Archivio di dicembre 2009

Rien ne va plus

sabato, 26 dicembre 2009

Eravamo io, il pesce pelotudo e lo spettro del natale presente.
Io facevo la calza, lo spettro del natale presente guardava un film su babbo natale, il pesce pelotudo, niente, faceva il pesce pelotudo.

A un certo punto lo spettro del natale presente alzò il dito e disse: “ehi pupa, molla lì quella mezza calzetta e andiamo a fare un giro” “Sei pazzo” risposi allora continuando a sferruzzare indòmita, io “non vedi che fuori è Natale?” – “Ah” – disse lui – “Eh” – dissi io – “vabbe’” – aggiunse poi – “vabbe’” – conclusi io. E il pesce pelotudo, niente, faceva il pesce pelotudo.

A un certo punto lo spettro del natale presente alzò il dito e disse: “ehi, bambola, molla lì quel groviglio di lana e andiamo a guardare la neve dalla finestra” “Sei pazzo” gli dissi ancora “non vedi che la neve è Natale?” “ma che cazzo” disse lui “quel che dico anch’io” dissi io. E il pesce pelotudo, eccetera eccetera.

A un certo punto lo spettro del natale presente fece per parlare ancora, aveva appena preso fiato, stava per tirar su quel suo dito rachitico quando io balzai come un gatto sulla sedia e con lo slancio di un felino gli saltai addosso, infilzandolo con un ferro da maglia in mezzo agli occhi. “Come non detto” disse lui. “amici come prima” dissi io. E il pesce pelotudo.

L’odio dell’amore

lunedì, 14 dicembre 2009

Dicembre ha gli occhi di un assassino feroce, sputa odio e frusta dolore, Torquemada a  forma di vento,  ripugnante bestemmia ancestrale.
Entra in casa pisciando sangue, rovista nell’intimo con le mani sporche, grasse, nauseabonde, e paralizza tuo padre. Sette volte lo paralizza, dall’emisfero destro al ventricolo sinistro, il tuo ventricolo sinistro, affondando i denti lerci schifosi sulle arterie che trova e causandone decomposizione improvvisa.
Dicembre è un bambinello con la bava alla bocca e gli artigli alle mani venuto nel nome del signore a depredarti del muscolo che gli uomini di buona volontà usano chiamare cuore, per figurarsi un dio al posto di quei fiotti di sangue che sgorgano della carne umida e pulsante.
Dicembre ci prova a privarmi di me, mi massacra e mi tortura gli affetti, li tiene in ostaggio e gli ruba la bocca per impedir loro anche di piangere il dolore che impone; è così che  si prende gioco dei belli e li appaia ai malvagi per gusto meschino, per sentirsi invincibile come la morte, per farsi grande con questa piccola vita. Dicembre, perfido e impietoso,  dammi retta, lascia stare: è inutile insistere con squallidi vessilli neri al mio albero, schiacciandolo con il peso del tuo: ho più palle di te tra gli addobbi, e un angelo nero rabbioso, più forte di te e col sangue negli occhi, fa la guardia per me alle pupille dell’oggi, contandomi i sogni sulle ceneri appuntite delle tue misere perfidie.

Il mio contributo alla ormai tradizionale raccolta  Post sotto l’Albero , che raccoglie centinaia di altri post di numerosi blogger sul tema del Natale. Un grazie a  Sir Squonk, che ne è il papà