemmeno una battuta.
Praticamente una manica di imbecilli che l’asilo durante la ricreazione ci fa un baffo. Ed è inutilmente e drammaticamente bellissimo!
Il titolo, è frutto di questa malata sindrome
in fede Teiluj il 3 Giugno 2008
categorie: comunicazioni di servizio, società e cultura
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Le donne, se brutte, hanno meno chance degli uomini, brutti a loro volta.
Donne brutte e uomini brutti non sono ugualmente brutti; a parità di bruttezza, tra un uomo brutto e una donna brutta, sarà sempre più brutta la donna.
L’uomo ha il diritto di essere, eventualmente, anche brutto. La donna invece, se è brutta, è anche colpevole della sua bruttezza.
Persino la vecchiaia favorisce gli uomini. Un uomo, anche se brutto, invecchiando, rischia di diventare affascinante. Una donna, quando invecchia, bella o brutta che sia, sarà brutta in ogni caso. Figuriamoci se è già brutta in partenza.
Avete mai sentito parlare del fascino della donna brizzolata? Nemmeno io.


in fede Teiluj il 20 Maggio 2008
categorie: dati di fatto, società e cultura
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera frasi
E questi chi sono???


