lettera a babbo natale o chi per lui
2011
Caro babbo natale,
non ci siamo lasciati bene l’anno scorso, io ti sputavo sulla barba e tu non capivi perché. Mi hai portato carbone, randelli e un lungo anno di sgambetti e graffi sulla faccia, ed è stato difficile – molto – tamponarmi col cotone e il disinfettante con due mani sole.Ho smesso, in quest’anno, molte più cose di quante tu potrai portarne mai a qualsiasi bambino del mondo, e mai a me, che sono cattiva solo nella tua testa, vecchio maledetto imbecille e tronfio. Ma non ti odio: lo sanno tutti che non esisti e devi soffrire già molto per questo, e io, anzi, ti capisco (se mi odii tu a me).
Ora l’anno è quasi finito. A fine anno tutti i bambini si mettono seduti al tavolo e fanno i conti, con un grafico apposito, fanno un bilancio. Anche io faccio il mio bilancio, anzi l’ho fatto poco fa, mentre tornavo a casa dopo aver fatto la spesa al supermercato, quello in centro, che raggiungo a piedi in dieci minuti e sta proprio dietro la chiesa tonda. Quella da dove si vede bene tutta la piazza che di sera è illuminata dall’alto, cioè, non proprio la piazza è illuminata, semmai i palazzi e i portici, li illuminano perché si vedano bene anche di sera, che poi di sera così illuminati si vedono meglio, per l’artificio delle luci.
Ho comprato lo zucchero, il caffè, e siccome c’erano le castagne ed è inverno, ho preso anche quelle. Poi sono tornata a casa, e sotto casa ho visto che hanno messo su, nella piazzetta sotto casa mia, una giostra, di quelle coi cavalli e le altre figure da giostra che girano in tondo, però un po’ piccola. E’ buffa.
Sto iniziando delle cose dopo averne smesse tante per tutto l’anno, nemmeno lo sapevo che le stavo iniziando perché non si vedono, uno non ci fa caso, e io non ci ho fatto caso finora. Anche farci caso per esempio è una cosa che sto iniziando. O congelare il pane, ho anche iniziato a congelare il pane, che non l’avrei mai detto, ma quando poi lo scongeli, il pane, e lo mangi subito, ancora caldo, è più buono perché è come fresco, ma caldo.
Insomma sto bene.
Come chi riesce a pensare anche a cose inutili, leggere, per una giusta quantità di tempo al giorno. Ogni giorno, magari per tutto l’anno. Sto iniziando a riuscirci, senza farci caso, e facendo caso al fatto che non ci faccio caso.
Quindi quest’anno, caro babbo natale, facciamo così – dillo anche a tuo compare gesù bambino – quest’anno, non portarmi niente.
2 commenti
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mi pare un bilancio positivo no? hai comprato anche le castagne …. a chi le mangia so che mettono un sacco bene …. io non le mangio, non mi piacciono
L’importante è stare bene poi Babbo Natale il pacco ce lo tirerà sicuramente quest’anno.