
Interrompiamo le normali trasmissioni per un’importante notizia:
In data 9 Maggio 2008, sul canale pocacola blog, a partire dalle ore 08.00 am, andrà in onda una speciale edizione de “La blogger del giorno“. Ospite in studio, la famosa star del blog A Chiare Lettere, Teiluj, concederà un’esclusiva e approfondita intervista su temi di carattere scientifico e sociologico di sconcertante attualità.
Se ne raccomanda la visione ad un pubblico adulto.
Vediamo il servizio, a cura del nostro inviato:
A dispetto della grafica “civettuola”, ammesso che questo termine sia ancora utilizzabile nel secolo corrente, il blog di Stefania ci regala parecchi spazi introspettivi e diversi momenti intimistici, al tempo stesso è in grado di scatenare tutto il suo gustoso sarcasmo e la sua ferocia nei post più leggeri o in quelli che prendono di mira la vittima di turno.
[...]
Leggendo “a chiare lettere” ho la sensazione che dietro a quei post ci sia una donna di spessore che gioca a fare la gigiona per convenzione o forse perchè in fondo ognuno di noi recita il ruolo che si è scelto, specialmente all’interno di un blog, ma che dispone di parecchie frecce (e frecciate) al proprio arco.
Premi tasto verde per seguire l’intervista. Questo è un tasto verde.
in fede Teiluj il 8 Maggio 2008
categorie: comunicazioni di servizio, donne, eventi, gemellaggi, massimi sistemi
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quanto mi piace questa Donna
Premessa: quanto segue non nasce da riferimenti reali. Tutto ciò che leggerete, dunque, non è da considerarsi autobiografico, ed ogni riferimento a fatti o persone è PURAMENTE CASUALE. Data l’entità dei contenuti, e la notorietà della mia relazione amorosa, sottolineo la natura fortemente ipotetica et immaginifica di tutto quanto sotto esposto. Un ringraziamento particolare al conte paz per avermi ispirato sull’argomento chiacchierando su twitter in questa sera di fine week-end-lungo.
Signore, signori, uomini e donne che avete già vissuto, almeno una volta, l’esperienza del tradimento; ragazze e ragazzi, dal cuore infranto che avete sprecato lacrime e fegato sotto il peso delle cosiddette "corna", quante volte avete pronunciato, dinanzi alla triste evidenza dei fatti, frasi come: "cos’ha lei/lui che io non ho!" oppure, "credevo di essere l’unica/o per te" e via dicendo?
Da donna posso affermare con assoluta decisione che il dolore più grande in un’eventualità di questo tipo deriva, non tanto dal fatto di aver perso ciò che consideravamo il nostro bene più alto e prezioso, quanto piuttosto dal dover ammettere una sconfitta nella competizione con qualcun altro. Diciamolo. Si tratta di una perdita che va ben oltre l’oggetto del nostro amore, che ci ferisce in profondità perché mina la nostra autostima, il nostro orgoglio, il nostro amor proprio (a tal proposito rimando per approfondimenti alla visione di un classico, "Harry ti presento Sally", in cui la teoria è ben esplicata nella seconda parte del film, quando lei si dispera alla notizia del prossimo matrimonio di un ex del quale non le importa un fico secco. Ma per il sol fatto di aver chiesto in sposa qualcuno che non è lei, innesca nella protagonista un personalissimo e disperatissimo dolore).
E’ per questo spirito "competitivo", per i connotati altamente egocentrici dettati dalla "sindrome da prima donna" che una donna, appunto, soffre tantissimo; e sono sicura che neanche gli uomini ne sono del tutto immuni. Ed è per questo che, in caso di tradimento, personalmente credo che sapere di essere stata tradita non per una donna, ma per un uomo, mi consolerebbe non poco.
Pensateci: se il mio uomo mi tradisse sarebbe un dramma, certo, ma se mi tradisse, se mi lasciasse per un’altra donna sarebbe un dramma doppio, per i motivi sopra elencati. Se invece mi lasciasse per un uomo.. beh.. non avrei di che rimproverarmi, e soprattutto, sarebbe superflua ed anzi addirittura rassicurante la fatidica domanda: "cos’ha lui che io non ho"…
in fede Teiluj il 24 Marzo 2008
categorie: donne, sclero, società e cultura, sproloqui
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Da quando ho ricominciato a lavorare ho riscoperto il piacere di alzarmi per prima. Spengo in fretta la sveglia per non interrompere oltre al mio, anche il sonno del mio uomo, muovendomi quanto più silenziosamente possibile durante le mie fasi di preparazione. Metto sul fuoco la moka già pronta dalla sera prima mentre non ancora del tutto sveglia mi trucco, e corro a spegnerla quando ormai il caffè ha inondato i fornelli. Sistematico. Una volta vestita, truccata, e "incaffettata" non mi resta che prepararmi per uscire; controllo di aver preso tutto - telefoni, chiavi, sigarette, soldi, varie ed eventuali - , mi infilo la giacca, e se lui ancora dorme, torno in camera, gli stampo un bacio sul viso sporcandolo di rossetto, e sorrido, pensando a quanto sarà indispettito quando più tardi se ne accorgerà.

Kirk Cameron. E’ stato il mio primo "sex symbol". Parlo di quando facevo ancora le scuole medie, e la sera, prima del telegiornale, pregavo papà di lasciarmi guardare "Genitori in blu jeans" - per favore, per favore, per favore - , la sitcom che mi ha accompagnato fino alle porte dell’adolescenza vera. Kirk Cameron interpretava "Mike Seaver", ed io avevo poster, figurine, immaginette, santini e cretinerie varie, da brava preadolescente esaltata tutte raffiguranti il suo bel faccino.. Oltre che di bell’aspetto, il personaggio Mike Seaver era simpatico, divertente, spiritoso, e, diciamolo, anche un po’ bastardo come tanto piace alle donne. Donne di undici anni in questo caso, ma già comunque geneticamente compromesse, sotto questo punto di vista. Il modello del ragazzo ribelle, fuori dagli schemi, ed anche un po’ paraculo. Praticamente un dio.
Bei ricordi!
Già, ricordi. Sui quali, eppure lo dico sempre, non bisognerebbe mai indagare a distanza di anni. I ricordi, i bei ricordi, senza una motivazione più che valida, vanno lasciati lì, per non intaccarli, per non demolirli, per non scoprire mai, magari che quello che a undici anni hai eletto come tuo primo sex symbol..
[...] Poi incontrò quello strano personaggio tutto americano che è Ray Comfort, surfista convertitosi al punto tale da arrivare a ricevere i voti sacerdotali.
Sfruttando la celebrità di Cameron, hanno messo su un piccolo impero multimediale con lo scopo di trasmettere un semplice messaggio: accetta Gesù Cristo come tuo signore e salvatore altrimenti non entrerai in paradiso.
Cameron ora ha 36 anni, si è sposato e ha sei figli di cui 4 adottivi;e le sue priorità sono Dio, la famiglia e la carriera, esattamente in questo ordine e in fondo ammette che gli piacerebbe fare film non religiosi ma che è difficile convincere i produttori che da quando ha trovato Gesù non ha perso il suo senso dell’umorismo.
Ora, io dico…ma drogarsi come tutti gli altri no?
in fede Teiluj il 7 Marzo 2008
categorie: donne, massimi sistemi, società e cultura
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








E questi chi sono???


