William Shakespeare
23 aprile 1564, 23 aprile 1616. Ed oltre.
Non dolci baci l’aureo sole sparge
sulle stille di rosa mattutina
quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
la notte rugiadosa alle mie guance.
Né luna argentea tanto lucente
in seno a liquido abisso risplende
quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
Tu brilli in ogni lacrima che piango;
e ciascuna è un cocchio che ti porta.
Tu cavalchi trionfante la mia pena.
Le mie lacrime gonfie di dolore
ti mostreranno la tua stessa gloria.
Ma non amar te stessa, o delle lacrime
farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
mia regina, dire quanto vali
non sanno lingue, o pensieri, mortali.
(da “Pene d’amore perdute, W. Shakespeare.”)
Ecco, cose così, mi mandano in estasi.
E’ un bel giorno per goderne.
in fede Teiluj il 23 Aprile 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni
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Leggo su Panorama un bellissimo articolo che nel pubblicizzare un paio di libri di nuova edizione, affronta un tema a me caro e, neanche a farlo apposta, strettamente collegato al mio penultimo post; il titolo dell’articolo è “che fine hanno fatto le lettere d’amore“.
Oltre ad una serie di citazioni bellissime, si legge:
a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura.
Ma quante lettere si scrivono ancora, carta e penna, oggi? Ormai passa tutto attraverso il computer, la rete, i telefonini. Andiamo di corsa, in sintonia con la velocità che le attuali tecnologie ci mettono a disposizione, usiamo sempre più spesso linguaggi fatti di acronimi, di sigle, anche per dire ti voglio bene; o addirittura codifichiamo gli squilli per non perder del tempo a scrivere (e spendere). Non c’è molto spazio per il romanticismo di una lettera d’amore manoscritta nell’era del “senza perdere tempo”; credo sia proprio la mentalità sempre più tecnologica a non contemplarne l’esistenza. Probabilmente è il corso naturale delle cose, ed anche se non credo che la carta possa un giorno sparire definitivamente, il processo di digitalizzazione, della comunicazione tutta, anche amorosa, non conoscerà inversioni di tendenza.
Eppure. Eppure leggo sempre nello stesso articolo citazioni di lettere antiche come:
Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste (U.Foscolo)
e non riesco a non pensare che abbiano un valore inestimabile.
in fede Teiluj il 4 Aprile 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, società e cultura
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Secondo uno studio condotto negli USA, esistono libri la cui lettura rende stupidi. I risultati sono stati dedotti mettendo in relazione i libri letti dagli studenti universitari e i loro risultati ai test d’ammissione.
A quanto pare i più stupidi leggono la letteratura erotica, i libri della corrente afro-americana (Their eyes were watching God) e la Bibbia o altri testi religiosi come The purpose driven life. Naturalmente si tratta di libri in inglese, dunque non tutti a noi noti, ma fra quelli che conosciamo anche noi a metà classifica troviamo i famosi libri di Harry Potter, i racconti di Dan Brown, oltre a Il diavolo veste Prada. Anche Shakespeare appare in questa zona di media intelligenza: forse perchè leggere Shakespeare non significa capirlo ma cogliere solamente le storie d’amore che ne sono alla base. (si, dev’essere senz’altro così..)
I più intelligenti invece leggerebbero libri come 100 anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, Lolita, e Delitto e Castigo di Dostojevski.
(fonte)
Si tratta in pratica di una stupidità che deriva dal "leggere senza capire" (l’esempio più pratico è quello della Bibbia, risultata essere testo d’ispirazione per risposte a test di carattere scientifico), e credo anch’io che sia così: tutti possono leggere tutto, ma è il livello di comprensione del testo a far la differenza.
Se penso a tutti quei libri di cui non ho mai capito il successo (potrei citare l’opera omnia di Coelho, per fare un esempio su tutti), questa notizia mi restituisce un gran senso di conforto.
in fede Teiluj il 29 Febbraio 2008
categorie: arte e letteratura, serius materials, società e cultura
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Avete mezz’ora di tempo?
Mezz’ora si, minuto più minuto meno, perché quello che vi propongo stasera non è il solito post “cazzone” alla Teiluj, no.
Quello che vi propongo (o propino, fate vobis) sono 26 minuti di musica; non una musica qualsiasi, no no, niente Daniele, Battisti, Lorenzo, le urla di Prince, i Police .. (Sto citando Silvestri, i fan più accaniti l’avranno capito, MA).. la citazione è casuale, direi estemporanea, arriva per un pura assonanza, nulla di più, perché in realtà non è nemmeno di lui che sto parlando..no..
Calma, non abbiate fretta di capire.. andiamo per gradi:
E’ sera, la città dorme.. notte fonda sarebbe ancora meglio. Avete vicino i vostri pensieri, il tepore dell’intimità con voi stessi, e davanti agli occhi Mandy: carina eh? Solare.. avvolgente.. rilassante.
Non ridete, non scherzo. E non aspettatevi la battutona finale.
Ve l’ho già detto.
Non ci sarà.
Ci siete solo voi.. le vostre cuffie (è tardi.. non vorremmo svegliare nessuno per la musica troppo alta) e questo magnifico pezzo.. Ecco, mettetevi comodi, chiudete gli occhi.. alzate il volume in cuffia, e lasciatevi catturare..
"Keith Jarrett
The Köln Concert
part I"
(clicca)
goduria dei sensi…
in fede Teiluj il 7 Febbraio 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, karma, serius materials
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Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.
Erotica - Ghiannis Ritsos
Niente, è che ho preso l’influenza. Di nuovo. Per la terza volta.
Leggo poesie per sedare la voglia assassina che sento ad ogni crampo allo stomaco.
C’è un esorcista in sala?
mi accontenterei anche di un medico..
in fede Teiluj il 4 Febbraio 2008
categorie: arte e letteratura, citazioni, sclero, sproloqui
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Tremate tremate le streghe son tornate ma che incipit del cacchio sarebbe salve mi chiamo teiluj e non impreco contro Berlusconi da 20 mesi e un giorno no non ci siamo troppo banale troppo corto ahahah corto/Berlusconi ahahah no no dai è una cazzata ma guarda il word mette la maiuscola automatica riconosce Berlusconi come nome proprio ma pensa te vabbè vabbè la ragazza che a 18 anni ha già avuto 50 amanti fosse ancora vergine farebbe più notizia no no niente che poi detta così non sta bene trito e ritrito però questa che tutte le sere impasticca il marito per farsela con l’amante ahhaha hai capito la signora melissa satta e bobo vieri e chi sarebbe melissa satta mah uhhh mi si è scheggiata un unghia certo che se crescono ancora un po’ non arrivo più ai tasti neanche a mano aperta che sporca ‘sta tastiera dove ho messo il pennellino oh ecco l’accendino cazzo un’idea nemmeno a pagarla riciclo qualcosa di vecchio e non ci penso più per altri 5 giorni ma si chi se ne frega mica me l’ha prescritto il medico toh di là c’è un nuovo commento fammi vedere..
in fede Teiluj il 26 Gennaio 2008
categorie: arte e letteratura, massimi sistemi, sclero, sproloqui
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Mi succede di rado, molto di rado, di essere incantata da un libro fino a provarne amore viscerale: il mio limite nei confronti della lettura è quello di non saper capire ed accettare stili di scrittura diversi da quello che piace a me, per cui, il più delle volte, non mi spingo oltre le prime dieci pagine di un libro che non sia immediatamente nelle mie corde. Leggere è un piacere, ed io non compio lo sforzo di “allargare i miei orizzonti” laddove questo piacere non si manifestasse in fretta.
Tutto questo per dirvi che mi sono innamorata. Mi sono innamorata di un libro. Non essendo un evento consueto, sento la necessità di urlarlo al mondo, come quando ci si innamora di una persona e lo si vorrebbe dire a tutti tanto sono forti i tumulti emotivi che avvengono dentro di noi.
L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery: questo il libro che mi ha rubato l’anima; e non posso aspettare di finire di leggerlo (un paio di notti e ci sono) per decantarlo; non resisto più.
Questo libro fa la differenza tra ciò che significa scrivere e ciò che significa saper scrivere. Piega la “parola” all’Arte di usarla, o meglio la innalza; senza la necessità di vomitare alberi declinati in tutte e quattro le stagioni ma sempre uguali e uccelletti canterini sui rami, sempre gli stessi anche loro nella letteratura contemporanea, per suscitare (o elemosinare?) una qualche emozione.
E’ la rivincita dei raffinati periodi lunghi su quelli brevi (ormai evangelizzati dalla maggioranza dei linguisti (?) e grazie ai quali i libri sono sempre di più raccolte di “singhiozzi” che non “tripudi del linguaggio”).
Pagherei per saper scrivere con altrettanta eleganza, raffinatezza, padronanza della lingua (a tal proposito un dovuto encomio va ai traduttori dal francese: Emanuelle Caillat e Cinzia Poli)…
Qui di seguito un estratto che è comunque poca cosa rispetto al tutto, ma che ho scelto per lo spirito e l’intenzione con cui nasce questo post:
"Apro la busta e leggo questo breve messaggio, scritto sul retro di un biglietto da visita così patinato che l’inchiostro, trionfando invece su costernate carte assorbenti, si è sbavato leggermente sotto ogni lettera.
Madame Michel,
potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria
questo pomeriggio?
Passerò a prenderli questa sera alla guardiola.
La ringrazio anticipatamente,
Firma scarabocchiata
Non mi aspettavo una simile ipocrisia nell’incipit. Mi lascio cadere sulla sedia per lo shock. Mi chiedo, tra l’altro, se non sono un po’ pazza. Quando capita a voi, vi fa lo stesso effetto?
Guardate:
il gatto dorme.
La lettura di questa frase insignificante non ha risvegliato in voi nessun sentimento di dolore, di sofferenza? E’ legittimo.
Ora:
il gatto, dorme.
Ripeto affinché non sussistano ambiguità:
il gatto virgola dorme.
Il gatto, dorme.
Potrebbe, ricevere.
Da una parte abbiamo un uso prodigioso della virgola che, prendendosi delle libertà con la lingua, che di solito non l’ammette prima di una congiunzione coordinativa, ne esalta la forma:
Mi hanno rimproverato non poco, e per la guerra, e per la pace..
E dall’altra abbiamo le sbrodolature su carta velina di Sabine Pallières che trafigge la frase con una virgola divenuta pugnale.
Potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria?"
Un consiglio appassionato: LEGGETELO!
P.S. Buon anno a tutti!
in fede Teiluj il 1 Gennaio 2008
categorie: arte e letteratura, consigli appassionati, eventi, serius materials
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera frasi
E questi chi sono???


