Ci sono. Latitante, distratta e di corsa, ma ci sono. Stop.

Nuovo lavoro procede bene. Stop.

Già ora della nanna. Stop.

Presto ulteriori ragguagli. Stop.

 

in fede Teiluj il 11 Marzo 2008
categorie: comunicazioni di servizio

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Kirk Cameron - Mike Seaver

Kirk Cameron. E’ stato il mio primo "sex symbol". Parlo di quando facevo ancora le scuole medie, e la sera, prima del telegiornale, pregavo papà di lasciarmi guardare "Genitori in blu jeans" - per favore, per favore, per favore - , la sitcom che mi ha accompagnato  fino alle porte dell’adolescenza vera. Kirk Cameron interpretava "Mike Seaver", ed io avevo poster, figurine, immaginette, santini e cretinerie varie, da brava preadolescente esaltata tutte raffiguranti il suo bel faccino.. Oltre che di bell’aspetto, il personaggio Mike Seaver era simpatico, divertente, spiritoso, e, diciamolo, anche un po’ bastardo come tanto piace alle donne. Donne di undici anni in questo caso, ma già comunque geneticamente compromesse, sotto questo punto di vista. Il modello del ragazzo ribelle, fuori dagli schemi, ed anche un po’ paraculo. Praticamente un dio.

Bei ricordi!

Già, ricordi. Sui quali, eppure lo dico sempre, non bisognerebbe mai indagare a distanza di anni. I ricordi, i bei ricordi, senza una motivazione più che valida, vanno lasciati lì, per non intaccarli, per non demolirli, per non scoprire mai, magari che quello che a undici anni hai eletto come tuo primo sex symbol..

[...] Poi incontrò quello strano personaggio tutto americano che è Ray Comfort, surfista convertitosi al punto tale da arrivare a ricevere i voti sacerdotali.
Sfruttando la celebrità di Cameron, hanno messo su un piccolo impero multimediale con lo scopo di trasmettere un semplice messaggio: accetta Gesù Cristo come tuo signore e salvatore altrimenti non entrerai in paradiso.
Cameron ora ha 36 anni, si è sposato e ha sei figli di cui 4 adottivi;e le sue priorità sono Dio, la famiglia e la carriera, esattamente in questo ordine e in fondo ammette che gli piacerebbe fare film non religiosi ma che è difficile convincere i produttori che da quando ha trovato Gesù non ha perso il suo senso dell’umorismo.

Ora, io dico…ma drogarsi come tutti gli altri no?

In realtà questo meme (il termine sarà anche più trendy, ma sempre catena di sant’antonio è) gentilmente offertomi da paz, era già arrivato da queste parti sotto un’altra forma, ma dal momento che parlare di me non mi stanca mai, e che nella versione giuntami all’epoca i punti da illustrare erano solo 5, e che oggi non ho argomentazioni migliori, beccatevi I miei sette segreti:

  1. Sono un uomo. Ok, non è vero, però suonava bene.
  2. Odio le donne. Cioè, non è che proprio "le odio".. diciamo che nutro nei loro confronti un forte pregiudizio a causa della mia forte repulsione per taluni atteggiamenti che, fortemente, disconosco come caratteristiche associabili all’intero genere femminile di cui io stessa faccio parte. Questa la versione diplomatica. Per dirla in maniera più rurale, fino a prova contraria, le donne mi stanno maschilisticamente sullo stomaco, e nel migliore dei casi la loro compagnia mi annoia profondamente. Con rarissime (e perciò splendide) eccezioni.
  3. Sono gelosissima. Ma lo nascondo bene o almeno ci provo, un po’ per buon senso, un po’ per orgoglio. Ciò che è "mio" non si tocca, ed anche solo uno sguardo di troppo, con troppo trasporto, può provocarmi un malessere che oserei definire fisico, nonostante cerchi in ogni modo di reprimerlo. Questo vale, naturalmente, solo per cose e/o persone cui tengo particolarmente.
  4. All’età di 14 anni, quando per la primissima volta, anziché andare a scuola, rimasi a bighellonare in compagnia di quella che ebbe l’onore di "iniziarmi" al rito del saltare la scuola, mi feci beccare dagli addetti alla sicurezza della Standa ad infilare nello zaino ciprie fiocchi e rossetti. Ci portarono entrambe in un ufficio, e mentre la mia compagna di classe ostentava un’aria da criminale esperta di fronte alle intimidazioni dei suddetti a vuotare il sacco, io inscenavo quella che ricordo come la mia più convincente scena di pianto, al fine di intenerire gli "adulti" che minacciavano di avvisare mamma e papà, scatenando così le mie peggiori fantasie suicide per la vergogna. Fu il mio primo ed ultimo furto, oltre che una delle mortificazioni più pesanti della mia vita.
  5. Dormo ancora volentieri col peluche, se da sola. Quindi ormai molto raramente, e per lo più in caso di malesseri "ante-noctem". Dormire da sola non mi piace, non mi è mai piaciuto.
  6. Una volta ho cresciuto una piantina di marijuana in casa. E tenuto conto del fatto che le piante, tutte in generale, solitamente muoiono solo se le guardo, è pure un evento speciale.
  7. La metà delle visite sul mio blog, è frutto dei miei effecinque.

Questo è quanto. Non passo la catena a nessuno, ché oggi mi sento buona.

Pensare di tornare a lavorare a pieno regime, dopo quasi due anni di fancazzismo interotto solo per brevi periodi, mi riempie di gioia e di ansia al contempo. L’eccitazione è frutto di quella curiosità e di quella smania di misurarmi con me stessa, che le piccole sfide personali da sempre mi infondono. L’agitazione deriva dai mille interrogativi che inevitabilmente mi pongo, sia riguardo alla nuova esperienza in cui sto per imbarcarmi e tutto ciò che comporta, sia riguardo al nuovo assetto che attende la mia quotidianità, da lungo tempo scandita da risvegli comodi, da impegni contenuti, e da responsabilità piuttosto elementari. Le abitudini, specie se piacevoli, è difficile cambiarle da un giorno all’altro, e anche solo prepararsi a farlo può rivelarsi impegnativo, emotivamente parlando. Stamattina, per esempio, ha squillato un cellulare in casa prima delle 08.00, e prima della sveglia, e prima che Lui fosse in piedi. Normalmente non avrei sentito né il cellulare, né la sveglia, né Lui che spegne la sveglia e si alza. Oggi, invece, ho anticipato tutti, secondo squillo compreso. Sono in tensione come una bambina di 5 anni il giorno prima di iniziare le elementari. Ho tanta di quella adrenalina a spasso per le vene che se facessi un test per l’antidoping, mi arresterebbero per spaccio. Ed è fantastico.

in fede Teiluj il 3 Marzo 2008
categorie: serius materials, sproloqui

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Questo è un estratto di quel che è avvenuto domenica scorsa :

[youtube]Dw3DB_HF_OU[/youtube]

Il tema di stasera sarà: “La settimana corta di Vespa e la coda lunghissima della blogosfera - come la disinformazione generalista riesce ad aggregare le conversazioni dal basso nella blogosfera italiana”.

Il canale per seguire in diretta (dalle 22:00) il web a web dei blogger è http://www.mogulus.com/manfrys.

Io naturalmente non me lo perderò.

Secondo uno studio condotto negli USA, esistono libri la cui lettura rende stupidi. I risultati sono stati dedotti mettendo in relazione i libri letti dagli studenti universitari e i loro risultati ai test d’ammissione. 

A quanto pare i più stupidi leggono la letteratura erotica, i libri della corrente afro-americana (Their eyes were watching God) e la Bibbia o altri testi religiosi come The purpose driven life. Naturalmente si tratta di libri in inglese, dunque non tutti a noi noti, ma fra quelli che conosciamo anche noi a metà classifica troviamo i famosi libri di Harry Potter, i racconti di Dan Brown, oltre a Il diavolo veste Prada. Anche Shakespeare appare in questa zona di media intelligenza: forse perchè leggere Shakespeare non significa capirlo ma cogliere solamente le storie d’amore che ne sono alla base. (si, dev’essere senz’altro così..)

I più intelligenti invece leggerebbero libri come 100 anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, Lolita, e Delitto e Castigo di Dostojevski.

(fonte)

Si tratta in pratica di una stupidità che deriva dal "leggere senza capire" (l’esempio più pratico è quello della Bibbia, risultata essere testo d’ispirazione per risposte a test di carattere scientifico), e credo anch’io che sia così: tutti possono leggere tutto, ma è il livello di comprensione del testo a far la differenza.

Se penso a tutti quei libri di cui non ho mai capito il successo (potrei citare l’opera omnia di Coelho, per fare un esempio su tutti), questa notizia mi restituisce un gran senso di conforto.

Amici!

State per morire e siete poveri? Rallegratevi! Da oggi potete decedere a prezzi stracciati!

Sarà sufficiente recarvi a Vigo Cavedine (Trentino, terra bella da morire) ed esalare proprio lì l’ultimo fiato; le offerte e le occasioni a prezzi altamente concorrenziali sono trasparenti, signori miei, già, niente sorprese. Listino alla mano potrete scegliere il funerale su misura per voi se non ambite al full optional.

Avrete sconti e diminuzioni di prezzo se sceglierete la soluzione “morte a lume di candela”: romantica, intima, questa soluzione vi offre la possibilità di ricreare un’atmosfera soffusa, solenne, poetica oserei dire e, soprattutto, senza i costi di energia elettrica che, si sa, oggigiorno le bollette son salatissime. Che aspettate? Approfittate subito di questa grande offerta cari amici!

Non siete ancora convinti? Il romanticismo non l’avete mai potuto soffrire? Ebbene allora il modello “freddo come la morte” è quel che fa al caso vostro: distinto, elegante, per chi non si sbottona in nessuna occasione e preferisce dare la giusta “temperatura” ad ogni cosa. Avrete una celebrazione funebre composta, fredda nello stile ma soprattutto tra le mura della Chiesa, risparmiando così sulle esose spese di erogazione di gas. Con quel che costano oggi.

Ma mi voglio rovinare signori miei, solo per oggi, e solo per le prime dieci salme che telefoneranno, in regalo, e dico in regalo, l’esclusiva soluzione “muto come una tomba” che comprende le due offerte precedenti combinate in un’unica soluzione, un esclusivo set di valigie rigide tutte ricoperte in vera pelle ed una batteria da cucina da 12 pezzi completamente realizzata in acciaio inox!

Via alle telefonate!

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