Corollario
2010
Alla fine non conta niente, disse, e fu l’inizio.
Mi vedete? Sì? Voi credete di vedermi, e io voi. La realtà dei fatti è invece un freddo nulla che ci separa alla nascita e ci tiene lontani per tutta la durata della vita. Io, te, loro, quelli là, uguali a niente. Predicati nominali con l’eco, rumori di petto, materia inutile. Questo è, questo siamo. E non fare quella faccia, su, hai la faccia da aggettivo qualificativo, guardati. Non guardare me.
Poi prese un bicchiere dallo scolapiatti e ci versò un punto fermo, nero e logoro come un cuore vecchio e logoro sbattendo due o tre subordinate sul tavolo.
Tieniti pure il resto. A me non serve più.
2 commenti
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Il ciclo di vita, direi. E comunque – quando mi guardo – continuo a vedere avverbi, avverbi di modo che non sono a modo per niente. Tipo maleducatamente.
La verità è che siamo tutti interiezioni. Alcune belle, altre meno.