Ottimismo e gradimento

set
2008
03

scritto da Teiluj on sclero

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Sono una persona notoriamente allegra e piena di vitalità. Sono dotata di una naturale overdose di sana autostima e serena spensieratezza. Sono incredibilmente disponibile nei confronti dell’umanità tutta, e a meno di non averne seriamente motivo, non ho pregiudizi e men che meno maldisposizioni nei confronti del prossimo. Perché la celebre frase: ”vivi e lascia vivere” rispecchia esattamente quello che è il mio motto nell’affrontare la vita di tutti i giorni, che può girare più o meno bene, certo, spesso è così; però altrettanto spesso il mio atteggiamento iniziale è quello del “se hai un problema e c’è una soluzione, perché preoccuparsi; se non c’è soluzione.. perché preoccuparsi“.
Perché sostanzialmente, quand’anche non dovesse trasparire al primissimo sguardo, non sono per nulla fragile e vulnerabile, anzi. Sono invece fortemente attaccata alla vita ed alla convinzione che la speranza è l’ultima a morire. Di default.
Talmente tanto che certi giorni sono innamorata e sorridente non solo nei confronti del mondo umano, animale vegetale e minerale tutto (chè sarebbe troppo poco), ma anche nei miei stessi riguardi: io, il mio idolo supremo; io, il mio massimo modello d’ispirazione; io, il mio bene più prezioso; io, il mio unico dio, in quei giorni son proprio fiera di me. Mi amo proprio. Mi guardo e mi compiaccio con orgoglio e soddisfazione, tanta è la stima che ho di ME . Come ad esempio oggi, per dire.

Stasera uscendo dal bagno dopo la pipì, ho incrociato sbadatamente il mio riflesso nello specchio e mi son detta: cacchio che gnocca!

(il giorno prima)

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