sangue alla fragola
2010
Il giorno in cui iniziò l’estate c’era afa in ogni angolo e corpi morti buoni da ardere, e carni putrefatte a destra, e spiritelli ciechi a manca. Un’accozzaglia di tepori sciatti e unto, grasso unto galleggiante a metà tra la terra e le bestemmie a un dio generico facevano da tappo. Di sughero, o di cemento, difficile intuirlo dal peso specifico, meno ancora dalla data riportata in calce.
Quello stesso giorno tornando a casa un postino morì, un maiale annegò, e un incendio si estinse, o così raccontano quelli, alcuni di quelli.
Poi successe qualcosa di improvviso, proprio all’ultimo capoverso, appena prima della parentesi tonda, proprio mentre l’estate iniziava, successe il finimondo.
Tutti i cadaveri si chiusero in casa a cercare riparo, chili di pan grattato ricoprirono i marciapiedi scivolosi, vento, bufera, cani esplosi fuggivano via, odore spesso ovunque, carni avvolte in morbide forme, sangue alla fragola, e un amore, un maledetto amore enorme, gigantesco, con un sorriso mai visto si distese negli occhi
5 commenti
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Questi maledetti amori enormi
che si distendono negli occhi e nei sensi
e poi durano anni, mesi o solo giorni,
senza chiedere nemmeno “che ne pensi?”…
Profuma di malinconia.
Non profuma di malinconia.
Puzza di lacrime e cattiveria.
Innocente. Un pò come quando un bambino si arrabbia.
Niente come l’estate predispone alle malinconie apocalittiche. Per questo il Sommo Emarginato ci ha fatto dono dei ventilatori e delle Arie Condizionate.
L’amore che fa soffrire prepara ad accogliere l’amore che dà gioia per l’eternità