A Chiare Lettere

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Parlami d’amore #5

10novembre

Eccoci di nuovo alla nostra rubrichetta, che tante soddisfazioni mi sta dando. Questa volta la lettera in questione è un regalo graditissimo del caro pablodepablis; parole speciali e dense; che non lasciano indifferenti. Grazie P.

Cara S.,

alcune delle grandi cose della vita si affrontano in solitudine. L’amore è una di queste.

Nei meandri dei tuoi pensieri lo innalzi con i pilastri della speranza, lo modelli con i mattoni della fantasia, lo pitturi con l’illusione, lavori di cesello ogni particolare finché non pervieni alla costruzione ideale, lucente e inattaccabile.

A questo punto sei costretto a tirarlo fuori dall’incubatrice dei sentimenti e parteciparlo alla musa che ha dato lo sprone ai tuoi desideri, confidando che il suo cuore abbia un capomastro altrettanto ispirato.

Se così non è la vita riprende il suo corso. Il castello rimane disabitato ma ci si fa una ragione, poiché si intuisce che tutta l’architettura è stata solo un esercizio di stile, bello e inutile come un diamante frantumato.

Ma la vita si burla di se stessa ed è singolare che tutto diventi più complicato nella corrispondenza di amorosi sensi, quando ogni cosa in apparenza sembra collimare con i tuoi desideri.

Perdi subito l’esclusivo controllo degli eventi e progressivamente l’equilibrio dell’edificio idilliaco scricchiola. Basta un battito d’ali e ti ritrovi coinvolto nella manutenzione, inesorabile antefatto del disfacimento di ciò che si riteneva immutabile ed eterno.

Ho sempre trovato dilaniante questo declino. L’intelligenza del dolore mi ha spinto a tener chiusa a doppia mandata la porta del cuore. Ma oramai ti sento armeggiare fuori dall’uscio. Con il cacciavite delle parole sviti i cardini e mi ritrovo vulnerabile, inerme vittima dei miei miraggi e delle mie fobie.

L’ineluttabile crollo è prossimo e lo attendo tormentato, affinché mi sveli se la mia fragilità è lo specchio della tua e per scoprire se due fiocchi di neve impalpabili siano in grado di provocare una slavina.

Temo che a valle ci attenda, implacabile, una dolcissima rovina.

P.

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Categorie: parlami d'amore
17 commenti a

“Parlami d’amore #5”

  1. Il 11 novembre 2008 alle 16:32
    bandolin scrive:

    La letteratura sull’amore è immensa come le sue pretese: quelle di lenire il dolore dell’attesa dell’incontro, il dolore che punge nella voglia di essere corrisposti o il dolore della lotta per la sopravvivenza alle intemperie di un sentimento stagionato.

    Infatti anche quando si è corrisposti e si scrive d’amore c’è sempre una punta di sofferenza nelle parole proprio perché quel momento è dedicato al ricordo o all’attesa del piacere e non alla condivisione.

    Dopo una sofferenza d’amore ci si improvvisa fabbri capaci di inventare serrature per il cuore. Ognuno si fabbrica la sua e se la chiude da solo a una, due o più mandate. La chiave se la tiene in mano serrata nel pugno, quello che mostra a tutti o a tutte, minaccioso. In realtà ci si punisce pensando di aver osato troppo o di non meritare di più. Arriva l’apatia e in qualche caso il cinismo.

    L’apatia ti rende abitudinario e distratto. Poi un giorno arriva qualcuno che ti dà una spinta, così per caso : “Scusa, non l’ho fatto apposta” ed ecco che la mano, per difendersi dalla caduta, si apre e la chiave cade. Rimani da solo con lo stampo della chiave del tuo cuore sulla mano.

    Non ce la fai più a richiuderla nel pugno, ti fa più male. Allora cominci a dare le mandate al contrario e ti senti meglio e scopri che per quanti giri di chiave ti sei accanito a fare il rewind è sempre possibile. Si torna in prima linea e quelli in prima linea, si sa, rischiano di più.

    L’amore è un atto di volontà e di apertura, una predisposizione dell’animo che ci dovrebbe accompagnare sempre e sempre e sempre, fino alla morte.
    E’ non aver paura di avere paura di soffrire.

    L’amore è una faccenda rischiosa e non tutti sanno rischiare.

  2. Il 12 novembre 2008 alle 02:13
    Flavio scrive:

    Sentire Pablo e Bandolin è come ascoltare Paganini mentre suonava: resti rapito in risonanza con la musica.
    Ma io che sono vecchio e cinico, ricordo le parole di Troisi: “La sofferenza in amore è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni”.
    E i poeti.

  3. Il 12 novembre 2008 alle 15:41
    Clockwise scrive:

    Oramai si sono create fazioni contrapposte che partecipano a questa rubrica (tra i commentatori, intendo, che spesso sono anche autori delle “opere” pubblicate).
    Mi sembra evidente che da una parte c’è chi crede fermamente al sentimento dell’amore, che lo esalta e lo elegge sopra ogni altra cosa motivo di gioia e serenità (anche quando questa dovesse innegabilmente passare per la disperazione e l’angoscia, ma solo come tappa obbligata verso la felicità). E in questa metterei senz’altro pablodepablis e la sua composizione, che è indubbiamente meravigliosa.
    Dall’altra c’è chi, sopraffatto dalle troppe fregature prese in vita, piuttosto che fondamentalmente cinico e materialista, piuttosto che semplicemente apatico e bisognoso di intoccabile indipendenza, preferisce erigere fortificazioni inattaccabili intorno al suo cuore. Ho sempre pensato che questo atteggiamento metta senz’altro al riparo da situazioni che - per esperienza - possono risultare drammatiche e penose, ma dall’altro - amici miei - vi nasconde anche un mondo di emozioni che difficilmente potrete provare senza un totale coinvolgimento nella passione dei sensi. Tutti i sensi.
    E Troisi era un grande.

  4. Il 12 novembre 2008 alle 16:51
    Anonimo scrive:

    teiluj: grazie per l’apertura di credito nei miei confronti.

    bandolin: tu la chiave la usi per riaprire il portone, io il portone lo vedo in ogni caso destinato a crollare.
    dissento sull’attribuire agli esseri umani il libero arbitrio (l’atto di volontà) perchè l’amore come dici tu è un rischio ma non è uno di quelli che decidi di correre scientemente.
    é un gioco a partecipazione forzata, non chiedi di entrarci, ci sei dentro. e una volta dentro non sai se ne uscirai con le ossa rotte o più forte di prima ma tanto vale giocare fino in fondo.

    flavio: esagerato, bandolin suona molto meglio di me però il riscatto per i tuo rapimento lo chiedo io. il sano cinismo di troisi mi trova d’accordo sul vuoto a perdere ma per fortuna esiste anche il riciclo ;-)

    pablo (sloggato)

  5. Il 12 novembre 2008 alle 18:09
    bandolin scrive:

    Pablo
    “L’amore è un rischio, ma non è di quelli che decidi di correre scientemente”
    Infatti puoi essere innamorato di qualcuno e stare zitto come Bruno ne “Le particelle elementari” per il timore di un rifiuto e scoprire quando ormai è troppo tardi che lei non aspettava altro.
    Quando parlo di atto di volontà, di rischio, parlo proprio della capacità di agguantare un attimo che passa senza temere le conseguenze. Belle o brutte. E se sono brutte non smettere di riprovarci. Molti smettono, magari perchè continuano ad accanirsi su qualcuno che non li soddisfa o che non li vuole. Ne conosco. Comunque se l’amore è un affare rischioso, il vero eroismo è amare la stessa persona per tutta la vita. Non è impossibile e beato lui/lei chi ci riesce.

  6. Il 12 novembre 2008 alle 19:01
    pablodepablis scrive:

    clockwise: grazie per il complimento.
    a seconda dei periodi io mi ritrovo su tutte e due le categorie. spesso l’intelligenza del dolore è fortunatamente mitigata dalla smemoratezza del cuore.

    bandolin: non vale, ancora me lo devi passare quel libro (anche se il film l’ho visto). so che non è il significato che vuoi attribuirgli però la parola “eroismo” applicata all’amore mi sa di accanimento terapeutico ;-)

  7. Il 13 novembre 2008 alle 11:27
    bandolin scrive:

    Pablo
    Il film è orrendo, il libro bellissimo.
    Eroismo: l’atto eroico è tale per quelli che lo guardano, non per chi lo fa.

  8. Il 14 novembre 2008 alle 10:05

    Continuate, vi prego.
    sono rapita dalla lettera e dai commenti… meravigliosi.

  9. Il 14 novembre 2008 alle 14:35
    pablodepablis scrive:

    e poi parlano di crisi. l’anonima sequestri sardo-laziale fattura che è una meraviglia. abbiamo in mano anche l’avvocato campanellino.
    bandolin, visto il soggetto facciamo uno sconto alla famiglia? :-)

  10. Il 14 novembre 2008 alle 15:00
    bandolin scrive:

    Caro P.,
    ti lancio un’idea: facciamo un blog nuovo di zecca dove rispondiamo ai quesiti su amore e sesso che ci verranno posti dai bloggers. Poi si fa un bel libro e magari si alzano su due euri…..Che ne pensi? E non cominciare a dire che non hai tempo di scrivere……Chi ci fa il template?

  11. Il 14 novembre 2008 alle 15:12
    pablodepablis scrive:

    mi sa che mi manca il curriculum per fare concorrenza alla aspesi e a loveline…o dici che non c’è bisogno?

  12. Il 14 novembre 2008 alle 15:13
    Clockwise scrive:

    Si, di concorrenza ce n’è fin troppa, infatti.
    A meno che la cosa non si faccia seriamente, ovvero parlando DI TUTTO senza problemi.
    ;-)

  13. Il 14 novembre 2008 alle 15:23
    bandolin scrive:

    Sì, sì di tutto….senza peli sulla lingua, però!
    Ma piantala, P.
    Tra l’altro questa è una idea che avevo avuto con un mio amico. Avevamo anche già attivato il blog, si chiamava “La puttana santa”. Bene: il mio amico è gay, tu sei etero, io sono etero, ci manca una lesbica e il quartetto è fatto: copriamo tutto il settore.
    Ce l’hai un’amica lesbica?

  14. Il 14 novembre 2008 alle 16:42

    un’amica che vorrebbe diventare lesbica ma non ci riesce vale uguale?

  15. Il 14 novembre 2008 alle 19:04
    bandolin scrive:

    Be’ potrebbe essere il primo caso interessante da trattare. Perchè vuole passare all’altra sponda?
    Vi consiglio la lettura del libro “Le particelle elementari” e vi rimando ad un intervento del prof. Veronesi di quanche mese fa. Lui sostiene, a ragione, che la sessualità liberata dalla procreazione porterà gli esseri umani ad una evoluzione verso la bisessualità. Potremmo parlarne……

  16. Il 14 novembre 2008 alle 20:00
    Clockwise scrive:

    Campanellino77, com’è che c’hai ’ste frequentazioni (amica che vuole diventare lesbica e non ci riesce)?!? Intendo che son frequentazioni di un certo valore… ma questa è la mia solita visione che mette su due piani ben diversi l’omosessualità maschile e femminile, prediligendo chiaramente la seconda per soavità e piacevolezza estetica.
    Per quanto riguarda la sessualità liberata dalla procreazione, beh, son d’accordo e non son d’accordo: che c’entra la procreazione con la sana e legittima piacevolezza del sesso? Se si cerca di dividerle si conferma la teoria secondo cui l’atto sessuale va finalizzato solo alla procreazione (cosa che per molti è peraltro un dogma assolutamente rispettabile), cosa che ritengo davvero limitativa. E questo mio svincolarmi dal legame sesso/procreazione - grazie a dio - non mi sta affatto conducendo alla bisessualità! Ehm… vabbè… padrona di casa, sorry se ho lievemente sconfinato… ;-)

  17. Il 17 novembre 2008 alle 18:45
    pablodepablis scrive:

    bandolin, ci mancano due bisex e più che una redazione ci tocca trovare un privè ;-)
    condivido si debba parlare di tutto, vedremo se riusciremo a farlo.
    per adesso godiamoci l’ospitalità della cara teiluj, che ringrazio tra l’altro per aver postato un nuovo capitolo di questa saga, un capitolo purtroppo parecchio amaro.

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