E’ un periodaccio. Mi sento inquieta; sono costantemente tesa come una corda di violino. Sono scostante con tutti, e questo mi rende due volte insopportabile. Per me e per gli altri. Non va malissimo niente, ma tutto potrebbe andare meglio. Né carne né pesce.
No, il 2008 non è stata una grande annata.
In compenso però prevedo un Natale di merda.
E non sono nemmeno in fase premestruale.
Tag: 2008, confidenze, intimità, Natale, pessimismo







Feed
FriendFeed
Twitter
GoogleReader
Plurk
Flickr
Youtube
Technorati
MyBlogLog
A braccietto sulla quasi totalità delle cose.

Come si scrive ? Pat Pat.
chepalle.che palle. che passasse in fretta.
2008:uhmm.Via.
…sempre può andare meglio, ma lo sai come la penso “non ti preoccupare può anche peggiorare”a parte tutto non è vero che il tuo 2008 è stato brutto, abbiamo riso un sacco! Tu pensa che ci sono persone che in tutta la vita non si fanno le risate che ci facciamo noi in una serata in vena di cazzate. SEI SPLENDIDA PICCOLA tira su quel morale!!
@stef, grazie. pat pat reciproco.
@Bà, ti voglio troppo bene:)
Quando la merda avrà valore i poveri nasceranno senza culo.
Ma dai, è solo questione di punti di vista: quello che tu chiami una montagna di merda, sarebbe una festa pazzesca per un lombrico di letame.
Una ventata di ottimismo fa sembre bene O______o
“L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero.” Oscar Wilde
Massime a parte, per diversi anni ho visto il periodo natalizio come la festa del consumismo, della falsa contentezza etc, ma poi ho capito che incxxxarsi mentre tutti si fingono felici non fa bene, anzi peggiora le cose.
Ora mi godo le mie feste (e non solo) semplicemente fregandomene degli altri.
Crisi? Corsa ai regali? Pressioni? Ma vaf…
beh, spero che l’intervista doppia che ti ho pubblicato (giusto in tempo, eh?) ti abbia un pochino sollevato il morale
è vero che il pessimista è un ottimista con più esperienza ma pensa a tutto quello che hai, di materiale e immateriale.
capirai che non hai motivi di tenere giù gli angoli delle labbra.
un abbraccio
Sono periodi poco piacevoli. Ma passano e ti auguro di vero cuore che passi il prima possibile.
Vorrei vederti presto, sorridente e serena.
Un abbraccio forte.
Capita dai xD
Passerà, tutto passa!
(come me che sono passato da sto blog (battutaccia xD) )
Un Saluto
ps bel template.
E sbrigati a sorridere, che tra un po’ arriverà la fase premestruale …
Il natale di mierda è na costante. Toccherà a molti. Il tuo periodo così, diciamo scostante, passerà. Non vedo l’ora di rileggere la teiluj ironica e allegra…un sorriso e un bacio
Finirà come per le elezioni (almeno spero)… nei giorni immediatamente precedenti, dove giravi giravi, tutti i blog (e tutta l’Italia) sembrava di sinistra, poi…
Ecco, ora facciamo un bel parallelo: siccome ora come ora, dove mi giro giro, c’è almeno un blogger che sta spingendo forte per cestinare ’sto 2008, vuoi vedere che alla fine ci riserverà qualche sorpresa pure lui?
Tipo, chesso’, una fase premestruale pacata e serena…
Altro che “badge viola” dovremmo inaugurare il badge nero a scritte rosse per le vittime della Xmasfiga.Fidati,ne so qualcosa.Solidarietà tutte:-)
Va meglio? :-*
Sul Natale di merda comprendo bene ma vedila cosi quando arriva, tempo di un giorno ed è già finito…poi si passa al duemilanove
“E’ un mondo difficile”.
Roba sempre di moda.
concordisco sulla merdosità del natale
inorridisco sulla premestruale
auguri di star meglio ti faccio
concludo con un abbraccio!
A.
se l’indirizzo non allegavo
anonimo mi sa che restavo
ma nascondersi conviene?
si ma non credo sia bene!
Inspira a fondo… riempi completamente i polmoni… allarga lentamente le braccia… continua a inspiare… poi… trattieni un pò e….espira… abbassando lentamente le braccia… butta fuori tutto… ancora un pò… fai uscire tutto…trattieni un pò e…. torna a inspirare…
Da ripetere per 5 minuti… 3 volte al giorno…
Hai mai incontrato qualcuno/a su una sedia a rotelle?
Mai sentito parlare delle crudeli sofferenze provocate dalla clerosi multipla? Il mio amico Nicola (anni 47, da oltre 10 anni affetto da questa tremenda malattia) ad una mia imprecazione, lanciata nel prendere la mia quotidiana razione di cumadin (anticoagulante terapeutico) mi ha detto, mestamente: “Sai quante di quelle pillole sarei disposto a prendere… tutti i giorni… pur di potere camminare… almeno un po’?”
Ti viene in mente qualcosa… a proposito della tua/nostra presunta merdaglia esisenziale… di persone normalissime… eppure tanto… rompicoglionamente ingrate verso la vita?
Mi spiace per il tuo amico Nicola, conosco anch’io persone affette da patologie invalidanti o irreversibili che soffrono quotidianamente dolori di una esistenza che non meritano sicuramente. Ma, consentimi, mi sembra eccessivo questo approccio.
Non è per prendere le difese di nessuno, ma se ogni volta che sentiamo la necessità di lamentarci per qualcosa che non funziona nella nostra vita dovessimo pensare a chi sta peggio di noi, potremo anche tranquillamente evitare di parlare. Sempre.
Nel mondo muoiono persone ogni secondo per drammi persino più gravi della malattia di Nicola. E – certo – pensando a questi accadimenti è naturale sentirsi ingrati verso la vita, che invece ci ha regalato la posizione eretta e – al massimo – un raffreddore… ma siamo uomini, e abbiamo pure il diritto di manifestare i nostri relativi malumori senza essere tacciati di crudezza o poca sensibilità solo perchè il nostro problema non ci condurrà alla morte.
E comunque, a Nicola, e a tutti quelli che si trovano nella sua condizione, va sempre il mio pensiero, perché nessuno merita quella non-vita.
Perché preoccuparsi per l’omicidio di una vecchietta in carrozzella che ha appena ritirato la pensione se al mondo ci sono migliaia di persone brutalizzate, stuprate o uccise dalle bombe?
E perchè preoccuparsi delle migliaia di persone brutalizzate, stuprate o uccise dalle bombe se al mondo ogni ora muoiono centinaia di persone di fame e malattia?
E perché preoccuparsi di centinaia di persone che muoiono di fame e malattia se ce ne sono altri che muoiono sotto le bombe?
Ma perché poi, preoccuparsi di chi muore sotto le bombe se ci sono così tanti bambini che muoiono di fame e malattia?
E, infine, perché preoccuparsi di tutti quanti sopra se a morire sei tu, proprio tu?
E’ un giochino che può andare all’infinito ed essere piegato verso ogni direzione. Utilizzarlo in maniera scientifica significherebbe mettere in discussione l’esistenza stessa del nostro genere.
Chi sta male non sta male per insegnare a noi cos’è la vita. Sta male per sfortuna, sfiga, amore degli uomini per i propri interessi piuttosto che per quelli altrui.
Non facciamo passare messaggi che, al di là della umana comprensione e sofferenza per il malessere altrui, null’altro hanno a che fare con i problemi quotidiani.
Quei discorsi lì lasciamoli al clero, che loro sanno bene come usarli da millenni.