Parlami d’amore #2
2008
Bandolin mi invia la sua “lettera postuma”, come lei stessa l’ha definita, facendo suo lo spazio di questa settimana della rubrica “parlami d’amore“.
Un amore, questa volta, lontano nel tempo ma ancora vivido sul cuore seppur scrutato, forse, con occhi nuovi.
Pasquale
Ti ho conosciuto quando avevo 23 anni e tu ne avevi sette più di me. Per sette anni siamo stati insieme: per la prima volta mi sono sentita amata, coccolata, vezzeggiata e per la prima volta molto innamorata. Sono stati anni intensi, bellissimi. Con te ho fatto i viaggi più belli, ho visto tantissimi concerti, tantissimi film, letto tanti libri e, ovviamente, fatto tantissimo sesso. Insieme a te ho conosciuto persone sempre interessanti. E’ stato un amore ricco di esperienze e di allegria. Se ci penso oggi è solo questo che ricordo. Ma so che non c’è stato solo questo. Quando siamo andati a vivere insieme mi sono accorta di essere stata iscritta d’ufficio al “Club della Supercazzola” dove le bugie e i tradimenti erano all’ordine del giorno. Ho sopportato perché io ti amavo e perché pensavo che se una persona non ti ama più te lo dice, ti libera. E’ doloroso, ma leale. Ero ingenua e innamorata e avevo ancora tante cose da imparare.
Dopo la mia uscita di scena tu hai continuato ad irretire giovani fanciulle e ad affascinarle non solo con le parole, per loro fortuna, ma anche con tutto quel turbinìo di viaggi, ristoranti, cultura, divertimenti e godimenti vari che io avevo già avuto il privilegio di apprezzare per sette “formativi” anni.
Insomma un “do ut des” che oggi mi fa dire: “ Nonostante tutto, ne è valsa la pena”.
E poi oggi sei un amico carissimo e insostituibile, un “parente” amato, “uno che c’è” sempre e comunque.
Ma qualcosina te la devo dire, perché all’epoca me ne andai di casa senza una spiegazione.
Ti ricordi quella gag di Totò dove lui prende un sacco di sberle e continua a non reagire? Non reagisce perché l’uomo che lo picchia continua a chiamarlo Pasquale e lui non si chiama così. Anzi ride e si scompiscia in attesa di vedere: “Questo qua dove vuole arrivare”.
Ecco io sono così, mi stupisco sempre di fronte alle bugie che mi raccontano. Mi pare impossibile che siano dirette proprio a me. Non ci credo nemmeno quando gli altri me lo fanno notare. All’epoca soffrii molto, dimagrii cinque chili in due settimane, ma feci la valigia e me ne andai senza manco dire una parola. Sarebbe stato inutile, perché tu mi avresti convinta che “no….ma che andavo a pensare, io amo solo te e quel lubrificante vaginale (ndr “made in Canada” e riposto in bellavista nel nostro armadietto) l’hai comprato tu, non ricordi, tesoro?”, eccetera, eccetera……..
Col tempo ho capito che non ero io a non essere “abbastanza bella, brava, intelligente, buona, sexy, ecc.”, ma che eri tu ad essere “fatto così” e ho smesso di colpevolizzarmi.
Ma soprattutto ho smesso di avere la presunzione di pensare che con me uomini come te potrebbero essere diversi “nel nome dell’amore”. Con uomini come te non puoi mai permetterti di avere défallances per il timore che possano “distrarsi” da te.
Tu eri così egocentrico ed insicuro da non poter tollerare le mie insicurezze o la mia impossibilità di stare sempre lì ad idolatrarli o ad essere costantemente presente. Sai, avevo anch’io delle cose da fare. Sai, anche a me piaceva averti solo per me. Invece tu “pescavi a strascico” per il bisogno costante e continuo di sentirti gratificato, ma non eri mai abbastanza bravo a tenere la cosa per te, qualche traccia involontaria (?) la lasciavi sempre.
Eri un artista della bugia.
Un maestro nel negare l’evidenza.
E mi chiamavi Pasquale perché io potessi rimanere lì a guardare “questo qua dove vuole arrivare”.
22 commenti
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Quel qualcosa, un po’ così… : The Novecento’s Post©
[...] se, alla fin fine, forse… Vota o segnala questo [...] -
Quel qualcosa, un po’ così…post umoristico senza senso che a me va di fare « Gli Appunti del paz83
[...] non abusiamo di loro… [...]
“Ho sopportato perché io ti amavo e perché pensavo che se una persona non ti ama più te lo dice, ti libera. E’ doloroso, ma leale. Ero ingenua e innamorata e avevo ancora tante cose da imparare.”
“Col tempo ho capito che non ero io a non essere “abbastanza bella, brava, intelligente, buona, sexy, ecc.”, ma che eri tu ad essere “fatto così” e ho smesso di colpevolizzarmi.
Ma soprattutto ho smesso di avere la presunzione di pensare che con me uomini come te potrebbero essere diversi “nel nome dell’amore”. Con uomini come te non puoi mai permetterti di avere défallances per il timore che possano allontanarsi da te.
Tu eri così egocentrico ed insicuro da non poter tollerare le mie insicurezze o la mia impossibilità di stare sempre lì ad idolatrarli o ad essere costantemente presente. ”
E’ assurdo ma così vero. Essendoci recentemente passata, posso dire che non farò mai più lo stesso errore.
E mi dispiaccio, al contempo, per il poveretto che ne farà le spese e magari è sincero.
D’altronde, mors tua, vita mea.
E se c’è qulacosa che ti insegnano queste esperienze, è che la tua vita, la tua serenità, il tuo equilibrio è decisamente più importante di quella di tutti gli altri.
E a chi non gli sta bene pazienza. A costo di creare il fantomatico circolo vizioso.
oh, non so perchè, ma quoto la signorina qui sopra
mors tua vita mea: tutta la vita!
no scherzavo: io lo so benissimo il perchè!
perchè mi ami: e dillo
DDD
Anche io a volte, lo ammetto, pretendo di farla cambiare, ma poi mi ravvedo e so che lei mi piace proprio per com’è… con tutte le sue contraddizioni!
“Con uomini come te non puoi mai permetterti di avere défallances per il timore che possano allontanarsi da te.”
Rileggendola sostituirei “allontanarsi da te” con “distrarsi”, mantenendo le virgolette. Grazie
in amore più che imparare dagli errori vorrei imparare ad errare, o perlomeno ad accettare gli errori.
gli dite a campanellino che non ha capito la mia battuta? no è che io non la conosco e non vorrei che è una che poi magari se la prende, e siccome sto facendo già incazzare diverse persone, no… ecco, insomma… ci siamo capiti no?! no??? no…
Quindi non mi ami?
((
comunque no, non ci conosciamo.
gli spiegate che anche la mia era una battuta? (visto che pare che dobbiamo parlare tramite voi… voii chi, poi, nonn si sa…).
Cara… undici chilogrammi in tre settimane.
Penso di averti battuto.
Però una cura dimagrante così… e chi ne ha una migliore!?!?
ClockWise
Sarebbe il caso di ricorrere a mezzi meno cruenti, anche perchè quei chili persi così si riacquistano presto!
@bandolin: dici? qui sono un paio di mesi e, giuro, non ho ripreso nemmeno mezzo etto…
cmq, ora sono in peso forma, devo dire che tutto sommato è andata meglio così… (l’ottimisimo è tutto!)
no, io l’ho capita la tua battuta (non dire che no), e che non avevo capito se si capiva la mia
inoltre non comprendo nemmeno chi siano questi voi a cui ci rivolgiamo (io per primo)
non capendo nulla della mia vita in sostanza mi ritiro per deliberare
Dino: ahahhahahhahahahah!
C’è sempre un voi a cui rivolgersi e girare la patata bollente, no?
(No, non patata in quel senso…
).
Uhm, io sono abbastanza testardo da poter tranquillamente dire che non ho imparato niente chissà poi se ci credo…
.:.
ClockWise
Meglio così. L’ottimismo sempre……
Come disse una volta Yves Montand ad una mia amica giornalista, c’è l’amour-amour e l’amour-passion. Il vostro rientrava probabilmente nella prima categoria. Con certe persone (vale anche per le donne) funziona così, prendere o lasciare. Se non si riesce ad accettarlo, si fa bene a lasciare.
Due donne straordinarie, Teiluj e Bandolin, rispettivamente host e guest di questa … lo azzardo? … rubrica.
Ma, per bello che sia il post, si tratta di un’involontaria operazione di dietrologia: all’epoca la percezione era diversa e, quindi, le cose sono andate come sono andate.
D’altronde non si frequenta gratis un’Università privata …
E lui, chiunque sia (ne conosco un certo numero), è un simpatico figlio di puttana.
Salvando la madre, alla quale forse racconta ancora più frescacce …
Flavio
E’ l’unico ex che io frequento ancora come amico, ma che dico? E’ praticamente un parente. Le persone si amano per quello che sono, se ci si riesce. Altrimenti si lasciano. Non si può pretendere di cambiarle!