scritto da Teiluj on greatest hits, sclero, storie
7 commenti
C’erano scatole divise per forma, dimensione e colore. Scatole grandi, scatolette, scatoloni, e dentro le scatole spesso altre scatole, non sempre più piccole. C’erano fiocchi, e nastri rosa e rossi, e scatole. Se ne stavano lì, incastrate l’una con l’altra in ordine sparso, nel senso orizzontale del peso e in quello verticale dell’età, ma non sempre. A volte infatti occupavano gassose angoletti sospesi, o il soffitto, in barba all’ordine e alla linearità delle altre. Erano scatole cialtrone o eccentriche. O solo maleducate. Tutte dipinte di sesamo e pane caldo, caldo come quando è fresco, il pane. Alcune avevano forma romboidale, altre erano ellittiche, piramidali, quadrate, tonde e a semicerchio, con gli spigoli incazzati o tondeggianti e soffici come mozzarelle di bufala. Altre ancora erano a forma di occhio azzurro, di palude, di stecco del gelato o di arrivederci. Mille e mille scatole multicolori e multisapori tutte piene zeppe di cose.
Tags: alcolismo, allegorie, allucinogeni, immaginifico, metafore, proesia, ricordi, scatole, vita
L’ho riletto due volte, la seconda sentendomi un vecchio barbogio …
Poi ho letto la prima tag ed ho capito, trovando conferma nelle successive.
Flavio, tu non Mi capisci le figure allegoriche!
Simpatico, potrebbe essere un racconto scritto sulla prima pagina della brochure IKEA..
chi dice che le mozzarelle di bufala sono “soffici”?….se ho notizie e sono di questo tipo comunque non ce la faccio a stare tranquilla… tutto bene Teil?
amica mia, stai tranquilla, sto solo giocando
Non so come fare a contattare il webmaster di questo blog perchè devo offrire una cosetta.. se legge sto messaggio magari mi contatta tramite mail: lasslo.net@gmail.com
sono io la webmaster. Prego utilizzare l’apposito form dei contatti. Grazie