Giacché siamo ormai nella seconda metà di giugno, e l’estate tanto agognata dovrebbe ormai essere alle porte, mi preme riportare una semplice, ma immediata guida dedicata a tutti coloro che, specie in estate, appestano l’aria della Terra con la loro nauseabonda presenza sudaticcia.
Innanzitutto vorrei far presente che sudare è caratteristica di tutti gli esseri umani, e non appannaggio di pochi, ragion per cui la causa della tua aurea maleodorante non è da attribuirsi alla sfiga, né a nessuno degli dei della tua strana religione.
Lavarsi, e spesso, non è motivo di vergogna, non ha controindicazioni, favorisce la digetione (dei tuoi commensali) e incrementa la tua simpatia ai nasi degli altri.
Il deodorante non è un animale australiano, né un vezzo per sole donne. Usalo, sempre, e possibilmente dopo la doccia, non al posto di. Ne esistono, vieppiù, diversi tipi: spray, stick, crema, etc. e non serve richiedere un mutuo per acquistarne uno. Se non vivi da solo, e frughi in casa, sono certa che ne troverai uno anche lì.
Le maglie sintetiche (meglio il cotone, dammi retta) non sono adatte alle ore più calde del giorno, ma soprattutto vanno cambiate, spesso. Spesso, significa almeno una volta al giorno. E questo, per inciso, vale in generale per qualsivoglia indumento. Si, soprattutto intimo.
Il fatto che nessuno ti dica che puzzi da fare schifo, non significa che nessuno se ne sia accorto, ma solo che sei circondato da persone troppo ben educate, o sudicie a loro volta.
Tenendo conto di questi essenziali, piccoli, basilari accorgimenti, la tua vita sarà migliore, ma anche la nostra.
Qui, gratis per te, qualche consiglio pratico su come migliorare il tuo sex appeal

in fede Teiluj il 20 Giugno 2008
categorie: consigli appassionati

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Cari naviganti che per oscure ragioni utilizzate ancora MSIE6.0, se arrivando qui trovate le gambe di questa bella biondina qui di fianco mozzate, non sorprendetevi, e non prendetevela con me. L’unica e sola ragione di ciò risiede proprio nelle caratteristiche del browser che state usando. Non conformandosi agli standard del W3C, reagisce anarchicamente al lavoro di designer e sviluppatori, i quali possono rimediare solo con del lavoro in più da dedicare alle eccezioni che questo browser presenta. Tutto questo discorso, oltre che per far finta di capirci una cifra in fatto di standard e quindi gingillarmi ai vostri occhi, per dirvi che da oggi sostengo l’idea Save The Developers, perché anche volendo accomodare il codice del template, non avrei più su nessun pc il browser in questione per testarne l’efficacia, ma soprattutto perché faccio il tifo per lo smaltimento dell’obsoleto. Dunque, se d’ora in avanti vedrete su questo blog discendere dall’alto un bannerino che vi consiglia di aggiornarvi, cliccatelo, e avrete salvato un developer. Scoprirete poi che il web è più bello ed ordinato di quanto fino ad oggi avevate creduto.

 

Il sindaco di Milano la proposta l’ha lanciata per la sua città: un kit antidroga nelle mani di 34 mila famiglie per scoprire se i figli dai 13 ai 16 anni si drogano o no. Ma ieri è stata Livia Turco, ministro della Salute, a raccogliere l’idea di Letizia Moratti. «È una proposta che valuto con un certo interesse— ha detto —. Bisogna fare in modo che si arrivi ad un consumo nullo delle droghe, ma per questo serve educazione e formazione ». [fonte]

Mentre i politici si tirano addosso l’un l’altro, cercando una collocazione politica al kit antidroga per le famiglie (è di destra, no è di sinistra, no no è di destra, allora sei di destra, traditore, si si sei un voltagabbana, no non hai capito niente, ah ah faccia di serpente e così via), le famiglie lo contestano eticamente e presuntuosamente, sempre nello stesso articolo citato, infatti si legge:

sono una madre non una poliziotta. Io da padre mi sarei accorto se mia figlia aveva a che fare con la droga.

Il che, naturalmente, nella maggior parte dei casi, a meno di non avere in casa un figlio tossico all’ultimo stadio, è una cazzata stratosferica. I genitori sono di solito gli ultimi a sapere che il figlio si droga, fondamentalmente per due motivi: primo, i ragazzi se vogliono tenerti nascosto qualcosa, ci riescono benissimo (ma quando si diventa genitori si dimentica di esser stati figli?); secondo: i genitori, in quanto cittadini italiani, soffrono di una profonda disinformazione sulle dinamiche "droga", oltreché di un rifiuto istintivo ad accettare anche solo il pensiero che loro figlio, il loro perfetto figlio, possa avere a che fare con la droga.

Per render conto alle significative (?) e degne di nota (?) disquisizioni politiche in merito, sottolineo che a me, la Moratti, mi sta ampiamente sullo stomaco, MA ciò nonostante mi trovo daccordo in questo caso e penso che far la guerra al kit antidroga per le famiglie, sia anacronistico, presuntuoso e, non ultimo, da emeriti imbecilli.

Questo è un estratto di quel che è avvenuto domenica scorsa :

[youtube]Dw3DB_HF_OU[/youtube]

Il tema di stasera sarà: “La settimana corta di Vespa e la coda lunghissima della blogosfera - come la disinformazione generalista riesce ad aggregare le conversazioni dal basso nella blogosfera italiana”.

Il canale per seguire in diretta (dalle 22:00) il web a web dei blogger è http://www.mogulus.com/manfrys.

Io naturalmente non me lo perderò.

La domenica è un giorno un po’ strano: benché finalmente liberi dagli impegni settimanali, grava per tutto il tempo, come un macigno sulla noce del collo, il pensiero del lunedi alle porte, per altro, con l’alto rischio che questa assurda distrazione comprometta anzi tempo l’umore; ché lunedi non è mica oggi.. perché pensarci?

Ebbene, generosa e amorevole sì come sono, ho ragionato a lungo su questa triste condizione che attanaglia, presumibilmente, una discreta percentuale di lettori, e ho al fin deciso che mio dovere di blogger è anche prendermi cura dei vostri umori, perché vi voglio felici, sereni, possibilmente euforici.

Eccovi dunque la ricetta della felicità domenicale. Se ne consiglia l’uso prolungato:

 

You are the first, the last, my everything – Barry White;

Crazy – Gnarls Barkley;

Walkin’ on the sun – Smash Mouth;

Grace Kelly – Mika;

Feel good inc – Gorillaz;

Get Off – The Dandy Warhols;

Soul Bossa Nova – Quncy Jones;

Misirlou Dick Dale;

 

 

Per risultati ottimali alzare il volume delle casse.

Se state ancheggiando sulla sedia, la cura ha fatto effetto.

Se non vi scappa nemmeno un accennato dondolio, forse dovreste rivedere qualcosa nella vostra vita!

in fede Teiluj il 17 Febbraio 2008
categorie: consigli appassionati

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Mi succede di rado, molto di rado, di essere incantata da un libro fino a provarne amore viscerale: il mio limite nei confronti della lettura è quello di non saper capire ed accettare stili di scrittura diversi da quello che piace a me, per cui, il più delle volte, non mi spingo oltre le prime dieci pagine di un libro che non sia immediatamente nelle mie corde. Leggere è un piacere, ed io non compio lo sforzo di “allargare i miei orizzonti” laddove questo piacere non si manifestasse in fretta.

Tutto questo per dirvi che mi sono innamorata. Mi sono innamorata di un libro. Non essendo un evento consueto, sento la necessità di urlarlo al mondo, come quando ci si innamora di una persona e lo si vorrebbe dire a tutti tanto sono forti i tumulti emotivi che avvengono dentro di noi.

L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery: questo il libro che mi ha rubato l’anima; e non posso aspettare di finire di leggerlo (un paio di notti e ci sono)  per decantarlo; non resisto più.

Questo libro fa la differenza tra ciò che significa scrivere e ciò che significa saper scrivere. Piega la “parola” all’Arte di usarla, o meglio la innalza; senza la necessità di vomitare alberi declinati in tutte e quattro le stagioni ma sempre uguali e uccelletti canterini sui rami, sempre gli stessi anche loro nella letteratura contemporanea, per suscitare (o elemosinare?) una qualche emozione.

E’ la rivincita dei raffinati periodi lunghi su quelli brevi (ormai evangelizzati dalla maggioranza dei linguisti (?) e grazie ai quali i libri sono sempre di più raccolte di “singhiozzi” che non  “tripudi del linguaggio”).

Pagherei per saper scrivere con altrettanta eleganza, raffinatezza, padronanza della lingua (a tal proposito un dovuto encomio va ai traduttori dal francese: Emanuelle Caillat e Cinzia Poli)…

Qui di seguito un estratto che è comunque poca cosa rispetto al tutto, ma che ho scelto per lo spirito e l’intenzione con cui nasce questo post:

Immagine di L'eleganza del riccio 

"Apro la busta e leggo questo breve messaggio, scritto sul retro di un biglietto da visita così patinato che l’inchiostro, trionfando invece su costernate carte assorbenti, si è sbavato leggermente sotto ogni lettera.

 

Madame Michel,

potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria

questo pomeriggio?

Passerò a prenderli questa sera alla guardiola.

La ringrazio anticipatamente,

Firma scarabocchiata

 

Non mi aspettavo una simile ipocrisia nell’incipit. Mi lascio cadere sulla sedia per lo shock. Mi chiedo, tra l’altro, se non sono un po’ pazza. Quando capita a voi, vi fa lo stesso effetto?

Guardate:

il gatto dorme.

La lettura di questa frase insignificante non ha risvegliato in voi nessun sentimento di dolore, di sofferenza? E’ legittimo.

Ora:

il gatto, dorme.

Ripeto affinché non sussistano ambiguità:

il gatto virgola dorme.

Il gatto, dorme.

Potrebbe, ricevere.

Da una parte abbiamo un uso prodigioso della virgola che, prendendosi delle libertà con la lingua, che di solito non l’ammette prima di una congiunzione coordinativa, ne esalta la forma:

Mi hanno rimproverato non poco, e per la guerra, e per la pace..

E dall’altra abbiamo le sbrodolature su carta velina di Sabine Pallières che trafigge la frase con una virgola divenuta pugnale.

Potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria?"

 

Un consiglio appassionato: LEGGETELO!

P.S. Buon anno a tutti!