Ve lo dico subito: è un meme. E però l’idea (appresa da catepol) mi è piaciuta assai perciò aderisco e rilancio volentieri. Si tratta di rispondere a 16 domande con un’immagine, la prima che google images offre digitando esattamente quella che è la nostra risposta. Solo un’immagine, niente parole. Queste le mie:
in fede Teiluj il 6 Aprile 2008
categorie: a tema, massimi sistemi
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Questo è un estratto di quel che è avvenuto domenica scorsa :
[youtube]Dw3DB_HF_OU[/youtube]
Il tema di stasera sarà: “La settimana corta di Vespa e la coda lunghissima della blogosfera - come la disinformazione generalista riesce ad aggregare le conversazioni dal basso nella blogosfera italiana”.
Il canale per seguire in diretta (dalle 22:00) il web a web dei blogger è http://www.mogulus.com/manfrys.
Io naturalmente non me lo perderò.
in fede Teiluj il 2 Marzo 2008
categorie: a tema, comunicazioni di servizio, consigli appassionati, eventi, gemellaggi, società e cultura
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Poniamo il caso che avessi deciso di partecipare ad una specie di “gioco di ruolo” su blog. E poniamo il caso che a questo gioco ciascuno fosse chiamato ad impersonare un/una single famoso/a (dello spettacolo, della letteratura, del cinema, dei fumetti etc) . E poniamo il caso che io non sapessi decidermi nella scelta..
Voi, chi mi consigliereste?
in fede Teiluj il 10 Gennaio 2008
categorie: a tema, comunicazioni di servizio, eventi, gli splinderelli, massimi sistemi, sclero
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Si, avete capito bene, oggi faccio sciopero! Perché va bene che ogni tanto un blogger medio come me debba essere costretto a continuare una delle solite, innumerevoli, odiose, fottute catene di sant’Antonio, solo per far piacere ai propri lettori, perché non si debbano mai sentire snobbati, ma quando è troppo è troppo! Questa volta Novecento passandomi questa ha segnato il limite, perché è in assoluto la più insulsa, stupida e insignificante tra le più stupide, insulse e insignificanti catene che mai mi furono passate! Perciò io mi rifiuto, si si, mi rifiuto di proseguire e spezzo la catena, ZAC! Ecco; succeda quel che deve succedere, non sono mica superstiziosa, IO! E già che ci sono, lasciatemi DIRE che non se ne può davvero più di leggere catene sui blog, e che diamine! Possibile che non abbiate niente di meglio da scrivere? Che ne so, una recensione al mio blog, per esempio, o se proprio non avete niente da dire, FATEVI un giretto con gli amici, o con la morosa, ché non è mica obbligatorio bloggare proprio tutti, tutti i giorni! Prendete esempio da me, che oggi vi dimostro di che stoffa son fatta opponendomi al sistema-catene, sarò coraggiosa?! E non ci provate nemmeno ad intimorirmi dicendomi che mille mali mi coglieranno, io me ne infischio, ci rido sopra: ah ah! Piuttosto che piegarmi ancora a questa tirannia da quattro soldi, che ha presa, diciamolo, solo sui poveri di spirito, BACEREI il culo al mio furetto (dio l’abbia in gloria) Se fosse ancora con me!
Perciò, fate tesoro di questo messaggio che VI LASCIO, ribellatevi, siate coraggiosi, ché la sfiga non esiste.. e se anche ci fosse, si può sempre tentare di prenderla per il culo..
in fede Teiluj il 7 Gennaio 2008
categorie: a tema, gli splinderelli, sclero, sproloqui
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Dieci canzoni, in ordine sparso, che avrei voluto scrivere io tanto mi somigliano (in un modo o nell’altro).
Onorano l’ennesima simpatica catena, passatami stavolta dalla cara amica UnaBlasfema, che mi ha fatto sudare neanche fosse un lavoro per mettere insieme questo post:
1) Il sogno di Maria – Fabrizio De André [video]
Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d’ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena
2) Quanto t’ho amato – Roberto Benigni [video]
Quanto t’ho amato e quanto t’amo non lo sai
non l’ho mai detto e non te lo dirò mai
nell’amor le parole non contano conta la musica
3) Giro in si – Daniele Silvestri [scaricatevela]
Potevi usare parole migliori
potevi dire “non va così”
io volevo regalarti solo accordi maggiori
e invece hai scelto un giro di si
4) Teardrop – Massive Attack [video]
Gentle impulsion
Shakes me makes me lighter
Fearless on my breath
5) While My Guitar Gently Weeps - The Beatles [video]
I don’t know how you were diverted
you were perverted too
I don’t know how you were inverted
no one alerted you
6) Futura - Lucio Dalla [scaricatevela]
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
7) Pezzi di vetro – Francesco De Gregori [scaricatevela]
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
“è mia”; sottindente la vita
You’re So Vain – Carly Simon [video]
You had one eye in the mirror as you watched yourself gavotte
And all the girls dreamed that they’d be your partner
They’d be your partner, and…
You’re so vain, you probably think this song is about you
9) Europa – Carlos Santana [video]
pappàpappàpa..pàpàpààààà..
pappàpappàpa..pàpàpààààà..
10) Ultimo amore – Vinicio Capossela [video]
e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar
Chi volesse rifarla me lo dica ed io aggiungerò i nick come se li avessi nominati io
Gli S-MAN del contenebbia.
Prima di quel giorno, un fatidico venerdì 13 di novembre, alle 13 e 13 minuti, Scarlett era ancora una bambina. Incredibilmente dolce e gentile, generosa e accorta, sempre sorridente e allegra.
Suo padre, ultimo discendente di una segreta progenie europea del Mahatma, era sempre stato orgoglioso della sua bambina: “riccioli d’oro”, “bocca di fragola” ,“guance di zucchero”, “occhi di stella” erano solo alcuni degli innumerevoli epiteti che riservava solo a lei, la sua dolce piccola, la luce dei suoi occhi.
Quando la piccola proferiva parole, pronunciate con una vocina sottile e melodiosa, quelle somigliavano ai fiori sui peschi in primavera, sembravano profumare di vaniglia, e qualcuno giura di aver visto una luce soffusa scaturire dal suo alito e avvolgerla durante il suo primo discorso in pubblico, sull’altare per la prima comunione.
A scuola era sempre stata la “migliore amica” più ambita da tutti, maschi e femmine; si faceva interrogare al posto dei compagni impreparati, spezzava la sua merenda e la divideva con quelli che non l’avevano, e se qualcuno per scherzo le tirava i capelli lei sorrideva, di un sorriso che illuminava la stanza e porgeva l’altra ciocca. Era proprio un amore di ragazzina, pura, fresca, pulita. Fino a quel giorno.
All’età di 13 anni, un venerdì 13 di novembre, alle 13 e 13 minuti la piccola Scarlett ebbe il suo primo ciclo. Era sola in casa quel giorno, ma sapeva cosa le stava succedendo: era diventata Donna.
Però accadde qualcosa d’altro, che non riusciva a capire, perché non era così che le avevano spiegato fosse diventare Donna: la vista le si annebbiò improvvisamente mentre tirava lo sciacquone del water, un afflusso violento di sangue alla testa le fece avere un capogiro e quando si riebbe il suo corpo era ricoperto di squame o almeno così le parve di sentire sotto le mani reggendosi la fronte. Corse allo specchio mentre il suo respiro le sibilava nelle orecchie e le squame erano lì, rossastre e lucide, a guardarla con occhi fosforescenti. “Cazzo”! fu l’imprecazione che le venne fuori di primo istinto, non capì nemmeno come, e dietro alla voce ruvida, le sue labbra screpolate lasciarono uscire microscopici rospi gialli e blu che si dissolsero come bolle di sapone immediatamente dopo la “o” del “cazzo” appena pronunciato.
Nei cinque giorni a venire Scarlett incendiò la scuola presa da un impulso irrefrenabile di distruzione; fece piangere, nell’ordine, un amichetto dell’azione cattolica sfottendolo selvaggiamente per i suoi brufoli in fronte, una vicina di casa che l’aveva distrattamente urtata incrociandola, alla quale rivelò che il marito se la faceva con la segretaria e che in paese lo sapevano tutti tranne lei; e una scolaresca elementare in visita al museo di storia naturale, cui raccontò che una volta tornati a casa gli spiriti dei dinosauri li avrebbero sgranocchiati e vomitati chissà dove.
Dopo cinque giorni di veglia ininterrotta, in cui questo, ed altro di inenarrabile avvenne, Scarlett cadde in un sonno tanto profondo da non lasciare il ricordo dei sogni fatti, e all’alba del giorno seguente tornò la ragazzina angelica e simpatica e buona e gentile e sorridente di cinque giorni prima. Correva l’anno 1991.
Oggi Scarlett è una Donna adulta, ma da quel fatidico venerdì 13 di novembre, alle 13 e 13, ogni mese, per cinque giorni, il suo corpo si ricopre di squame rossastre e lucide, i suoi occhi diventano fosforescenti, sulla sua voce ruvida viaggiano microscopici esseri immondi e tutti quanti si imbattono in lei, piangono di un pianto eterno.
in fede Teiluj il 21 Maggio 2007
categorie: a tema, greatest hits
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Se dicessi che il maggior numero di libri che ho letto nel corso della mia esistenza si impernia sulla letteratura poetica, nessuno mi crederebbe, o peggio invece si..
Una gran verità è che sono una schifosa snob in fatto di libri, della peggior specie. Prediligo i classici della letteratura alla narrativa post-moderna (intendendo con post-moderna tutto ciò che ancora non è finito nella storia della letteratura, e sperando, in alcuni casi, che mai ci riesca), ed è altresì vero che per lo stesso motivo non ho un bagaglio sconfinato di letture portate a termine.
Come mea culpa credo sia sufficiente. Detto questo, come catena malefica passatami da Novecento vuole, passerò in rassegna tre libri che consiglierei a tutti, e poi, con tutto l’acido che la sindrome premestruale è capace di infondermi, vi parlerò anche di tre libri che invece ho iniziato, e mai finito, perché scagliati via lontano con disgusto. Da brava schifosa snob, appunto.
TRE RECENSIONI PRO:
“Il Maestro e Margherita” – Michail Bulgakov
[…] Dimostrava una quarantina d’anni. La bocca storta. Ben rasato. Bruno. L’occhio destro nero, quello sinistro, stranamente verde. Sopracciglia nere, ma una più alta dell’altra. In poche parole, un forestiero.
Il diavolo in persona, e la sua brigata di bizzarri figuri si aggirano nella Mosca stalinista degli anni ’30, portando scompiglio nelle vite di chi li incrocia. E’ un romanzo magico, che intreccia storie e suggestioni per mezzo di artifici allegorici ed eventi fantastici. Surreale, metafisico, satirico, tragicomico; non è una lettura rilassante, ma tiene col fiato sospeso e fa palpitare il cuore. Travolgente e affascinante, ogni personaggio ha una forte caratterizzazione ricca di sfumature. Mai ostentato, né scontato.
“I dolori del giovane Werther” – J. Wolfgang Goethe
[…]pigrizia e malintesi producono in questo mondo forse più imbrogli di quanto non facciano gli inganni e la cattiveria. Per lo meno questi ultimi sono certamente più rari.
Da emblematico caposaldo dello Sturm und Drang qual è, questo libro è splendidamente stucchevole e lacrimevole. Il linguaggio usato, il tenore generale delle lettere di Werther di cui è composto, i personaggi che egli stesso ci racconta, i paesaggi, tutto potrebbe esser riscritto in versi senza spostarsi di significato. Sconsigliato quindi a chi non ha una particolare simpatia per il genere. Io l’ho letto tre volte, per il gusto di piangere ancora dopo la prima.
“Il linguaggio dimenticato” – Erich Fromm
[…]nei nostri sogni non soltanto siamo meno ragionevoli e meno discreti, ma siamo anche più intelligenti, più saggi e più capaci di giudicare che non quando siamo svegli.
Ovvero il linguaggio dei sogni, e dei simboli più in generale, analizzato da chi fra i primi finalmente ha segnato un’evoluzione rispetto alla psicanalisi di Freud, pur essendone un diretto discendente. Illuminante e rassicurante per certi aspetti, un saggio che scorre come fosse un testo narrativo; lo lessi quando la mia attrazione per la psicologia era forte della mia curiosità adolescenziale, e mi ha arricchito tanto in termini di sicurezza, rispetto a cose che potevo solo immaginare probabili.
Con la cognizione di oggi, posso definirlo un libro interessante anche da un punto di vista più filosofico.
“Va dove ti porta il cuore” – Susanna Tamaro
Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie. Questa mattina, in giardino, mi sono fermata a lungo davanti alla tua rosa. Nonostante sia autunno inoltrato, spicca con il suo color porpora, solitaria e arrogante, sul resto della vegetazione ormai spenta.”
Il trionfo della banalità e della pesantezza. L’emblema del sentimentalismo ostentato, e cercato a fatica, e ad ogni costo. Il testo trasuda di innaturale partecipazione compassionevole, il linguaggio è ruvidamente tenuto insieme da macchinose quanto poco convincenti esposizioni pseudo-romantiche che sembrano dire per ogni virgola:” e adesso che cazzo mi invento”. Cestinato dopo circa trenta pagine per nausee violente.
“L’Alchimista” - Paulo Coelho
Il ragazzo si chiamava Santiago. Stava cominciando a imbrunire quando giunse con il suo gregge davanti a una vecchia chiesa abbandonata
Mistico e profetico oltre i limiti dell’umana tolleranza. C’è questo pastorello di dubbio equilibrio psichico che gironzola attraverso il nulla e intrattiene rapporti ambigui con le sue pecore. Si inseguono e si ripetono allo sfinimento precetti divinatori stile “io sono la via la verità la vita”, misti ad allucinazioni karmiche. Ho riso tantissimo. Dimenticato da qualche parte dopo qualche capitolo.
“La rabbia e l’orgoglio” – Oriana Fallaci
[…]sono molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso.
Questo il tenore che si respira fin dalla prefazione. Incute terrore. Prima di qualsiasi possibile commento, fa paura.. Restituito all’imprestatario immediatamente dopo il punto. Della prefazione, appunto.
Giro la catena a campanellino, hubrys e coprofilo. Nella mia infinità bontà amplio le condizioni di questa catena maledetta, in modo tale che i tre prescelti possano decidere liberamente di recensire tre libri IN , oppure tre libri OUT, oppure tre In e tre OUT.
in fede Teiluj il 5 Marzo 2007
categorie: a tema, arte e letteratura
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???


