C’erano scatole divise per forma, dimensione e colore. Scatole grandi, scatolette, scatoloni, e dentro le scatole spesso altre scatole, non sempre più piccole. C’erano fiocchi, e nastri rosa e rossi, e scatole. Se ne stavano lì, incastrate l’una con l’altra in ordine sparso, nel senso orizzontale del peso e in quello verticale dell’età, ma non sempre. A volte infatti occupavano gassose angoletti sospesi, o il soffitto, in barba all’ordine e alla linearità delle altre. Erano scatole cialtrone o eccentriche. O solo maleducate. Tutte dipinte di sesamo e pane caldo, caldo come quando è fresco, il pane. Alcune avevano forma romboidale, altre erano ellittiche, piramidali, quadrate, tonde e a semicerchio, con gli spigoli incazzati o tondeggianti e soffici come mozzarelle di bufala. Altre ancora erano a forma di occhio azzurro, di palude, di stecco del gelato o di arrivederci. Mille e mille scatole multicolori e multisapori tutte piene zeppe di cose.
Archivio di maggio 2009
Inn’amore
giovedì, 14 maggio 2009Gli innamorati, che tenerezza.
avvinghiati l’uno all’altra, l’una a l’uno.
E salivano,
gli innamorati,
l’uno verso l’altra.
dentro, anche.
sovente.
Ella saliva,
e la saliva di lei
si unisce all’una dell’uno, salivando.
Vanno e vengono, gli innamorati
ma sempre vengono, sopratutto.
Gli innamorati
che inn’amore.







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