A Chiare Lettere

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Parlami d’amore #4

1novembre

La rubrica “parlami d’amore” questa settimana ospita la lettera dell’amico Clockwise. Intensa, appassionata, profumata d’infinito.


Purtroppo non è rimasto nulla, di quel nostro amore, se non il mio. E penso non avrai difficoltà a capire che questo non è sufficiente per stare bene, per sentirsi sereni, per sorridere della vita che vivo.
Mi manca tutto, di quell’amore: mi manca la complicità di un gesto, l’intesa raggiunta con uno sguardo, mi manca fare tutto insieme, mi manca guardarti infilare i collant, mi manca svegliarci nudi aggrovigliati ad un lembo di lenzuolo, mi mancano i tuoi respiri nel piacere, mi manca il profumo della tua pelle, mi mancano le tue attenzioni, mi manca il tuo farti bella per me, mi manca un sms provocante, mi manca una canzone dedicata, mi mancano le sorprese, mi mancano le coccole, mi manca che mi pensi come io penso a te, mi manca che mi chiami con quel nomignolo stupido ma pieno di significati, mi manca fare la spesa per noi, mi manca la valigia che preparavi per noi, mi manca vederti addormentata per il viaggio, mi manca una carezza, mi manca saper tutto di te come tu sapevi tutto di me, mi manca un progetto, mi manca la donna della quale mi ero innamorato e che mi scriveva, ricambiata, del suo profondo ed eterno sentimento.
Perché, in fondo, mi manca semplicemente il tuo amore.
C’è stato un tempo in cui tutto questo c’era, e vivevamo bene insieme, ed è vero: siamo stati accecati dalla nostra passione… Ma è stato così bello che speravo di non dover mai recuperare questa vista, e che questo nostro sentimento potesse vincere e superare ogni ostacolo, proprio perché puro, esclusivo, unico.
Gli errori, i problemi, le difficoltà, tutto potevamo affrontare con l’onestà di dirsi le cose come stavano, senza tenere il piede in due staffe, senza nascondere che per te tutto ciò non aveva più alcun senso: le tue attenzioni, il tuo sentimento, e la voglia di fare quello che facevi con me, ormai erano per un altro.
Eppure sento di aver bisogno ancora di queste cose, e non posso accettare che la nostra vita scorra asettica come quella di due anziani che hanno già passato cinquanta anni insieme e non han più nulla da dirsi, e da darsi.
E invece il tempo scorre per tutti e tutto logora, ed io sono convinto di poter ancora donare amore, passione ed attenzioni a qualcuno che possa realmente appezzarle e restituirmele.
E spero, ancora scioccamente, che quel qualcuno possa essere tu, unico amore mio.

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Categorie: parlami d'amore
20 commenti a

“Parlami d’amore #4”

  1. Il 1 novembre 2008 alle 00:44
    paz83 scrive:

    Ti giuro che stavo per commuovermi. Quello che hai scritto rispecchia ciò che in questo momento sto provando. E quell’ultimo Spero, alla fine del post, è pur sempre una luce, piccola o grande che sia. E io mi ci aggrappo..sempre. Un saluto

  2. Il 1 novembre 2008 alle 02:00
    azael scrive:

    mi sono commosso anch’io. E ho detto tutto.

  3. Il 1 novembre 2008 alle 02:54
    paz83 scrive:

    E se si commuove Azael vuol dire ;)

  4. Il 1 novembre 2008 alle 10:16
    Clockwise scrive:

    Intanto, un ringraziamento alla padrona di casa per avermi concesso questo momento di gloria: ah, una vera donna e blogstar del Novecento:-D

    paz83: Niente lacrime, però. Quelle servono in momenti ben più tristi. A volte, ti assicuro, basta la “pacca sulla spalla” di un amico, dal vivo o nelle intenzioni di una chiacchierata al telefono, per risollevarti. A me, ad esempio, basta leggervi! :-)

    Azael: Questo è un successo. Decisamente. Se ti commuovi tu, devo aver scritto una roba davvero grossa… :-D

  5. Il 2 novembre 2008 alle 14:05
    mario scrive:

    …vedo dal tuo twitter che sei appena stata a Livorno, magari hai mangiato, passeggiato, baciato a due passi da casa mia.
    Piccolo grande sconosciuto mondo.

  6. Il 2 novembre 2008 alle 23:25
    Novecento scrive:

    E’ una lettera stupenda e densa.

  7. Il 3 novembre 2008 alle 00:45
    HoldMe scrive:

    Ci sono penne che sanno immaginare e partorire stupende letterature. Che sono stupende, magnifiche e commoventi. Finchè restano tali.

  8. Il 3 novembre 2008 alle 10:10

    [...] Per chi ha voglia, o si sente un pochino annoiato, ho partecipato a questa rubrica… se vi va di farci un [...]

  9. Il 3 novembre 2008 alle 13:35

    chi visse sperando… d’altrocanto è sempre l’ultimo a morire!

  10. Il 3 novembre 2008 alle 14:19
    Clockwise scrive:

    Novecento: Grazie amico. Forse fin troppo densa…

    HoldMe: Uh, vorresti forse dire che era meglio se non la scrivevo? :D

    il dino & l’idolo: Si, ma dopo un po’ (allo speranzoso) gli va a noia, eh…

  11. Il 3 novembre 2008 alle 15:04
    HoldMe scrive:

    @Clockwise, in realtà ti ho fatto i complimenti per come l’hai scritto, ma mi auguro che rimanga scritto e non vissuto ;)

  12. Il 4 novembre 2008 alle 00:05
    Andy scrive:

    Amare qualcuno totalmente e scoprire che non ti ama più è una cosa che distrugge.

  13. Il 4 novembre 2008 alle 14:19
    Clockwise scrive:

    Andy: Condivido la tua opinione, ma anche non amare più - alla lunga - è una cosa che ti logora. Almeno credo…

  14. Il 6 novembre 2008 alle 23:55
    Flavio scrive:

    Sono diviso tra due opposti, molto distanti tra loro.
    Da un lato ho sentito il richiamo appassionato, i cui echi rimbombano in me e parlano di sogni e sentimenti profondamente umani.
    Dall’altro, disincantato e un po’ cinico, ho solo un nome per questo: “patetico”.

  15. Il 7 novembre 2008 alle 02:54
    Clockwise scrive:

    Flavio: Non credo siano poi così opposti, questi due sentimenti di cui parli. Agli occhi (come giustamente sottolinei tu) di una persona cinica, l’amore spassionato per un’altra persona può solo sembrare patetico, e in fondo lo credo anche io (che non mi ritengo cinico, ma solo un po’ più oggettivo di prima…). Ciò non toglie che un atteggiamento patetico sia anche profondamente umano, e pur sempre “da sognatore” disincantato. D’altronde nessuno può determinare con esattezza quale atteggiamento sia più giusto (ammesso che esista un atteggiamento eticamente giusto): se è meglio essere patetici sognatori, o altrettanto patetici e crudi realisti dei giorni nostri, lo si decide solo in coscienza.

  16. Il 7 novembre 2008 alle 11:40
    Novecento scrive:

    La pateticità è una sensazione certamente soggettiva.
    Chi ama non si sente sicuramente patetico.
    Chi si trova dall’altra parte, o assiste a distanza, potrebbe trovare patetici certi comportamenti, parole ed atteggiamenti.
    Salvo, poi, diventare profondamente patetico quando, a sua volta, si troverà a rivestire i panni dell’innamorato.
    Quindi, sotto a chi tocca.

  17. Il 7 novembre 2008 alle 13:01
    Clockwise scrive:

    Novecento: Diciamo che volevo esprimere lo stesso concetto, ma mi sembra che tu ci sia riuscito in modo meno logorroico e decisamente più comprensibile! ;-)

  18. Il 8 novembre 2008 alle 00:48
    Flavio scrive:

    L’amore può rendere ridicoli, se non è ricambiato.
    Come cercar di applaudire con una mano alla volta …
    Meno male che chi è coinvolto è anche inconsapevole, perchè soffre già abbastanza così.

  19. Il 8 novembre 2008 alle 10:06
    Clockwise scrive:

    Flavio, il tuo mi sembra il punto di vista di qualcuno che ha deciso di rinunciare a questo sentimento perchè terrorizzato dalla pietosità o dall’essere ridicolo a cui ti espone: io, francamente, non mi sono mai sentito ne ridicolo ne pietoso, tanto quando ho amato, quanto quando l’amore (che ti assicuro era - almeno inizialmente - ricambiato) ha deciso di uscire dalla mia vita. Posso darti ragione nel dire che “bisogna farsene una ragione” (e questo non farsene una ragione è, invero, un po’ pietoso e ridicolo), ma il sentimento in se non ha questo potere di renderci ridicoli o patetici. Ridicolo (e fortemente patetico), a mio avviso è colui che dice di non aver mai amato, in vita sua: anche perchè si sa che i sassi son ridicoli! :D

  20. Il 8 novembre 2008 alle 15:21
    Novecento scrive:

    Ed oltretutto, i sassi, non sono neppure di compagnia.
    Una volta sono uscito a farmi una birra con un paio di sassi.
    Mi è toccato ubriacarmi da solo…

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