A Chiare Lettere

Prima dell’utilizzo leggere attentamente il foglietto illustrativo

SCIOPERO contro le catene di Sant’Antonio!

7Gennaio

Si, avete capito bene, oggi faccio sciopero! Perché va bene che ogni tanto un blogger medio come me debba essere costretto a continuare una delle solite, innumerevoli, odiose, fottute catene di sant’Antonio, solo per far piacere ai propri lettori, perché non si debbano mai sentire snobbati, ma quando è troppo è troppo! Questa volta Novecento passandomi questa ha segnato il limite, perché è in assoluto la più insulsa, stupida e insignificante tra le più stupide, insulse e insignificanti catene che mai mi furono passate! Perciò io mi rifiuto, si si, mi rifiuto di proseguire e spezzo la catena, ZAC! Ecco; succeda quel che deve succedere, non sono mica superstiziosa, IO! E già che ci sono, lasciatemi DIRE che non se ne può davvero più di leggere catene sui blog, e che diamine! Possibile che non abbiate niente di meglio da scrivere? Che ne so, una recensione al mio blog, per esempio, o se proprio non avete niente da dire, FATEVI un giretto con gli amici, o con la morosa, ché non è mica obbligatorio bloggare proprio tutti, tutti i giorni! Prendete esempio da me, che oggi vi dimostro di che stoffa son fatta opponendomi al sistema-catene, sarò coraggiosa?! E non ci provate nemmeno ad intimorirmi dicendomi che mille mali mi coglieranno, io me ne infischio, ci rido sopra: ah ah! Piuttosto che piegarmi ancora a questa tirannia da quattro soldi, che ha presa, diciamolo, solo sui poveri di spirito, BACEREI il culo al mio furetto (dio l’abbia in gloria) Se fosse ancora con me!

Perciò, fate tesoro di questo messaggio che VI LASCIO, ribellatevi, siate coraggiosi, ché la sfiga non esiste.. e se anche ci fosse, si può sempre tentare di prenderla per il culo..

All Together!!

13Dicembre

Ho voglia di cantare, e voglio che cantiate tutti insieme a me, quindi,
Oggi, KARAOKE!

Pronti?

 euan, etciù, eauantciutrifor:

 

 

sottotitolo: il post più cretino della mia vita da blogger.

al terzo commento lo rinnegherò

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Categorie: sclero | 48 commenti »

Il blogger “medio” risponde

11Dicembre

Splinder festeggia i suoi 500.000 utenti con un mega mosaico:

 

 Gli esclusi non ci stanno:

…e che non si dica che non abbiamo alzato un dito!

by Scatterhead

Alla fiera dell’Est, per due soldi, un topolino mio padre comprò

8Dicembre

I Savoia avevano chiesto un risarcimento per danni morali all’Italia, per il periodo in cui sono stati costretti all’esilio, ed hanno poi ritrattato dicendo che scherzavano, e volevano solo vedere la faccia che avrebbero fatto Prodi e Napolitano.

Ora la comunità ebraica di Treviso chiede un risarcimento per danni morali ai Savoia, per le leggi razziali che dovettero subire nel 1938. Una cifra simbolica, per vedere che faccia fanno Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto.

Pare che, nel sentir questo, il parroco di Volpago del Montello abbia detto: ah si? E io chi sono, il figlio della serva? E voglia quindi chiedere un risarcimento danni morali alla comunità ebraica, per la concorrenza sleale di evangelizzazione subita in un anno non meglio precisato, così, per vedere come ci rimangono gli ebrei. In quel frangente passava di lì la signora Ernestina, fioraia della parrocchia, che sentendo ciò pensò, tra se e sé (per non ripetere l’errore del parroco di parlare ad alta voce e farsi rubare l’idea): adesso chiedo i danni morali alla parrocchia di Volpago del Montello, per quella partita di rose ordinate e mai ritirate due anni fa, così, hai visto mai che simbolicamente recupero almeno le spese.

Giovannino detto il guercio, vide la fioraia Ernestina che guardava il parroco, che minacciava la comunità ebraica, che inveiva contro i Savoia, che scherzavano con gli italiani e si divertì molto.

Tanto che sorridendo tornò a casa, bussò alla porta della vecchia Erminietta, sua vicina di casa e le disse: ti ricordi quella tazza di zucchero che ti prestai nell’82, e che mai mi rendesti, costringendomi ad una settimana di caffè amaro alla mattina? Ora ti denuncio per danni morali. La vecchina, che vive sola da quando è morto il marito, telefona alla figlia, Luisella, trasferitasi da 7 anni in Lombardia dopo il matrimonio, e sbotta dicendo che le deve un risarcimento per danni morali, per averla resa nonna a soli 83 anni, nel fior fiore della sua giovinezza. Luisella, quel giorno a casa per malattia, telefona al marito, Gaspare il macellaio, il quale gogoogonbjgbnqhbg e detto ciò hahhfv,v……detto ciò, ……..fhjtru cvnghtjyumente bbcb, risarcimento danni morali ah ah ah…….gjjgkkullvnnhda sua volta mfmfmmmGhrttub-d………

In Apnea

6Dicembre

Erano anni che non mi sentivo così. Non c’è cioccolata calda, né analgesico che riesca a darmi sollievo, che riesca a liberarmi da quell’apnea incontrollabile che mi fa sospirare,  potrei soffocare. Non ne posso più. Mi accartoccio sul letto per non sentir la testa scoppiare, ma nulla, quel senso opprimente mi sta attaccato addosso, mi toglie le forze, mentre mi ripeto “passerà, maledizione passerà”. E piango, e non so farne a meno. Nel senso che le lacrime sgorgano spontaneamente, defluiscono fuori dagli occhi e fuori da ogni mio controllo. Gli occhi, ormai arrossati e gonfi da tre giorni bruciano per l’eccessivo sfregare, e il viso, il viso a tratti si deforma in smorfie che mi fanno arricciare il naso e corrugare la fronte per uno, due, tre secondi. E poi l’esplosione:

ETCIU’! Maledetto raffreddore di merda!

Arrotolo due angoli dell’ennesimo fazzolettino di carta e me li infilo su per le narici a mò di tampone, che a soffiare non faccio pari, e la pelle del naso è ormai quasi finita.. non sono un fiore.. Chissà se supererò la notte..

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Lettera aperta a Babbo Natale, anno secondo

28Novembre

Caro Babbo Natale, nonostante le cattive dicerie che circolano ultimamente circa la tua esistenza, anche quest’anno, imperterrita, come tutti gli anni, ti invio la mia lista di desideri. Si, lo so, sono un po’ in anticipo, ma finalmente ho capito caro babbo, qual è il segreto per ottenere la tua attenzione, e posso testimoniare di aver scoperto la via per entrare nelle tue grazie:

Dimentica quindi i nostri antichi dissapori, anzi, beviamoci su, soli tu ed io, eh?

Guarda, facciamo così: tu inventi una scusa con le renne per uscire da solo, io prenoto una slitta low cost per Parigi, una volta lì ci troviamo un bel ristorantino per una cena a lume di candela e dopo aver mangiato ostriche e canard, ci rotoliamo come lattine di coca cola sul retro della slitta. Per l’occasione metterò quei mutandoni di lana che ti piacciono tanto, rossi dal girovita alle ginocchia, anzi, farò di più: per il tempo che ci separa dal nostro appuntamento alleverò una renna, vivrò in simbiosi con lei, e imparerò tutto della femminilità più selvaggia, anche brucare lasciandomi gocciolare la bava sul collo. Come piace a te caro Bab.. posso chiamarti Bab, vero? Ma si dai, lasciamo da parte i convenevoli, non sprechiamo altro tempo e veniamo a noi. Mi vuoi a pelo lungo o a pelo corto? Imbrigliata o sciolta?

Bab, oh Bab, penso già a come sarà bello scaravoltarsi per tutta la notte insieme sulle braci dei caminetti accesi; tu sotto e io sopra magari.. che con il fuoco hai più dimestichezza. Un uomo come te, Bab, lo aspetto da sempre. Dalla mia prima letterina di Natale, 20 anni fa, per essere più precisi.

Ma lasciamoci il passato alle spalle, e godiamoci, ora quest’attimo che al fin ci unirà. Sarò il tuo comignolo fuligginoso, la tua renna imbizzarrita, ti farò le treccine alla barba, trotterò con te fino all’alba, galopperò, quando mi frusterai e urlerò con te “Oh Oh Oh!”

Dopo che te l’avrò data, me la porterai quella stramaledetta casa di barbie del cazzo che ti chiedo da trent’anni?

Oh Romeo Romeo!

16Novembre

“(un nome) Non è una mano, né un piede, né un braccio,
né una faccia, né nessun’altra parte
che possa dirsi appartenere a un uomo.

Ma poi, che cos’è un nome?…

Forse che quella che chiamiamo rosa
cesserebbe d’avere il suo profumo
se la chiamassimo con altro nome?”

 

Mia cara Giulietta,  comprendo le tue  ragioni, e ti capisco..

Ma metti che quel birbaccione di Romeo (passami l’affettuoso appellativo) , quella sera sotto il tuo balcone ti avesse chiamato “Rosalina”, e tu sai a chi mi riferisco, sicura sicura che saresti ancora della stessa opinione?

“Ah Romeo!” – sospiri tu continuamente.. “Romeo, Romeo!”

Romeo-Romeo invece, tesoro caro, non ti chiama per nome. No.

Per tutto il tempo usa allegorie, che tra l’altro non sono nemmeno sue, se le fa scrivere da uno che dicono sia parecchio bravo per queste cose. Romantico eh, per carità, ma mai che pronunciasse il tuo nome anagrafico..

“ angelo di luce, mia signora, cara santa, bella fanciulla”, mai per nome tesoro. Mai.

Ecco, fossi in te, qualche domandina  me la farei angelo mio…

E, dopo, mi domanderei di nuovo se davvero un nome è così poca cosa, mia cara Rosalina.. OPS Giulietta..

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