Tremate tremate le streghe son tornate ma che incipit del cacchio sarebbe salve mi chiamo teiluj e non impreco contro Berlusconi da 20 mesi e un giorno no non ci siamo troppo banale troppo corto ahahah corto/Berlusconi ahahah no no dai è una cazzata ma guarda il word mette la maiuscola automatica riconosce Berlusconi come nome proprio ma pensa te vabbè vabbè la ragazza che a 18 anni ha già avuto 50 amanti fosse ancora vergine farebbe più notizia no no niente che poi detta così non sta bene trito e ritrito però questa che tutte le sere impasticca il marito per farsela con l’amante ahhaha hai capito la signora melissa satta e bobo vieri e chi sarebbe melissa satta mah uhhh mi si è scheggiata un unghia certo che se crescono ancora un po’ non arrivo più ai tasti neanche a mano aperta che sporca ‘sta tastiera dove ho messo il pennellino oh ecco l’accendino cazzo un’idea nemmeno a pagarla riciclo qualcosa di vecchio e non ci penso più per altri 5 giorni ma si chi se ne frega mica me l’ha prescritto il medico toh di là c’è un nuovo commento fammi vedere..

Ma Lucio Battisti, cantava davvero così bene? 

 

 

(per chi non può ascoltare il video perché guarda il blog di nascosto invece di lavorare, si tratta dello storico duetto con Mina, un medley di alcune delle loro più famose interpretazioni)

in fede Teiluj il 14 Gennaio 2008
categorie: massimi sistemi

Leggi i 16 commenti
Scrivi un commento

Poniamo il caso che avessi deciso di partecipare ad una specie di “gioco di ruolo” su blog. E poniamo il caso che a questo gioco ciascuno fosse chiamato ad impersonare un/una single famoso/a (dello spettacolo, della letteratura, del cinema, dei fumetti etc) . E poniamo il caso che io non sapessi decidermi nella scelta..

 

Voi, chi mi consigliereste?

Dopo due giorni persi a scuriosare e ad infestare il blog di widget e bannerini, oggi, attraverso referrer e statistiche, scopro che la blogosfera esiste anche oltre i confini di Splinder, e di tanto in tanto incrocia il mio blog. Formidabile nevvero? Se si tiene in conto il mio blog-provincialismo marcato, ovvio. A Chiare Lettere, grazie al fatto di essermi iscritta al blog-roll di Criteo, o al "premiere social blog" Blogcatalog (che è free solo per una settimana..) ha ricevuto visite da blog, italiani e non che, lasciatemi dire, incutono autorevolezza tanto sono impegnati, curati, e non ultimo, acclamati..

Ebbene, da oggi mi riprometto di prestare maggiore attenzione a questa fetta di utenza, senza trascurare gli amici splinderiani, s’intende, coi quali la confidenza è più forte; come una brava padrona di casa,  onorerò  i miei ospiti servendo caffè caldo e biscottini, curerò le piante sul pianerottolo e infiocchetterò le tende alle finestre di modo che l’ambiente risulti più consono e accogliente.

Poi, visto il livello di rispettabilità dei tanti blog che ho visitato nelle ultime ore, bisognerà che anche i miei post diventino altrettanto rispettabili; quindi non devo fare altro che trovare qualcun altro che me li scriva, e sono a posto.

in fede Teiluj il 9 Gennaio 2008
categorie: censimenti, massimi sistemi

Leggi i 26 commenti
Scrivi un commento

Accanto al pc ho due portapenne. Uno contiene: penne bic rosse, blu e nere, una pilot a doppia punta (fine ed extra fine), una pilot V5, una penna USB, tre accendini, di cui due scarichi, due limette per le unghie, un termometro digitale, una matita spuntata. Nell’altro invece ci sono diverse penne che non scrivono più, un uniposca giallo, un plettro, un fischietto accordatore, una bustina di zucchero, un accendino (funzionante) il biglietto da visita di un centro estetico, un elastico per capelli, quel che resta di un vecchio ciondolo, un pacchetto di rizla aperto vecchio di diversi anni, ed infine un pezzo di carta ripiegato, scritto e conservato anni fa.

 

E’ carta scura, spessa, come quella che si usa per spedire i pacchi; tagliato alla bene-meglio, evidentemente in fretta, come lasciano intuire anche le scritte, fatte prima a matita e poi ripassate a penna. Lo tiro fuori dal portapenne, lo apro, e mi torna alla mente il periodo in cui l’ho scritto: era il 2001, l’anno in cui lasciai mamma e papà per andare a vivere da sola. L’anno in cui mi trasferii da Reggio Calabria ad Arezzo, iniziando a lavorare come operaia in una fabbrica di pelletteria. Ero talmente entusiasta della mia vita indipendente che per quanto stanca tornassi a casa la sera, ero felice di quella stanchezza.

 

Ma torniamo al pezzo di carta.

Lavoravo in fabbrica, dicevo, e malgrado l’entusiasmo e la determinazione di quel tempo, il lavoro in sé e per sé, quello di operaia intendo, mi sfiancava, mi consumava nel profondo. Psicologicamente più che fisicamente. Si perché la ripetitività della catena di montaggio non faceva  per me, sembrava che il tempo non passasse mai: è lì che ho imparato cosa significa aver la sensazione che sia trascorsa mezz’ora, un’ora, e sbigottito doverti ricredere guardando l’orologio, che invece, perfido, segna solo cinque minuti in più rispetto all’ultima volta che l’hai guardato. Così ho iniziato a cercare metodi alternativi per tenere la mente impegnata durante le otto ore di gesti sempre uguali e ripetuti, per non sclerare, e ad appuntare i miei pensieri nati sul lavoro.

Questo pezzo di carta lo conservo, come ricordo di quell’esperienza, e dei pensieri-tipo che accompagnavano le mie giornate in fabbrica. Oggi  voglio condividerlo con voi:

 

Stimolo: il nano stitico

Broccolo: il nano che ci prova con tutte le nane

Eccolo: il nano puntuale

Embolo: il nano ex sub

Capitombolo: il nano maldestro

Penzolo: il nano impotente

Barattolo: il più nano dei nani

Brancolo: il nano cieco

Trespolo: il nano saccente

Rantolo: il nano morente

Luppolo: il nano alcolista

 

Sono solo alcuni dei miei nani apocrifi..

Un anno dopo abbandonai il lavoro, dopo che mi venne una crisi d’ansia davanti alla macchina incollatrice e dovettero portarmi fuori in braccio.

Con grande rammarico, anni dopo, scoprii che in rete  esistono miliardi di nani apocrifi.

in fede Teiluj il 4 Dicembre 2007
categorie: massimi sistemi, serius materials

Leggi i 34 commenti
Scrivi un commento

Ma chi l’ha inventata questa storia della “città dell’amore”?

Parigi mi è sembrata piuttosto la città della sporcizia. Per strada non ci sono semplicemente le cartacce, no; ci si trova di tutto, dai tappetini alle tende del bagno, dalle pozze di piscio (in alcune zone anche ogni due metri) agli sputi di catarro.

I cartoni e le coperte dei clochard sono il male minore, se non altro hanno un loro perché più che comprensibile.

E’ una grande città, direte voi, è nomale. Normale un corno, invece. Siete mai stati a Londra?

Anche Londra è una grande città, solo che lì non hai la sensazione che qualcuno possa accoltellarti alle spalle da un momento all’altro nemmeno se cammini di notte per vie secondarie poco frequentate. Parigi sembra una Londra parecchio degradata.

 

Persino agli Champs-Elysées, che per inciso, non sono nulla più che un vialone illuminato in cui pullulano negozi costosissimi delle maggiori aziende mondiali, persino li, dicevo, trovare una panchina su cui sedersi senza poi doversi cambiare è arduo. Certo, il quartiere latino e Montmartre sono un’altra cosa, ma parliamo di “due zone due sulla totalità”: un po’ pochino per eleggere Parigi a città simbolo dell’amore romantico.. Siete mai stati a Praga?

 

Ad ogni modo,  ho mangiato come un dio. E i profiteroles, tutti ricoperti di cioccolato NERO mi hanno commosso (in Italia, non so bene perché, è difficile che siano neri, sono per lo più marrone pallido ) tanto che ho voluto fotografarli, a futura memoria.

 

Inutile dire che il Louvre e il D’Orsey sono spettacolari, anche se non possono bastare poche ore per vedere tutto. Il Louvre, poi, sarebbe bellissimo anche vuoto.

Comunque, viaggiare per me è sempre entusiasmante; Parigi non è poi quel gioiello che si dice, ma sfatati miti e leggende  val bene un fine settimana da spezzare le gambe e piegare la schiena, per vederla con i propri occhi. E consolidare la convinzione che l’Italia sia il paese più bello del mondo.

 

Qui di seguito una chicca. Una foto scattata in metropolitana.

In caso di emergenza..

Mi sono sempre chiesta:
… ma la E, con l’accento, copula?

in fede Teiluj il 9 Novembre 2007
categorie: greatest hits, massimi sistemi, sclero, sproloqui

Leggi i 24 commenti
Scrivi un commento

Pagina 3 di 4«1234»