Si, ok, la vogliono in tanti. La chiedono in modi sommessi o screanzati, ma, alla fine, finiscono tutti per chiederla. Certo, uno direbbe, se me la chiedesse Brad Pitt gliela darei pure, non tanto per un fatto di appettibilità, ma solo per stare al gioco. A volte succede che me la chiedano addirittura su MSN, e si che quelli di MSN te li immagini sempre con un ghigno al lato della bocca, si trattasse anche di madreteresa78, però a loro non gliela do. No, non è che mi piaccia particolarmente tirarmela, ma bisogna aver creanza in questo mondo, e se non ci metti la faccia, saran fatti miei, ma la creanza non riesco a immaginarmela come un tronco d’uomo. E poi succede invece che certe volte, a tarda notte soprattutto, quando ti rimiri le tue figurine colorate su questa pagina, ti vien voglia di darla così, senza una ragione, magari ad uno che non conosci. E allora son io a fare la mossa, a insinuare un piccolo dubbio, o a creare l’aspettativa.
E vedi che son tutti là a sbarrare gli occhi. Bisogna essere sinceri, questa cosa mi appaga, perché se uno te la chiede è perché in fondo la risposta se la immagina già. E se alla fine gliela dai così, senza un motivo, magari lo spingi a farsi la domanda da solo. E se alla fine resta lì, a decifrarti gli occhi con gli occhi, è perché quella tua risposta magari la sapeva già dall’inizio: ma certo, Juliet al contrario!
Il post del giorno è stato gentilmente offerto da terzadicopertina.com, della azael&azael communication.
Ché mica posso aver sempre voglia di scriverci io, su ’sto blog.
in fede Teiluj il 18 Giugno 2008
categorie: citazioni, gemellaggi
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Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.
[Catullo, Carme 5]
William Shakespeare
23 aprile 1564, 23 aprile 1616. Ed oltre.
Non dolci baci l’aureo sole sparge
sulle stille di rosa mattutina
quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
la notte rugiadosa alle mie guance.
Né luna argentea tanto lucente
in seno a liquido abisso risplende
quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
Tu brilli in ogni lacrima che piango;
e ciascuna è un cocchio che ti porta.
Tu cavalchi trionfante la mia pena.
Le mie lacrime gonfie di dolore
ti mostreranno la tua stessa gloria.
Ma non amar te stessa, o delle lacrime
farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
mia regina, dire quanto vali
non sanno lingue, o pensieri, mortali.
(da “Pene d’amore perdute, W. Shakespeare.”)
Ecco, cose così, mi mandano in estasi.
E’ un bel giorno per goderne.
in fede Teiluj il 23 Aprile 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni
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Leggo su Panorama un bellissimo articolo che nel pubblicizzare un paio di libri di nuova edizione, affronta un tema a me caro e, neanche a farlo apposta, strettamente collegato al mio penultimo post; il titolo dell’articolo è “che fine hanno fatto le lettere d’amore“.
Oltre ad una serie di citazioni bellissime, si legge:
a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura.
Ma quante lettere si scrivono ancora, carta e penna, oggi? Ormai passa tutto attraverso il computer, la rete, i telefonini. Andiamo di corsa, in sintonia con la velocità che le attuali tecnologie ci mettono a disposizione, usiamo sempre più spesso linguaggi fatti di acronimi, di sigle, anche per dire ti voglio bene; o addirittura codifichiamo gli squilli per non perder del tempo a scrivere (e spendere). Non c’è molto spazio per il romanticismo di una lettera d’amore manoscritta nell’era del “senza perdere tempo”; credo sia proprio la mentalità sempre più tecnologica a non contemplarne l’esistenza. Probabilmente è il corso naturale delle cose, ed anche se non credo che la carta possa un giorno sparire definitivamente, il processo di digitalizzazione, della comunicazione tutta, anche amorosa, non conoscerà inversioni di tendenza.
Eppure. Eppure leggo sempre nello stesso articolo citazioni di lettere antiche come:
Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste (U.Foscolo)
e non riesco a non pensare che abbiano un valore inestimabile.
in fede Teiluj il 4 Aprile 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, società e cultura
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Avete mezz’ora di tempo?
Mezz’ora si, minuto più minuto meno, perché quello che vi propongo stasera non è il solito post “cazzone” alla Teiluj, no.
Quello che vi propongo (o propino, fate vobis) sono 26 minuti di musica; non una musica qualsiasi, no no, niente Daniele, Battisti, Lorenzo, le urla di Prince, i Police .. (Sto citando Silvestri, i fan più accaniti l’avranno capito, MA).. la citazione è casuale, direi estemporanea, arriva per un pura assonanza, nulla di più, perché in realtà non è nemmeno di lui che sto parlando..no..
Calma, non abbiate fretta di capire.. andiamo per gradi:
E’ sera, la città dorme.. notte fonda sarebbe ancora meglio. Avete vicino i vostri pensieri, il tepore dell’intimità con voi stessi, e davanti agli occhi Mandy: carina eh? Solare.. avvolgente.. rilassante.
Non ridete, non scherzo. E non aspettatevi la battutona finale.
Ve l’ho già detto.
Non ci sarà.
Ci siete solo voi.. le vostre cuffie (è tardi.. non vorremmo svegliare nessuno per la musica troppo alta) e questo magnifico pezzo.. Ecco, mettetevi comodi, chiudete gli occhi.. alzate il volume in cuffia, e lasciatevi catturare..
"Keith Jarrett
The Köln Concert
part I"
(clicca)
goduria dei sensi…
in fede Teiluj il 7 Febbraio 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, karma, serius materials
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Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.
Erotica - Ghiannis Ritsos
Niente, è che ho preso l’influenza. Di nuovo. Per la terza volta.
Leggo poesie per sedare la voglia assassina che sento ad ogni crampo allo stomaco.
C’è un esorcista in sala?
mi accontenterei anche di un medico..
in fede Teiluj il 4 Febbraio 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, sclero, sproloqui
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"Fate rizoma e non radice, non piantate mai. Non seminate, iniettate. Non siate nè uno nè molteplice, siate delle molteplicità! Fate la linea e mai il punto. La velocità trasforma il punto in linea! Siate rapidi, anche stando sul posto! [...].
Non suscitate un Generale in voi. Non delle idee giuste, giusto un’idea [...].
Abbiate idee corte. Fate carte, non foto o disegni. Siate la Pantera rosa, e che i vostri amori siano ancora come la vespa e l’orchidea, il gatto e il babbuino […].
Un rizoma non incomincia e non finisce, è sempre nel mezzo, tra le cose, inter-essere, intermezzo. L’albero è la filiazione ma il rizoma è alleanza, unicamente alleanza.
L’albero impone il verbo ‘essere’, ma il rizoma ha per tessuto la congiunzione, ‘e…e…e’. In questa congiunzione c’è abbastanza forza per scuotere e sradicare il verbo essere.
Dove andate? Da dove partite? Dove volete arrivare? Sono domande davvero inutili. Fare tabula rasa, partire o ripartire da zero, cercare un inizio o un fondamento, tutto questo implica una falsa concezione del viaggio e del movimento”.
Gilles Deleuze – Félix Guattari
Mille piani, Capitalismo e schizofrenia
visto, apprezzato e riportato
da ibrid@menti
in fede Teiluj il 29 Gennaio 2008
categorie: citazioni, serius materials
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???


