“oggi sono qui. E’ una bella giornata di sole e l’aria è fresca: così mi è venuto in mente il tuo sorriso” .
la cartolina è di qualche anno fa, ma tutte le volte che mi ricapita tra le mani, mi va il cuore in giuggiole ed il mondo improvvisamente si tinge di una perfezione che non gli appartiene.
Tanto da sentire la necessità di raccontarlo a tutti: questo è il mio papà.
Lo so che non sta bene prendersi gioco del prossimo. Lo so che non è bello ridere alle spalle degli altri.
Ed infatti, io non riderò; sarò seria, composta, e professionale.
Anzi farò di più: mi renderò utile, sarò solidale e partecipativa, e non riderò.
A patto che mi aiutiate voi a trovare una soluzione per quel poveraccio che è arrivato qui cercando “capogiri dopo la defecazione”
1) smettere di fumare;
2) avviare una seria attività fisica;
3) leggere meno blog, e più libri;
4) andare a dormire ad orari decenti;
5) mitigare gli istinti omicidi;
6) mantenere i buoni propositi al risveglio.
Ho voglia di parlare d’amore.
L’amore inteso come alchimia, come incantesimo che spinge due persone l’una verso l’altra; l’amore romantico.
Un mio professore universitario, qualche anno fa, introducendo la sua lezione su Catullo definì l’amore più o meno cosi:
ciascuna esistenza umana concreta non è altro che un sistema. Un sistema psichico, che in fase di apertura comunicativa stabilisce un rapporto di fusione, comunicativa giustappunto, con un altro sistema psichico, anch’esso aperto in quel momento alla comunicazione. Pare che questa fase racchiuda e manifesti al contempo, nell’atto relazionale, primordiali e intrinseci bisogni emotivi genitoriali. L’intimità fisica, legata alla nostalgia delle carezze della madre, o del padre, e il consequenziale senso di protezione che ne derivava, nonché il desiderio di possesso esclusivo della stesso, pare siano l’epicentro di tale fenomeno, destinato comunque a dissolversi in breve tempo. Due sistemi psichici, infatti, rappresentano due infiniti e complessi universi emotivo-caratteriali a sé stanti, ragion per cui è altamente improbabile che la comunicazione rimanga aperta e prolifera, per un tempo tendente all’infinito.
Razionalmente, forse, è difficile dargli torto. Razionalmente.
Ma ho detto che voglio parlare d’amore. Dimenticate ciò che ho appena scritto. E dimenticate anche voi l’orrore che questa triste analisi mi procura.
L’amore non è mai razionale, né tanto meno ragionevole. Può essere ragionevole una scelta, può essere ragionevole una disamina, può essere razionale un processo logico, e due persone che si amano possono compiere scelte, certo, compiere disamine, certo, attenersi alla logica, si. Ma l’amore è altro.
Due persone che si amano possono contare i loro averi e decidere, in tutta ragionevolezza, se acquistare o meno quella determinata cosa. C’è amore in questo? Probabilmente no. Probabilmente ogni contingenza che la vita propone, nella sua quotidianità, non ha nulla che somigli all’amore. L’amore va ricercato piuttosto nella complicità di quello sguardo, mentre la cassiera batte uno scontrino lunghissimo, che ricalca inchiostro, cifre, e pensieri che scorrono all’unisono: le cosiddette “piccole cose”. Chi crede più alle piccole cose?
L’amore non è un contratto. L’amore non è una promessa, seppur condita di belle parole, con scadenza a termine rinnovabile. Eventualmente rinnovabile. No.
E’ piuttosto musica. O adrenalina. O estasi. O follia, agli occhi degli altri. Di tutti gli altri.
E’ una fatina che ti fa sussultare mentre ti sussurra in un orecchio, l’amore. E’ un calore forte, improvviso e insistente che corre all’impazzata sotto pelle, appena sotto pelle, l’amore. E’ quel sorriso che ti si stampa in volto, senza che tu te ne accorga, per una carezza al momento giusto, l’amore. E’ quell’unica, folle, certezza, che della certezza ha tutto il profumo, l’amore.
L’amore è quella molecola di te che distingui inequivocabilmente dalle altre, perché ne avverti fisicamente l’esistenza; perché pulsa, perché brucia, perché preme, e spinge tutte le altre a farti fare cose cui non sai, né vuoi, no che non vuoi, dire di no. Malgrado la ragione, quella stupida, possa opporsi. Lei, la ragione, cosa può saperne dell’amore..
Le donne, se brutte, hanno meno chance degli uomini, brutti a loro volta.
Donne brutte e uomini brutti non sono ugualmente brutti; a parità di bruttezza, tra un uomo brutto e una donna brutta, sarà sempre più brutta la donna.
L’uomo ha il diritto di essere, eventualmente, anche brutto. La donna invece, se è brutta, è anche colpevole della sua bruttezza.
Persino la vecchiaia favorisce gli uomini. Un uomo, anche se brutto, invecchiando, rischia di diventare affascinante. Una donna, quando invecchia, bella o brutta che sia, sarà brutta in ogni caso. Figuriamoci se è già brutta in partenza.
Avete mai sentito parlare del fascino della donna brizzolata? Nemmeno io.


in fede Teiluj il 20 Maggio 2008
categorie: dati di fatto, società e cultura
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La lingua italiana è una creatura straordinaria.
Ancor di più lo è l’italiano burocratico; creatura mitologica, direi in questo caso senza alcun timore di sbagliarmi. Per usare una massima imparata da poco al lavoro, potrei definirlo usando questa frase: “rendere difficile ciò che è facile, attraverso l’inutile”. Da annotare, ne converrete. La massima, intendo.
Inauguro oggi una nuova rubrica, dedicata a parole o espressioni di uso inconsueto, e per questo stesso motivo, per me, affascinanti. Qui, ne prenderò nota.
Apriamo quindi la rubrica con:
vieppiù: vi|ep|più
avv.
CO ancor più, sempre più
Varianti: viepiù, vie piùa tal uopo
uò|po
s.m.
LE spec. sing., bisogno, necessità: lo scudiero fedel subito appresta | ciò ch’al lor u. necessario crede (Tasso) [quadro 12]
Polirematiche
all’uopo loc.avv., loc.agg.inv. CO allo scopo, al caso proprio: fatto all’u.; al momento opportuno: capitare all’u.
(bibliografia)
Esercitazione:
componi cinque frasi che contengano le parole/locuzioni indicate.
Oggi inventerò una nuova religione.
Sarà intollerante, fiscale, mirata e con i paraocchi: una religione vera, proprio.
La divinità di riferimento sarà di genere femminile e sarà l’esempio supremo cui tutte le Donne dovranno ispirarsi per essere considerate degne di tale definizione, e quindi conservare la vita.
Chiameremo questa divinità Dionna®.
Dionna® ha a cuore le sue creature, legifera e si adopera affinché la specie si conservi perfetta.
Dionna® ti osserva, ti giudica, e ti punisce, non provarci neanche a nasconderti, Dionna® sa sempre dove sei.
Dionna® istituirà campi di sterminio e punizioni pesantissime affinché la sua Legge sia eternamente rispettata.
Dionna® purificherà il mondo da veline, letterine, schedine, bustine e cretine tutte, finché nessuna femmina impura infangherà più il creato della divina Dionna®.
Vuoi fare la velina? campo di sterminio, subito. Il rischio di contagio è altissimo, e Dionna® preserva dal pericolo le sue amate figlie. Hai gli arti palmati ed accenni di piumaggio? Dionna® ti purificherà: una bella doccia e non sentirai più niente. Non badare alla puzza di gas, è tutta salute. Di chi non ti è dato saperlo. Ti accompagni nei bagni pubblici con altre tue simili? Dionna® è misericordiosa, e controllerà se il gabinetto in questione sia o meno dotato di apposita chiusura di sicurezza, se si, ti sarà concessa una semplice ammonizione.
In caso contrario, morirari di stipsi entro e non oltre una settimana.
Grazie a questi, e tanti altri interventi divini, la suprema Dionna® ricostituirà la razza, per un nuovo ed intonso universo femminile, che finalmente sarà a sua immagine e somiglianza.
Le dionnine cresceranno sane, libere dal peccato e da Adriana Volpe. Distingueranno il bene dal male, la destra dalla sinistra agli incroci e sapranno contare persino più di 10 biglie. Senza l’ausilio del pallottoliere. Le greggi sataniche del rituale dell’8 marzo saranno solo un brutto ricordo, e anche le bionde sapranno sculettare sorridere e pensare. Contemporaneamente.
Lode a Dionna®, nei secoli dei secoli.
in fede Teiluj il 15 Maggio 2008
categorie: donne, greatest hits, sproloqui
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








shakespeare amore poesia angeli
E questi chi sono???


