Amici!

State per morire e siete poveri? Rallegratevi! Da oggi potete decedere a prezzi stracciati!

Sarà sufficiente recarvi a Vigo Cavedine (Trentino, terra bella da morire) ed esalare proprio lì l’ultimo fiato; le offerte e le occasioni a prezzi altamente concorrenziali sono trasparenti, signori miei, già, niente sorprese. Listino alla mano potrete scegliere il funerale su misura per voi se non ambite al full optional.

Avrete sconti e diminuzioni di prezzo se sceglierete la soluzione “morte a lume di candela”: romantica, intima, questa soluzione vi offre la possibilità di ricreare un’atmosfera soffusa, solenne, poetica oserei dire e, soprattutto, senza i costi di energia elettrica che, si sa, oggigiorno le bollette son salatissime. Che aspettate? Approfittate subito di questa grande offerta cari amici!

Non siete ancora convinti? Il romanticismo non l’avete mai potuto soffrire? Ebbene allora il modello “freddo come la morte” è quel che fa al caso vostro: distinto, elegante, per chi non si sbottona in nessuna occasione e preferisce dare la giusta “temperatura” ad ogni cosa. Avrete una celebrazione funebre composta, fredda nello stile ma soprattutto tra le mura della Chiesa, risparmiando così sulle esose spese di erogazione di gas. Con quel che costano oggi.

Ma mi voglio rovinare signori miei, solo per oggi, e solo per le prime dieci salme che telefoneranno, in regalo, e dico in regalo, l’esclusiva soluzione “muto come una tomba” che comprende le due offerte precedenti combinate in un’unica soluzione, un esclusivo set di valigie rigide tutte ricoperte in vera pelle ed una batteria da cucina da 12 pezzi completamente realizzata in acciaio inox!

Via alle telefonate!

La musica enfatizza le parole,

o sono le parole che danno

maggior vigore alla musica?

 

 

in fede Teiluj il 20 Febbraio 2008
categorie: massimi sistemi, sclero, sproloqui

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L’era della comunicazione via internet ci ha modificati, è sotto gli occhi di tutti: gli approcci sessuali, gli scambi confidenziali, perfino il rapporto con noi stessi, in certi casi, cambia.

Le chat, i forum, i vari messenger, i blog, i social network tutti, e le dinamiche ad essi collegate, si sono infrante come onde distruttive sul nostro secolare patrimonio comunicativo, ci hanno proiettato verso nuove simbologie, nuovi codici, nuove etichette, regole, linguaggi abitudini …

Ci parliamo da una parte all’altra del mondo come fossimo seduti alla stessa tavola o distesi nello stesso letto, ci guardiamo negli occhi da posti distanti chilometri; vogliamo ridere? Vogliamo comunicare tristezza? Stizza? Rabbia? Amore? Dubbi? Incertezze? Perplessità? C’è un’emoticon per ogni evenienza, e non ci sentiamo più neanche tanto stupidi a scrivere un “ahahaha”, un LOL, un “Rotfl”, un “asd” e chi più ne ha più ne metta.

Una vera rivoluzione che agisce nell’ambito dei rapporti umani, insomma, con gli altri, ma anche con se stessi in fatto di espressione da un punto di vista qualitativo, nel doppio significato di qualità =” modo di”, e qualità = ”spessore di”, perché diciamolo, senza metterci la faccia è tutto più facile fin dai tempi in cui si mollava il moroso per telefono piuttosto che di persona.

Ora, di tutti questi strabilianti strumenti offerti da mamma “tecnologia web2.0”, e credo di averne sperimentata una buona quota, ce n’è solo uno che non mi si confà ancora del tutto: il Twitter. E vi spiego anche perché: passi il fatto che tra gli iscritti ci siano persone che, con una frequenza che oserei definire ad intermittenza, tipo lucine di natale per intenderci, ti tengono informato su tutto, ma davvero tutto quello che stanno facendo; esempio: pincopalla si sta vestendo; pincopalla si sta mettendo le scarpe; pincopalla si sta allacciando le scarpe; pincopalla ha fatto male il fiocco quindi slaccia le scarpe; pincopalla si riallaccia le scarpe; pincopalla osserva il nuovo fiocco; pincopalla è contento dell’allacciatura delle stringhe; pincopalla slega e riallaccia anche l’altra scarpa per farla uguale.. e così via, fino a che pincopalla non annoda l’ultimo laccio della sua giornata, che tu speri sia un cappio. Dicevo, passi questo uso ossessivo compulsivo, che del resto non è un fatto nuovo ed è riscontrabile, mediamente, anche nell’uso di altri strumenti; ma c’è una cosa, su tutte, che proprio non riesco a metabolizzare: l’uso imposto, pare dalla “twitter-netiquette”, della terza persona. La terza persona per parlare di me. Ecco, io ad usare la terza persona quando parlo di me non ci riesco. Funziona bene nelle chat, la simulazione della terza persona, (il comando /me action, per intenderci), perché spezza un discorso, si frappone enfaticamente, è funzionale a rendere meglio una battuta in un determinato contesto e soprattutto è occasionale; ma parlare in terza persona, indiscriminatamente, a prescindere, sempre e comunque, no, non mi riesce!!

IO, che proprio grazie a questa nuova forma di comunicazione sono finalmente libera di dar libero sfogo al mio EGO smisurato; IO, che anche si trattasse di un mio idolo intellettuale, ucciderei se lo sentissi riferirsi a sé come fosse un altro; IO che quando esprimo il più cretino dei concetti un po’ per correttezza, ed anche, diciamolo, un po’ per compiacenza, non mi esonero mai dall’uso del “secondo ME”; IO che parlerei tutt’al più usando il NOI, per riferirmi a ME STESSA; IO; A ME; MI. E’ una questione di coerenza, cribbio.

ohhhh… adesso che si è sfogata, teiluj vi saluta e vi augura la buonanotte (…)

Come avrete capito dal bannerino prontamente esposto in alto nella barra a sinistra, ho vinto gli z-awards. “E lo dici così?” direte voi. E lo dico così si, rispondo io, perché in realtà non ho proprio vinto, sono arrivata terza. “E ti pare poco?” direte voi. E mi pare che non ho esattamente vinto, dico io, saputelli che non siete altro! Cioè, ok, ho avuto 80 voti sui 352 espressi per la mia categoria, 4 di scarto dal secondo e 13 dal primo, mentre il quarto posto conta la metà dei miei, però sono arrivata terza, e quando uno vince arriva primo! Dunque io ho quasi vinto, per cui sono quasi soddisfatta, e non pienamente soddisfatta, diciamolo. Che se uno concorre per vincere ambisce al primo posto, se è ambizioso, mica dice “speriamo che arrivo terzo”; avete mai sentito dire a qualcuno “speriamo che arrivo terzo”? Ecco, nemmeno io!

 

Comunque, un grazie enorme lo devo a tutti quelli che mi hanno votato, che meritano di essere citati uno per uno. Tutti e ottanta:

 mamma, papà, zio Mario, zia Antonella, zio Mimmo, zio Paolo, zia Rosa, zia Anna, zia Concetta, zio Ernestino, zia Luisa, zia Gemma, zia Franca, zio Pino, zia Marisa, zia Liliana, zio Elio, zio Antonio, zio Gianni, zia Pina, zio Mauro, zia Letizia,  zio Fortunato;

 i miei cugini: Simone, Serena, Massimo, Alessandro, Stefano, Carla, Laura, Annalisa, Matteo, Gabriele, Rosario, Lucrezia, Sara, Ilaria, Giulia, Daniele, Rosalba, Francesca, Barbara, Giacomo, Gaia, Daniela, Pamela, Paola, Paolo;

 i miei vicini di casa, che mi hanno prestato la connessione internet  perché potessi votarmi da sola con un ip diverso: la signora Clara del primo piano, i coniugi Bianchini del secondo, la vedova Maria del terzo, il signor Leonardo del quinto e la portinaia, Domenica;

mio cognato Andrea e i 20 della sua squadra di calcio giovanile (che non cito perché minorenni), spontaneamente sottomessa;

Luigi il fornaio, Roberto il salumiere, Annibale il macellaio, Piero il postino, Ferdinando l’idraulico, Daniele il parrucchiere, Cristina, Luana e Carmen  del centro estetico;

e infine i miei fratelli: Davide, Umberto e Marco.

 

 

E’ che a me, l’attesa mi stressa…

ansia d'attesa

in fede Teiluj il 1 Febbraio 2008
categorie: massimi sistemi, sclero, sproloqui

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Z-Blog Awards, Sw4n powered: Nominee

E’ ufficiale: Mandy (per i più distratti significa ME) ce l’ha fatta laddove io son caduta, e concorre  agli Z-Blog Awards come Miglior Z-Template Designer.

So che è una gran rottura di scatole, ma non vi porterà via che un minuto scarso. Se proprio non volete farlo per me, fatelo per Lei, la biondina con gli occhi da cerbiatto che vi allieta le giornate: Votateci! Il termine  scade alla mezzanotte del 1 Febbraio.

Dovete solo andare –> QUI <– ed esprimere le vostre preferenze, ricordando che io (Teiluj, per i più distratti) sto nella categoria Miglior Template Designer.

Qualche raccomandazione: non cercate di votare più volte (ahahahahah); il sistema, verificato che ci sono più ip identici, annullerà tutti i voti con lo stesso ip!

altri blog in lista consigliati da A Chiare Lettere:

Miglior Z-Blog Maschile: The Novecento’s Post

Miglior Z-Blog di Gruppo: gli Irreprensibili Furetti;

Miglior Z-Blog Personale: Campanellino77 e Fiodor;

Miglior Z-Blog Femminile: Ameliando;

Miglior Z-Blog Erotico: Dianalove;

Miglior Z-Blog Lefty333boy;

Miglior Z-Blog Umoristico: hubrys;

Miglior Z-Blogger dell’anno: Cernosfera;

Miglior Z-Blog Grafica: Eka;

Tremate tremate le streghe son tornate ma che incipit del cacchio sarebbe salve mi chiamo teiluj e non impreco contro Berlusconi da 20 mesi e un giorno no non ci siamo troppo banale troppo corto ahahah corto/Berlusconi ahahah no no dai è una cazzata ma guarda il word mette la maiuscola automatica riconosce Berlusconi come nome proprio ma pensa te vabbè vabbè la ragazza che a 18 anni ha già avuto 50 amanti fosse ancora vergine farebbe più notizia no no niente che poi detta così non sta bene trito e ritrito però questa che tutte le sere impasticca il marito per farsela con l’amante ahhaha hai capito la signora melissa satta e bobo vieri e chi sarebbe melissa satta mah uhhh mi si è scheggiata un unghia certo che se crescono ancora un po’ non arrivo più ai tasti neanche a mano aperta che sporca ‘sta tastiera dove ho messo il pennellino oh ecco l’accendino cazzo un’idea nemmeno a pagarla riciclo qualcosa di vecchio e non ci penso più per altri 5 giorni ma si chi se ne frega mica me l’ha prescritto il medico toh di là c’è un nuovo commento fammi vedere..

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