A Chiare Lettere

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Notturna

4Luglio

Ore 2:37, rientro a casa. Posso asserire con fermezza che per quanto comode, ben ancorate alla caviglia, e dotate di zeppa, le scarpe da fighetta non son fatte per un lavoro che richieda continuo movimento. I miei piedi doloranti ma finalmente scalzi mi danno impietosamente dell’idiota già da un paio d’ore, mentre le mie puma morbide, avvolgenti, comode, e belle più che mai, sghignazzano alle mie spalle ben conscie del fatto che mi sono mancate tanto mentre mi aspettavano a casa. Tantissimo. Esperimento fallito e tesi confermata, dunque: chi lavora in piedi, con le scarpe alte, e sostiene di star comoda, è una bugiarda. Oltre che imbecille, naturalmente.

In compenso ora sono più saggia. E scalza; la birra fresca, rincasata insieme a me, mi sorride ( e le caprette mi fanno ciao ), dalla finestra aperta tira un venticello sottile, fresco anche lui; il tutto condito dal friggere delle casse del pc che sembra, tal quale, rumore di cicale (giuro). Una perfetta notte d’estate, insomma: silenziosa, fiacca, pigra e dondolante, come piace a me.

citazione del giorno:
La notte ci piace perché, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi.
Jorge Luis Borges
Categorie: karma | 6 commenti »

30 giugno, 30 anni

30Giugno

trent\'anni

Inaspettatamente non è cambiato nulla: niente rughe improvvise, nessun dolore al risveglio, i capelli non han cambiato colore e riesco persino a fare le scale esattamente come ieri. Tutto uguale quindi.
Tranne quel numeretto malefico che pesa come un macigno sulla coscienza che ho di me stessa, togliendomi la libertà di considerarmi ancora una preadolescente e costringendomi a pensarmi, senza via di scampo, adulta.
Tanto da averne soggezione e domandarmi se dovrei darmi del lei, come si fa con gli adulti, per l’appunto.
Potrò ancora ballare sui tavoli senza sensi di colpa? Potrò farmi ancora le codine anche per andare a lavorare? Potrò dire le parolacce per sentirmi grande e fare il dito medio a chi mi farà arrabbiare? Ma soprattutto, potrò ancora essere leggera, spensierata e impertinente conservando la stima dei miei coetanei (e oltre)?

Son domande retoriche, nessuno si azzardi a rispondere!
Una cosa seriamente, però, devo dirla: Grazie. Grazie a tutti quanti mi hanno dedicato un pensiero pubblico, cercata privatamente, o addiritura speso del tempo per confezionarmi degli audio-auguri! E siete tanti. Non mi aspettavo tanto affetto, e ne sono felice. Di cuore, grazie a tutti!

Intervallo.

25Giugno

Buone vacanze..

Sudare è umano. Ma tu te ne approfitti.

20Giugno

Giacché siamo ormai nella seconda metà di giugno, e l’estate tanto agognata dovrebbe ormai essere alle porte, mi preme riportare una semplice, ma immediata guida dedicata a tutti coloro che, specie in estate, appestano l’aria della Terra con la loro nauseabonda presenza sudaticcia.
Innanzitutto vorrei far presente che sudare è caratteristica di tutti gli esseri umani, e non appannaggio di pochi, ragion per cui la causa della tua aurea maleodorante non è da attribuirsi alla sfiga, né a nessuno degli dei della tua strana religione.
Lavarsi, e spesso, non è motivo di vergogna, non ha controindicazioni, favorisce la digetione (dei tuoi commensali) e incrementa la tua simpatia ai nasi degli altri.
Il deodorante non è un animale australiano, né un vezzo per sole donne. Usalo, sempre, e possibilmente dopo la doccia, non al posto di. Ne esistono, vieppiù, diversi tipi: spray, stick, crema, etc. e non serve richiedere un mutuo per acquistarne uno. Se non vivi da solo, e frughi in casa, sono certa che ne troverai uno anche lì.
Le maglie sintetiche (meglio il cotone, dammi retta) non sono adatte alle ore più calde del giorno, ma soprattutto vanno cambiate, spesso. Spesso, significa almeno una volta al giorno. E questo, per inciso, vale in generale per qualsivoglia indumento. Si, soprattutto intimo.
Il fatto che nessuno ti dica che puzzi da fare schifo, non significa che nessuno se ne sia accorto, ma solo che sei circondato da persone troppo ben educate, o sudicie a loro volta.
Tenendo conto di questi essenziali, piccoli, basilari accorgimenti, la tua vita sarà migliore, ma anche la nostra.
Qui, gratis per te, qualche consiglio pratico su come migliorare il tuo sex appeal

Autori&Co.

18Giugno

Si, ok, la vogliono in tanti. La chiedono in modi sommessi o screanzati, ma, alla fine, finiscono tutti per chiederla. Certo, uno direbbe, se me la chiedesse Brad Pitt gliela darei pure, non tanto per un fatto di appettibilità, ma solo per stare al gioco. A volte succede che me la chiedano addirittura su MSN, e si che quelli di MSN te li immagini sempre con un ghigno al lato della bocca, si trattasse anche di madreteresa78, però a loro non gliela do. No, non è che mi piaccia particolarmente tirarmela, ma bisogna aver creanza in questo mondo, e se non ci metti la faccia, saran fatti miei, ma la creanza non riesco a immaginarmela come un tronco d’uomo. E poi succede invece che certe volte, a tarda notte soprattutto, quando ti rimiri le tue figurine colorate su questa pagina, ti vien voglia di darla così, senza una ragione, magari ad uno che non conosci. E allora son io a fare la mossa, a insinuare un piccolo dubbio, o a creare l’aspettativa.
E vedi che son tutti là a sbarrare gli occhi. Bisogna essere sinceri, questa cosa mi appaga, perché se uno te la chiede è perché in fondo la risposta se la immagina già. E se alla fine gliela dai così, senza un motivo, magari lo spingi a farsi la domanda da solo. E se alla fine resta lì, a decifrarti gli occhi con gli occhi, è perché quella tua risposta magari la sapeva già dall’inizio: ma certo, Juliet al contrario!

Il post del giorno è stato gentilmente offerto da terzadicopertina.com, della azael&azael communication.
Ché mica posso aver sempre voglia di scriverci io, su ’sto blog.

La dura legge del bar

17Giugno

Benché quella della ristorazione da bar sia un’attività che conosco ormai piuttosto bene, tutte le volte che mi ci riavvicino dopo un periodo più o meno lungo di lavoro altro, riesce a stupirmi come fosse la prima volta.
Si perché la clientela tipo del bar ha i connotati di un esemplare raro al mondo, diverso da tutti gli altri esseri umani al mondo. Quando un essere umano qualunque va al bar, si trasforma, subisce una metamorfosi, e diventa “il cliente da bar”, declinato ogni volta in una forma nuova, a seconda delle circostanze, della stagione, e, dicono anche taluni, a seconda della congiunzione astrale nel segno in quel preciso momento.
Prendi, ad esempio, il cliente tiratardi: arriva sistematicamente quando hai già sparecchiato, ripulito, e chiuso la cassa pregustando mentalmente il tuo cuscino che ti aspetta, lì, sul tuo lettuccio adorato. Il tiratardi entra nel locale quasi a tentoni, perché hai già spento tutte le luci e tu stesso ci vedi a malapena, ed esordisce con la fatidica frase: “state chiudendo?“. No, abbiam tirato giù la saracinesca perché ce la tiriamo così tanto che i clienti li facciamo strisciare, per concedergli di consumare da noi. Pirla.
Per non parlare poi del cliente viziato; quello che il caffè lo prende lungo, ma non troppo, macchiato caldo, ma con poco latte, e senza schiuma per carità, la pasta la vuole con la crema, ma senza zucchero a velo sopra, e per favore su un piattino, tagliata in due, ché la camicia è appena lavata. Il viziato è lo stesso che mentre consuma la sua colazione al tavolo ti chiama continuamente per una cosa diversa: “mi presteresti una penna?”, “per caso hai anche un foglio di carta?”, “scusa avresti una sigaretta, sai, sono appena uscito e non le ho ancora comprate”, “che sbadato, avresti anche da accendere?”. Certo, e poi? Vuoi anche due fettine di culo? E’ tagliato fine, eh.
(continua, oh, se continua…)

Sono in ritardo, sono in ritardo

16Giugno

Il mio tempo libero sta per subire una drastica riduzione. A partire diciamo da.. ORA.
Mi sento un po’ come il bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie con il suo odioso orologione al collo.
Intanto, però, vi aggiorno su un paio di cosette interessanti per chi ama la vita mondana del blogger: per prima cosa, come potete vedere dal player violetto in alto a destra, è nata una nuova, splendida webradio; al momento ancora in fase di test, anche se ascoltandola non si direbbe. Consiglio: quando il player segnalerà la trasmissione in corso, non perdetevi le strabilianti avventure di Rick, MirrorMasque e i loro splendidi ospiti.
Seconda cosa: si è svolta sabato sera a Chieti la prima PlurkBeer al mondo, e naturalmente, io c’ero. Qui, potete trovare una serie di scatti della serata.
E adesso, di corsa, mi dileguo!

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