Archivi per la categoria ‘donne’

Riciclando vecchi post

domenica, 30 novembre 2008

..perchè io ambisco a vivere emozioni forti, di quelle che ti lasciano senza fiato. Adrenalina al massimo per esperienze intense, di quelle che ti danno un brivido incomparabile ed irripetibile. E “lei” sembra saperlo, senza ch’io faccia nulla per lasciarglielo intendere…

- fanno 18 euro. Ci vediamo alla prossima ceretta -

L’ istruttore di acquagym

mercoledì, 12 novembre 2008

Una vita dedicata al nuoto e a tutte le discipline ginniche legate all’acqua gli si è scolpita addosso: spalle larghe, fianchi stretti, gambe nerborute, braccia asciutte e costumino da bordo piscina.
Età media delle donne che affollano (guarda caso) le sue lezioni a quell’ora: 60 anni.
Niente di strano.
Quel che invece non credevo avrei mai ascoltato è uno scambio del tipo:

- Ma oggi non c’è il nostro istruttore?
- (sguardo perplesso) Ma sono io
- Uh scusa! Con i pantaloni non ti riconoscevo!

Prime donne crescono

giovedì, 23 ottobre 2008

Io ero la prima della classe. Ma non la secchiona della classe, no…
Ero la luce degli occhi della mia maestra delle elementari, che gironzolava per la scuola con i miei temi per le mani col fine ultimo di leggerli a voce alta nelle quarte e quinte classi e alle altre insegnanti, e poi si chiedeva come mai io, così piccola, fossi già tanto permalosa e vanitosa. Ero l’esempio da imitare per la professoressa di italiano alle medie, che al primo colloquio tra genitori e docenti disse a mia madre di non essersi mai accorta del fatto che qualche libro non l’avevo ancora. Ero la prima della classe al ginnasio e poi al liceo. Non avevo i voti più alti, no, specie in matematica. Ma il perchè una tagente nel punto in cui coincide con una circonferenza vale 0, lo sapevo, certo che lo sapevo, e anche Caruso sapeva che lo sapevo: deridendo spudoratamente il resto della classe mi lasciava col braccio alzato, perché non aveva bisogno di saperlo da me, diceva platealmente. Ero la sua prediletta. Ero la musa indiscussa della professoressa di italiano, che tesseva pubblicamente le lodi alla mia intelligenza – sfacciata -  mentre io mi riparavo dietro uno schermo di rossore per non morire annientata dalle occhiate indignate dei miei compagni di classe che non gradivano quanto me cotanto tributo. Ero la più attesa agli esami di maturità: fui l’unica ad essere raccomandata solo ed esclusivamente dai suoi stessi insegnanti – tutti – e fui l’unica ad essere presentata alla commisione con un “Arriva lei, adesso andiamo su un altro pianeta”.
Dunque non prendetevela con me se sono affetta da sindrome da PRIMADONNA. Ma soprattutto, non provateci neanche a rifilarmi una posizione di second’ordine.

Amori eterni

sabato, 4 ottobre 2008

Barbara Stefania Francesca 2 Francesca 1

Questo post è del tutto autoreferenziale.
Non ha contenuti né spunti di discussione.
Vuole essere semplicemente un “segnalibro” per la sottoscritta che non può fare a meno di continuare a guardare questa foto scattata martedi ad Arezzo e compiacersi.

Io e le mie donne.
Tutte insieme, siamo bellissime.

Prendi una donna, trattala male

giovedì, 18 settembre 2008

Sulle riviste femminili trovi veramente tutte le risposte e le informazioni di cui hai bisogno per una vita piena ed appagante. A patto di essere cerebrolesi, chiaro. Oppure femmine, che è un buon inizio.
C’è l’angolo della posta, dove l’espertoinqualunquecosa da poche battute capisce tutto di te, cara amica lettrice, ed individua sempre la soluzione giusta ai tuoi problemi coniugali-sessuali-identitari-professionali-sociali. C’è lo spazio del pettegolezzo, anzi no, “gossip” che fà più “trendy”: chi ha tradito chi, questo mese tra i vip? Di vitale rilevanza per la conservazione della specie, se ne conviene. O ancora, lo spazio moda per esser sempre aggiornati sui colori più in voga, prima ancora che lo diventino. Questione di vita o di morte.
Un’altra rubrica, immancabile, è quella dedicata alla cura del proprio corpo, quella con sottotitoli del tipo:”guida pratica e veloce per dire addio ai peli superflui”; “dieci consigli per eliminare i calli dai piedi senza dover ricorrere alla smerigliatrice”; “sette chili in sette giorni, la dieta adatta a te”.
Ecco. “La dieta adatta a te”. Questa oltre che interessante è anche curiosa. Chi te lo dice che è adatta a me? Io, non ho bisogno di una dieta dimagrante. Semmai il contrario.
Allora cambio rivista, magari su una seconda troverò davvero la “dieta adatta a me”, una bella dieta che non faccia dimagrire, ma ingrassare: “cinque chili in cinque giorni“.
Ma neanche sulla mia seconda rivista femminile trovo una dieta ingrassante. Ne sfoglio quindi una terza, una quarta, una quinta, ma nulla. Nessuna rivista femminile mi consiglia una dieta che non sia dimagrante. Se voglio dimagrire, posso farlo in tremila modi diversi: mangiando alghe per un mese, ruminando cavoletti lessi per due, suggendo liquidi lattigginosi direttamente da confezioni ergonomiche e senza l’ausilio della dentiera, incrociando le braccia sulla testa tra un boccone e l’altro, o saltellando su un piede a tempo di musica col piatto in mano.
Ma non c’è una sola rivista, nemmeno una, che mi suggerisca una dieta “adatta a me”, che di tutto avrei bisogno, fuorché di dimagrire. Dionna mi fulmini, se dico il falso.

E’ così oggi ho imparato che i magazine femminili sono letti solo dalle donne grasse. Con seri problemi esistenziali, lo sapevo già.

Sport? Sto cercando di cominciare

venerdì, 5 settembre 2008

Sottotitolo: Non voglio mica smettere di bere e di fumare

1. il massaggio dell’acqua svolge un’azione benefica sui tessuti adiposi e aiuta a combattere la cellulite
2. la muscolatura si assottiglia ed è più elastica e tutta la figura ne trae giovamento sia a livello fisico, sia a livello estetico
3. l’allenamento continuo degli addominali e dei muscoli solitamente poco sollecitati, che altrimenti tendono a inflaccidirsi
4. tonifica e rimodella tutto il corpo senza far sentire su chi la pratica troppo lo sforzo, infatti l’acqua alleggerisce il peso corporeo e attutisce la sensazione di fatica
5. rende la circolazione più attiva
6. il rischio di farsi male e di incorrere in traumi è minimo, infatti la pressione sulle articolazioni è nulla
7. anche la colonna vertebrale è tutelata in quanto non è soggetta a contraccolpi
8. si fa fatica ma senza sudare
9. rinvigorisce cuore e polmoni
10. è una terapia consigliata in caso di artrosi
Non dimentichiamo poi che non occorre saper nuotare. Questo tipo di ginnastica ha effetti benefici su gran parte del nostro corpo, sarà per questo che è adatta a tutti, da 0 a 90 anni!

Stando alle informazioni reperibili su google, sarebbero questi i principali benefici dell’acquagym.
Mia cognata, sempre fresca e bella come una rosa malgrado compia gli anni tutti gli anni e che per questo rappresenta il mio massimo punto di riferimento in fatto di cura del corpo, ha già il costumino pronto, il calendario completo e l’abbonamento pagato. L’inverno scorso ho sempre avuto una scusa per declinare, di volta in volta, i suoi inviti ad accompagnarla in piscina. Oggi, sto rivalutando l’idea di praticare seriamente una qualsiasi attività fisica, laddove l’avverbio “seriamente” sottintenda qualcosa di più impegnativo del semplice “alza le chiappe dalla sedia per raggiungere l’auto / alza le chiappe dall’auto per raggiungere la sedia” .
Anche perché, diciamolo, non sono immune agli effetti catastrofici del tempo che passa (si, passa anche per me) declinabili sommariamente nelle forme “forza di gravità ” e/o “decadimento strutturale”; a loro volta riassumibili ed assimilabili al concetto di “natura puttana“.
Quest’anno, credo che sarò più motivata a darmi una mossa non appena rimetterò mano al mio guardaroba invernale che impietosamente affosserà la mia figura esile in un perfetto stile “manico di scopa”.
Va da sè che riprendere qualche chiletto smarrito qua e là, rientra necessariamente nei miei buoni propositi di settembre.

E comunque so nuotare. E non ho ancora 90 anni.

Quando i drammi son degli altri..

giovedì, 28 agosto 2008

..tendiamo a sottovalutarli, riuscendo quasi a restarne indifferenti. Quante volte: leggendo i quotidiani, guardando i telegiornali, leggiamo, ascoltiamo notizie atroci di omicidi, di stupri, di violenza continuando serenamente a mangiare la nostra pastasciutta, o a scrivere il nostro post sul blog. Spesso, molto spesso, i drammi degli “altri” li percepiamo con la stessa predisposizione d’animo che abbiamo durante una fiction, durante un film. Perchè non ci riguardano. E’ la natura umana. Più son distanti da noi, dalle nostre mura, dai nostri affetti, e meno ci “toccano” le schifezze di questo mondo, che di dolore, di violenza, di brutalità ne perpetra ogni giorno in misura raccapricciante, tanto che se, invece, ci soffermassimo a prestarvi attenzione, e valutarlo come “affar nostro”, piangeremmo proporzionalmente alla nostra dignità di uomini. E se questo non fosse auspicabile, se non altro ci impegneremmo tutti ogni giorno ( con l’attenzione nell’educazione dei figli fino ad arrivare alla sensibilizzazione nelle piazze) perché atrocità di questo tipo diminuiscano, magari fino a scomparire.

La notizia del sucidio di Valentina, avvenuto nel luglio di quest’anno, dopo sei anni dal trauma dello stupro subìto a 22 anni, e mai superato, ha fatto il giro del web, e sebbene toccante, triste, non arriva tanto al cuore nella sua reale tragicità finché non scopri che quello che per te è solo il nome dell’ennesima, sfortunatissima vittima di un destino ingiusto e bastardo, era l’amica di qualcuno che via blog conosci già, e che ne parla, nel suo blog, come potrebbe chi ha perso un’amica nelle circostanze più ingiuste ed ingiustificabili, e che per questo fa male due volte.

Tutto l’ottimismo e l’amore per il mondo si sgretolano di fronte a cose del genere, e non bastano tutti i perché di cui ci si può tormentare a dare sollievo e dignità ad una realtà così abominevole.

Oggi, grazie ad Emma, son fortunatamente costretta a rispolverare un insegnamento che avevo già avuto dalla vita, ma che come molti, per comodità, per leggerezza, per desiderio di serenità, tendo spesso a mettere da parte: non bisogna mai pensare che le tragedie, i drammi, capitino sempre solo agli “altri” e che noi ne siamo immuni, e non solo perchè un giorno potremmo malauguratamente scoprire che non è così, ma anche perché la sofferenza, il dolore di chi quei drammi li vive è reale, vero e lancinante. E merita rispetto ed impegno. Se è vero che siamo Uomini.

L'albero di Valentina
“L’albero di Valentina” nascerà nel mese di settembre a Casale Monferrato nella speranza di creare una rete con associazioni di altre città per poter scambiare conoscenze e consigli e poter offrire veramente un aiuto concreto alle donne, quelle vittime di violenza e quelle che, ora bambine, sperano e credono in un mondo migliore.