Penso che gli sms non abbiano svilito il linguaggio: ormai c’è un tale tasso di ignoranza che se uno si sforza di scrivere è comunque un bene. Ogni forma di scrittura anche se abbreviata, contaminata, deviata, imbastardita è sempre meglio che non scrivere nulla.
Dacia Maraini
Computerese, webbese, smessese: l’italiano di oggi. Espressioni come K6, SXO, XKE’, CMQ, XO’, pullulano sui nostri cellulari; termini come POSTO, BLOGGO, SPAMMO, FOLLOWO, REDIRECTO infestano il nostro linguaggio quotidiano. Ma non è tanto di questo che mi cruccio, ché tutte le lingue vive, in quanto tali, si modificano nel tempo (seppur con gran tormento dei puristi). Nutro piuttosto nostalgia per un certo italiano scritto, quello dei libri, degli scrittori. Quello che si differenziava dal parlato per ricchezza lessicale e grammaticale. Così succede che anche storie molto belle come, ad esempio, quella de “La solitudine dei numeri primi” (ma è una tendenza generale) siano scritte in un linguaggio semplice, scarno, periodi brevi e pochi virtuosismi: tipico del parlato appunto.
Mi si obietterà che è solo un bene.
Eppure non riesco a convincermene. Chi non legge solo per assimilare storie ma anche per godere della scrittura stessa, comprenderà la mia malinconia per le subordinate eleganti, gli aggettivi ricercati, le allegorie sinuose.
Il dizionario italiano è pregno di poesia …
Tag: citazioni, computerese, dacia maraini, grammatica, italiano, la solitudine dei numeri primi, lessico, letteratura, libri, lingua, lingua italiana, smssese, t9, webbese, xkè, xò







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La letteratura dovrebbe essere anche dimostrazione della bravura nell’uso del linguaggio, della capacità di innovare e plasmare la lingua con cui comunichi oltre che il mezzo col quale si racconta una storia, no?
Non me ne convinco nemmeno io, eppure finisce che ogni tanto scrivo una parolina di quelle per… per… boh… potrei scrivere dell’altro, esprimere il concetto con termini differenti, ma… viene più semplice.
Tuttavia sostengo, esattamente come te, che il piacere della lettura deriva molto dal godimento che se ne ottiene.
Non a caso Chinaski non ha un MySpace, insomma…
Io credo che la lettura sia come una sorta di melodia se lo scrittore in questione vale. E’ come una musica che ti culla tra parole nuove o piacevoli da ascoltare. Molto interessante il tuo blog, mi diverto a leggerlo!
Purtroppo anche lo scrittore finisce per doversi adeguare al lettore (medio).
Peccato è un peccato, perchè se anche lo scrittore comincia a seguire questa strada si rischia di smarrire quella poesia di cui il nostro dizionario è pregno. Ma quì, credo, rientrano purtroppo anche logiche di mercato.
http://www.youtube.com/watch?v=iEWgs6YQR9A
non aggiungo altro
Proprio carino questo blog! Davvero, mi piace!
E quoto in pieno il tuo pensiero! …Sarà che dicono ch’io sia “ampollosa” quando scrivo! =)
Che dire, io da tre anni sul mio blog cerco di usare un linguaggio completo, correggendo anche i commenti di chi scrive xò, ke, xkè e via dicendo. Non capisco proprio per quale motivo in rete si debbano usare queste abbreviazioni. Passi il cellulare o twitter, dove lo spazio è limitato, ma in un commento si dovrebbe dare libero sfogo alla propria creatività, usando le nostre belle parole italiane!
[...] clito rìde Pubblicato su Blogging, IMHO, internet by jampy su Ottobre 14th, 2008 Leggo su A Chiare Lettere, che c’è ancora qualcuno (per fortuna) che apprezza la lingua italiana per quello che è, [...]
ciao, ti ricordi ancora di me? OK, è un bel po’ che non passo da queste parti, ma come vedi non ti ho affatto dimenticata…
tempo fa scrissi anch’io un post su questo argomento. anch’io, come te, adoro la nostra lingua e dedico particolare attenzione sia a quella parlata (tempo permettendo) che a quella scritta. ritengo, però, che sia proprio la cronica mancanza di tempo che caratterizza la vita dei giorni nostri la causa primaria della nascita delle abbreviazioni, dei “troncamenti” e degli “storpiamenti” lessicali. tollero la loro presenza in casi particolari, ad esempio negli SMS dove si hanno pochi caratteri a disposizione e, diciamolo pure, la tecnica di scrittura non è delle più “agevoli”, ma li condanno in toto nelle mail, nei temi scolastici o in qualunque altro scritto di una certa importanza.
Chi rispetta la propria lingua rispetta sè e gli altri. Trovo che la mancanza di tempo sia spesso una scusa. L’involuzione e l’impoverimento vanno di pari passo con l’involgarimento generale dei nostri tempi, con la riduzione del dibattito politico a comodi slogan che risparmiano la fatica di pensare, analizzare, coltivare il dubbio. Non a caso nelle scorse settimane Eugenio Scalfari lamentava l’agonia dell’opinione pubblica. Particolarmente grave è la situazione in un Paese, come l’Italia, in cui per secoli la Chiesa ha ritenuto opportuno tenere lontano il popolo dai libri.
Credo che la cosa migliore sia unire entrambe le cose:
scrivere correttamente ma saper usare la scrittura abbreviata è comoda per non perdere tempo (in un epoca in cui il tempo è denaro…. risparmiare tempo è necessario)
Cmq ke ne dic d xmettere a ttt d lasciare msg in tema… ma se nn vuoi k
Bacioni pinguinosi
Trovo che con il cellulare sia molto noioso scrivere lunghi messaggi, magari usando anceh termini ricercati che il povero T9 non conosce,scrivo pochi messaggi, preferisco sempre chiare e lo ammetto spesso mi adeguo nell’abbreviare ogni vocabolo. Mi capita di usare sigle come AFK anche quando gioco online, però, adoro leggere post, libri, storie ed altro se scritte bene, se oltre al racconto ti ammaliano le parole usate, la musicalità della frase.
Peccato che io non sappia scrivere molto bene.
Leggere e godere di come qualcosa viene scritto, evocato, esposto è impagabile. Arricchisce, completa, rende padroni di sensazioni diverse. Puoi esprimere ogni piega dell’anima con mille parole differenti, banalizzare la lingua vuol dire appiattire.
Non sono mai stata una fanatica di libri o letture in genere, ho invece sempre amato le novità, i nuovi modi di dire, ma giuro, giuro veramente, che ho perso 15 minuti per capire sxo!!! sempre che abbia capito giusto!!!
Non so se il linguaggio del libro risenta dei tempi o sia volutamente scarno per accompagnare una storia di solitudini quasi parallele.
Io, ad esempio, preferisco pensare alla seconda ipotesi, perchè trovo il linguaggio perfettamente adatto ai monosillabi emotivi dei protagonisti della storia.
Non saprei cosa dire,Io uso spesso queste abbreviazioni….anche su messenger.Comunque avete ragione che non si può storpiare la lingua a proprio piacimento!!!!!! [Ci ho messo 10 minuti per scrivere questo commento!!! mi sono sbagliata tante volte perchè mi veniva da scrivere: nn (non), xkè (perchè), qst (questo), cs (cosa)....] io sono l’esempio di quelle che scrivono abbreviato!!!!
L’aNoNiMa, apprezzo lo sforzo allora
Bellissime parentesi, complimenti