Caruso

Se c’è una persona dei tempi del liceo che, fra tutte, ricordo con sincera nostalgia è il mio professore di fisica e matematica. Non ha mai usato un libro di esercizi – se non per i compiti a casa – lui gli esercizi li improvvisava alla lavagna. Prendeva il suo bel pezzettino di gesso, se lo rigirava fra le dita per un paio di minuti e poi sussurava categorico “scrivete”. Io che non sono mai stata un genio in matematica restavo imbambolata per una manciata di secondi prima di iniziare a copiare: dovevo gustarmela, tutta l’adorazione che nutrivo per quell’uomo che improvvisava le espressioni, così, come io potrei improvvisare una pernacchia. Un dio ai miei occhi. Elegante e composto, un vero signore, era capace però di fulminarti con uscite spiazzanti se dall’alto dei tuoi 15 anni di liceale cercavi, o anche solo pensavi di farlo fesso. Infatti non ci provava nessuno da quando mortificò con una battuta – che capimmo, per la verità, solo a distanza di una settimana – il galletto di turno.

Era l’insegnante con cui potevi parlare di tutto, che ogni tanto si lasciava anche scappare dei poco accademici “cazzo” o “stronzo”. Era il suo modo per conquistare la nostra fiducia. Senza con questo perdere mai la sua autorità su di noi. Insegnare matematica al liceo classico dev’essere triste, per uno che ti calcola a mente 35467 diviso 342 nello stesso tempo che a te serve per metterlo in colonna. Io lo stimavo ancor di più pensando a questo e quasi quasi mi dispiaceva che gli fossimo toccati noi – liceo classico – l’emblema di chi fugge la matematica.
Ma il suo essere speciale si spingeva al di là delle sue capacità prettamente logiche; ci ascoltava e ci parlava come un padre – di più – come un padre che fa gli occhi tristi se hai un problema. Non ricordo nessun altro insegnante che l’abbia fatto. Gli occhi tristi per un mio problema, intendo.
Ho imparato molte più cose da lui, che non dall’insegnante di filosofia, per dire, perché lui contestualizzava tutto, estrapolava concetti e li ricuciva ad arte addosso ai suoi discorsi. E ciascun discorso, si rivelava ogni volta un’utile lezione di vita. Come quella volta che in risposta a una domanda sciocca e provocatoria, piegò Kant al suo volere dicendo: non mi incazzo quasi mai per quello che gli altri dicono di me: ogni giudizio è proporzionale alle capacità di chi lo esprime.* Io mi son detta: – cazzo, è vero! – e ancora oggi, ogni volta che mi ritrovo a pensare a quella perla di saggezza, vorrei rivederlo per dirgli “grazie!”

..ma non l’ho trovato neanche su FaceBook!

*la citazione di kant è – ogni giudizio è proporzionale alle capacità di chi lo esprime
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16 Commenti a “Caruso”

  1. Cernobil scrive:

    Parole Santeeeeeeeeeee!! confermo e sottoscrivo

  2. io ricordo solo una citazione dantesca scritta a lettere cubitali sopra la porta della mia classe:

    Lasciate ogni speranza o voi che entrate

    Diciamo che non prometteva molto bene

    bacioni pinguinosi!

  3. Valentina scrive:

    Che meraviglia di prof, il tuo… Io, al liceo (classico), avevo un prof di matematica e fisica che era laureato anche in filosofia, ed era più il tempo che passava in silenzio a guardarci con occhi talmente pieni di pena inespressa (lui diceva che troppa cultura fa male, e a lui ne aveva fatto…), che il tempo che passava a spiegare. Fu traumatico.
    Mi hai fatto venire voglia, un giorno, di raccontare qualcosa di lui.
    Bellissima la citazione kantiana. Nella mia immensa ignoranza da filosofa (ho ormai il terrore della “troppa cultura” ;-) ), non l’avevo mai sentita…
    V

  4. Mitì scrive:

    Belli, sia il post che la citazione. Brava Teiluj! :-*

  5. camu scrive:

    Io ricordo sempre il mio professore di italiano, che soleva esprimersi in maniera molto “forbita” anche in occasioni non formali. Tipo se facevamo chiasso, non diceva mai “state zitti” ma cose tipo “vorrei che questo clima agreste e rurale terminasse immediatamente” Io ed alcuni compagni di classe ne abbiamo fatto una collezione, scrivendo le migliori frasi e regalandogli il quaderno alla fine dell’ultimo anno. Ci facemmo un po’ di risate tutti insieme. Bei tempi, le superiori…

  6. Teiluj scrive:

    cerno illuminante, vero?
    momina sospetto che quella sia la citazione di dante più inflazionata sui muri dei cessi delle scuole italiane!
    Valentina, è un rischio anche quello, e ne conosco anche io di gente letteralmente scoppiata per l’eccessivo studio! Con il mio prof, sono stata proprio fortunata:)
    Mitì, che dire, tu mi lusinghi:) ti mando un bacione ;)

    camu cèlo! Ma era l’insegnante di storia, più che una donna un pezzo di pane. Le migliori uscite le segnavamo sui diari (ah! bei ricordi!) ma ahimé, non li ho più

  7. e non solo sui cessi xD … anche nello spoiatoglio dei maschi dopo l’ora di educazione fisica lol

  8. Cernobil scrive:

    Diciamo molto attuale soprattutto XD

  9. un grande uomo e un grande professore rimangono tali a prescindere dalla materia che hanno deciso d’insegnare
    ho adorato professori di matematica e d’italiano ed odiato altri delel stesse materie, purtroppo erano di più quelli odiati

  10. Sussuh scrive:

    E’ la seconda volta che capito su questo blog e scorrere per i tuoi post mi appassiona molto: li leggo di gusto. Complimenti ;)

  11. paz83 scrive:

    Un prof così vale oro. Sopratutto se sa ascoltare e va oltre la sua figura impermeabile di docente…oggi come oggi non ce ne sono molti. Qualcuno si, come il mio prof di italiano, relegato ad un itis, il luogo dove rifuggere la lingua e la fatica spesso.

  12. ilMargutte scrive:

    Sicura che la citazione di Kant non fosse “Non mi incazzo quasi mai per quello che gli altri dicono di me”? ;-)
    Comunque anche il mio professore di matematica è un uomo stimabilissimo. E’ un pozzo di sapere, sa leggere e tradurre al volo greco e latino ed è esperto di letterature antiche e moderne, ci regala ad ogni lezione aneddoti di fisica e di storia interessantissimi, insomma una persona competente. E’ molto riservato e schivo, non ha molto rapporto umano con gli alunni e questo all’inizio ci lasciava un po’ perplessi, ma poi abbiamo imparato ad apprezzarlo anche nella sua ritrosia. Ma per me è stato ed è difficile trovare professori di liceo che riesca a stimare veramente dal profondo, dopo le scuole medie le figure che mi attraevano di più hanno sempre tradito le mie aspettative alla fine.
    Posso senz’altro dire che gli studenti sono affamati di figure di professori da stimare e da prendere a modello. Ma forse scarseggiano, e ci si deve rivolgere ad altri paradigmi…

  13. lonejeps scrive:

    Io ricordo come fosse ieri una battuta del mio prof di italiano (allo scientifico) durante una interrogazione, chiamò un compagno e quello disse che non aveva potuto studiare…lui li per li non disse nulla, la lezione non ricordo per quale motivo poi scivolo in conversazione senza spiegare nulla di nuovo e al suono della campanella informandosi su quello che c’era per quella giornata si sentì dire dalla classe che aveva assegnato la ripetizione della lezione preedente; allora rivolgendosi al ragazzo che aveva chiamato guardandolo con occhi strbuzzati urlò, chiamandolo per cognome, per la prossima volta ri ri petizione va bene, scoppiammo tutti a ridere come dei matti. Lo stesso prof quando interrogava sulla Divina Commedia e chiedeva di leggere qualche passo per poi spiegarlo, spesso e volentieri fermava il malcapitato di turno e diceva a tutti: ssst…ssst, lo sentite questo scricchiolio? Questo è Dante che si rivolta nella tomba…ma comne diavolo leggi figlio mio…
    ad maiora…

  14. Anonimo scrive:

    Bellissimo e carinissimo qui, mi sono apprestata a fare un giro e ho incontrato questi occhi grandi e di un bel colore, mi sono chiesta, chi ci sarà dietro questi bei occhi? Ho letto qualche post, beh complimenti!!! Un saluto e…

    BUONA SERATA!

  15. bettitudine scrive:

    Avercene di professori così! Secondo me i buoni prof, quelli che ti restano dentro, hanno un ruolo complementare a quello dei nonni: ti educano restando in disparte e anche a 30 anni ti ritrovi, per i motivi più strani, a ringraziarli per le cose che ti hanno insegnato.
    Complimenti per il tuo blog, curato e ben scritto, si vede che ci tieni alle cose che fai.

  16. [...] nel punto in cui coincide con una circonferenza vale 0, lo sapevo, certo che lo sapevo, e anche Caruso sapeva che lo sapevo, deridendo spudoratamente il resto della classe mi lasciava col braccio [...]

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