Arriva un giorno in cui diventa giusto chiudere un blog.
Arriva un giorno, in cui ti accorgi che il silenzio non può essere scritto.
Arriva un giorno in cui tutto ciò che pensi è troppo personale, troppo riservato per trovare posto su di una pagina nel web.
Arriva quel giorno, e porta con sé fogli bianchi stracolmi di pensieri non scritti.
Arriva quel giorno prima o poi, e va affrontato con onestà e ritegno, e dignità.
Arriva quel giorno.
Ma non è oggi.
Tiè.

in fede Teiluj il 7 Giugno 2008
categorie: greatest hits, sclero

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Perché ora voi mi conoscete così, mora e liscia.
Ma io, una volta, ero bionda, e riccia.

E alta.
……
vabbè alta no.

Però ho un cugino che a 12 anni era già un metro e novanta.
Uno e settanta.
sessanta.

Comunque non ho neanche un capello bianco.
……
due.
cortissimi.

in fede Teiluj il 28 Maggio 2008
categorie: greatest hits, sclero

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Oggi inventerò una nuova religione.
Sarà intollerante, fiscale, mirata e con i paraocchi: una religione vera, proprio.
La divinità di riferimento sarà di genere femminile e sarà l’esempio supremo cui tutte le Donne dovranno ispirarsi per essere considerate degne di tale definizione, e quindi conservare la vita.
Chiameremo questa divinità Dionna®.

Dionna® ha a cuore le sue creature, legifera e si adopera affinché la specie si conservi perfetta.
Dionna® ti osserva, ti giudica, e ti punisce, non provarci neanche a nasconderti, Dionna® sa sempre dove sei.
Dionna® istituirà campi di sterminio e punizioni pesantissime affinché la sua Legge sia eternamente rispettata.

Dionna® purificherà il mondo da veline, letterine, schedine, bustine e cretine tutte, finché nessuna femmina impura infangherà più il creato della divina Dionna®.
Vuoi fare la velina? campo di sterminio, subito. Il rischio di contagio è altissimo, e Dionna® preserva dal pericolo le sue amate figlie. Hai gli arti palmati ed accenni di piumaggio? Dionna® ti purificherà: una bella doccia e non sentirai più niente. Non badare alla puzza di gas, è tutta salute. Di chi non ti è dato saperlo. Ti accompagni nei bagni pubblici con altre tue simili? Dionna® è misericordiosa, e controllerà se il gabinetto in questione sia o meno dotato di apposita chiusura di sicurezza, se si, ti sarà concessa una semplice ammonizione.
In caso contrario, morirari di stipsi entro e non oltre una settimana.

Grazie a questi, e tanti altri interventi divini, la suprema Dionna® ricostituirà la razza, per un nuovo ed intonso universo femminile, che finalmente sarà a sua immagine e somiglianza.
Le dionnine cresceranno sane, libere dal peccato e da Adriana Volpe. Distingueranno il bene dal male, la destra dalla sinistra agli incroci e sapranno contare persino più di 10 biglie. Senza l’ausilio del pallottoliere. Le greggi sataniche del rituale dell’8 marzo saranno solo un brutto ricordo, e anche le bionde sapranno sculettare sorridere e pensare. Contemporaneamente.

Lode a Dionna®, nei secoli dei secoli.

in fede Teiluj il 15 Maggio 2008
categorie: donne, greatest hits, sproloqui

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ATTENZIONE: post ad alto contenuto scurrile e diseducativo.

Gioele Dix - Automobilista IncazzatoIo sono una personcina posata e tranquilla. Giuro, sono naturalmente dotata di una egregia dose di pazienza, ed è veramente difficile vedermi perdere la testa e dare i numeri per la rabbia, bisogna impegnarsi, e tanto, per farmi incazzare al punto da non rispondere più di me.

Però ci sono quelle due o tre cose per le quali, anche a me, sale il sangue agli occhi e tutto l’aplomb di cui sono capace va a farsi strabenedire.

Una delle cose che proprio non tollero, per esempio, è che mi si rubi il tempo: non datemi mai un appuntamento pensando di arrivare in ritardo, perché al vostro arrivo non troverete più un esile femminuccia sorridente ad attendervi, ma un furetto incazzato che desidera solo saltarvi al collo e strapparvi la pelle a morsi.
Ché se mi dici ” a tale ora”, io son sul posto al più tardi quei dieci minuti prima dell’ora fissata, minuti quelli, ed i successivi a seconda dell’attesa, che metto gentilmente a disposizione dell’impegno preso, detraendoli dai cazzi miei.
Preziosissimi cazzi miei, sempre, specie se vi rinuncio per i cazzi di qualcun altro. Meglio un bidone, almeno ho il tempo di sbollire e recuperare le sembianze umane fino a quando non vi rivedrò.

Un’altra di queste due o tre cosette si verifica sistematicamente quando guido.
Al volante ho formulato i peggiori dei miei pensieri, ho immaginato le scene più cruente e brutali che mente umana possa concepire; al volante, ogni volta, sono una potenziale ergastolana.
Ma la colpa non è mia, nossignore. Non è colpa mia se le strade sono piene zeppe di deficienti, prepotenti e rimbambiti. Mettiamo il caso che stia percorrendo una strada con un limite di 70km/h, e che su quella strada non vi sia nessuno se non io e altre due auto prima di me. Si, giusto, quello è un limite massimo, non minimo, e poi correre in auto è pericoloso, anzi pericolosissimo, bisognerebbe sempre evitare di correre in auto.

Ma porco di un cane randagio con le zecche, come cacchio si fa a camminare a 30 all’ora su una strada, libera, dritta, legalmente percorribile a settanta chilometri l’ora?!
E va bene, magari sei insicuro, magari c’hai un guasto che ti costringe a tenere quella velocità per 20 chilometri 20, o magari c’hai le emorroidi che ti impediscono di calibrare la pressione del tuo culo maledetto sul sedile della tua merdosissima macchina e quindi anche sul pedale dell’acceleratore; ok, voglio concederti il beneficio del dubbio e tollerare che esista al mondo una qualche ragione plausibile per costringere altre 100, 200 auto a camminare a 30, e dico 30 km orari laddove per legge ne potresti fare 70 (ed evito di dire quale sia la velocità reale possibile perché sarebbe troppo diseducativo), voglio persino cancellare dalla mia mente il pensiero che sono appena uscita dal lavoro, attutendo così le ire furibonde che il fatto di star perdendo il mio tempo mentre potrei essere già a casa da quindici minuti abbondanti mi scatena, ma una cosa, una stronzissima cosa me la devi dire: per quale maledetto motivo, tu e la tua maledetta auto dovete fare i vostri stramaledetti 30km/h su una strada con limite 70, a cavallo della linea di mezzeria? Allora lo fai apposta!

E se non lo fai apposta significa che te ne stai infischiando degli specchietti retrovisori, perché se ci guardassi solo un istante, ti accorgeresti che un branco di mufloni incazzati inneggia alla tua morte per ogni minuto che stai rubando alla loro vita impedendo il sorpasso, perché, porco giuda, sei liberissimo anche di scendere e spingerla tu, la tua cazzo di macchina, ma per quanto la cosa possa stupirti, sol perché tu hai deciso di fare una scampagnata in mezzo a questo splendido paesaggio di asfalto e sterpaglie per i prossimi due giorni, non significa che sia così anche per gli altri 190 sfigati che hanno avuto l’atroce disgrazia di incontrarti.

Coglione.

in fede Teiluj il 8 Aprile 2008
categorie: greatest hits, sclero

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Per una fortuita coincidenza, questo blog porta lo stesso nome di un libro di grammatica molto ricercato sul web. Lo scopro proprio grazie alle numerose occorrenze della voce “a chiare lettere” tra le chiavi di ricerca che conducono ignari e presto delusi naviganti su queste pagine, le quali pagine possono essere definite in ogni modo, ma niente hanno a che vedere con un testo scolastico. Ebbene, mortificata per questi equivoci ricorrenti, ho deciso di dare un taglio culturale al mio blog, all “a chiare lettere de noantri”, e di iniziare a fornire indicazioni che in qualche maniera possano soddisfare le ricerche di un’utenza certamente accorta e distinta, da tenere perciò in buon conto.

Iniziamo, dunque, con la prima lezione di grammatica (riciclando un mio vecchio post, di un mio vecchio blog, che solo due o tre di voi potranno, forse, ricordare. Ed una di quelli sono io): oggi parliamo dell’articolo determinativo:

L’articolo determinativo si distingue per genere e numero a seconda del termine cui si riferisce. Ma vediamo subito un esempio:

LA PISTOLA

IL PISTOLA

Spero di essere stata esaustiva. Grazie per l’attenzione ed arrivederci alla prossima lezione

Premessa: quanto segue non nasce da riferimenti reali. Tutto ciò che leggerete, dunque, non è da considerarsi autobiografico, ed ogni riferimento a fatti o persone è PURAMENTE CASUALE. Data l’entità dei contenuti, e la notorietà della mia relazione amorosa, sottolineo la natura fortemente ipotetica et immaginifica di tutto quanto sotto esposto. Un ringraziamento particolare al conte paz per avermi ispirato sull’argomento chiacchierando su twitter in questa sera di fine week-end-lungo.

Signore, signori, uomini e donne che avete già vissuto, almeno una volta, l’esperienza del tradimento; ragazze e ragazzi, dal cuore infranto che avete sprecato lacrime e fegato sotto il peso delle cosiddette “corna”, quante volte avete pronunciato, dinanzi alla triste evidenza dei fatti, frasi come: “cos’ha lei/lui che io non ho!” oppure, “credevo di essere l’unica/o per te” e via dicendo?

Da donna posso affermare con assoluta decisione che il dolore più grande in un’eventualità di questo tipo deriva, non tanto dal fatto di aver perso ciò che consideravamo il nostro bene più alto e prezioso, quanto piuttosto dal dover ammettere una sconfitta nella competizione con qualcun altro. Diciamolo. Si tratta di una perdita che va ben oltre l’oggetto del nostro amore, che ci ferisce in profondità perché mina la nostra autostima, il nostro orgoglio, il nostro amor proprio (a tal proposito rimando per approfondimenti alla visione di un classico, “Harry ti presento Sally”, in cui la teoria è ben esplicata nella seconda parte del film, quando lei si dispera alla notizia del prossimo matrimonio di un ex del quale non le importa un fico secco. Ma per il sol fatto di aver chiesto in sposa qualcuno che non è lei, innesca nella protagonista un personalissimo e disperatissimo dolore).

E’ per questo spirito “competitivo”, per i connotati altamente egocentrici dettati dalla “sindrome da prima donna” che una donna, appunto, soffre tantissimo; e sono sicura che neanche gli uomini ne sono del tutto immuni. Ed è per questo che, in caso di tradimento, personalmente credo che sapere di essere stata tradita non per una donna, ma per un uomo, mi consolerebbe non poco.

Pensateci: se il mio uomo mi tradisse sarebbe un dramma, certo, ma se mi tradisse, se mi lasciasse per un’altra donna sarebbe un dramma doppio, per i motivi sopra elencati. Se invece mi lasciasse per un uomo.. beh.. non avrei di che rimproverarmi, e soprattutto, sarebbe superflua ed anzi addirittura rassicurante la fatidica domanda: “cos’ha lui che io non ho”…

Amici!

State per morire e siete poveri? Rallegratevi! Da oggi potete decedere a prezzi stracciati!

Sarà sufficiente recarvi a Vigo Cavedine (Trentino, terra bella da morire) ed esalare proprio lì l’ultimo fiato; le offerte e le occasioni a prezzi altamente concorrenziali sono trasparenti, signori miei, già, niente sorprese. Listino alla mano potrete scegliere il funerale su misura per voi se non ambite al full optional.

Avrete sconti e diminuzioni di prezzo se sceglierete la soluzione “morte a lume di candela”: romantica, intima, questa soluzione vi offre la possibilità di ricreare un’atmosfera soffusa, solenne, poetica oserei dire e, soprattutto, senza i costi di energia elettrica che, si sa, oggigiorno le bollette son salatissime. Che aspettate? Approfittate subito di questa grande offerta cari amici!

Non siete ancora convinti? Il romanticismo non l’avete mai potuto soffrire? Ebbene allora il modello “freddo come la morte” è quel che fa al caso vostro: distinto, elegante, per chi non si sbottona in nessuna occasione e preferisce dare la giusta “temperatura” ad ogni cosa. Avrete una celebrazione funebre composta, fredda nello stile ma soprattutto tra le mura della Chiesa, risparmiando così sulle esose spese di erogazione di gas. Con quel che costano oggi.

Ma mi voglio rovinare signori miei, solo per oggi, e solo per le prime dieci salme che telefoneranno, in regalo, e dico in regalo, l’esclusiva soluzione “muto come una tomba” che comprende le due offerte precedenti combinate in un’unica soluzione, un esclusivo set di valigie rigide tutte ricoperte in vera pelle ed una batteria da cucina da 12 pezzi completamente realizzata in acciaio inox!

Via alle telefonate!

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