A Chiare Lettere

Prima dell’utilizzo leggere attentamente il foglietto illustrativo

Aspettando il mio resoconto del karacamp

21agosto

Credevo che oggi avrei avuto finalmente il tempo necessario per pubblicare foto, commenti e video del karacamp, ed invece è già ora di prepararsi per andare al lavoro, per cui intanto vi mando da Rick a vedere l’imperdibile video-riassunto dell’evento meglio riuscito del secolo, ed a leggere quel che ne hanno già detto Rick, Estroversa, Samuele Silva, Maxime, hermansji, Sara Taricani e gwendaline.

P.S.: mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi mi

‘a mala crianza

14agosto

Chi lavora a stretto contatto col “pubblico” lo sa: occorre una pazienza di ferro per avere a che fare con umanità di varia natura, ogni giorno, per più ore al giorno, conservando l’equilibrio mentale.
C’è quello che esce di casa con un pensiero radicato in mente: andiamo a rompere i coglioni al primo dei fessi che lavorano in un bar. Il perché non lo sa bene nemmeno lui, ma si presenta al tuo cospetto con aria di sufficienza, ti guarda come fossi stato, non assunto regolarmente, ma acquistato (da altri, per altro, ma comunque per essere immolato al suo servizio) alla tratta degli schiavi e con fare da pezzente arricchito (perché i veri signori, diciamolo, si riconoscono dal buongiorno all’uscio) ti si pianta al fianco come una molesta spina di cactus fino a che non è sicuro di aver sottoposto la tua pazienza al massimo della sopportazione.

C’è quello che si sente dio in terra: non esiste, per questa sottospecie di essere animale, la parola “buongiorno”, che sarebbe già oltremodo rispettosa rispetto ad un colloquiale “ciao”, sconosciuto finanche quest’ultimo. No, l’umanoide in questione entra e dice direttamente “voglio”, oppure “fammi”, e a seguire l’oggetto dei suoi comandamenti.

Io non lo so quanto abbia a che fare con l’età: a vent’anni ero meglio disposta a trattare con individui arroganti, maleducati, che in virtù della loro funzione di “cliente” sopportavo pazientemente e senza troppa fatica, soprassedendo a quelli che considero sacri ed inviolabili principi di civiltà. Considerando che, ahimè, la civiltà e la buona creanza non sono doni a buon mercato, e che io, più fortunata rispetto a loro, potevo essere felice di fornirne un esempio.

Io non lo so quanto possa dipendere dal fatto che in fondo in fondo lavorare a contatto diretto con la gente non mi è mai granché piaciuto, sebbene solo ora emerga insistentemente; a me, che tollero poco persino le persone che amo o che in qualche modo fanno parte della mia vita, quando il loro modo di porsi cozza con il mio modo (sacro) di intendere il rispetto per l’altro, soprattutto quando quest’altro, è un altro che sta lavorando.

Sta di fatto che faccio sempre più fatica a trattare con una clientela fatta di gente che spesso, troppo spesso è piuttosto gentaglia.

La mia pazienza, un tempo misurabile su altezze notevoli, si è significativamente assottigliata, e non passa giorno senza ch’io senta l’impulso irrefrenabile di scagliarmi con tutta la cattiveria che posso (e, giuro, ne posso tanta se adeguatamente stimolata) contro il maleducato di turno che mi capiti a tiro.

Perché posso comprendere, tollerare, chiudere un occhio, di fronte ad un numero molto elevato di cose, ma quello che proprio non so mandare giù, è la maleducazione, o scostumatezza che dir si voglia.

Fortunatamente è il 14 di agosto, e fra non molto il lavoro stagionale sarà terminato.
Se riuscirò a non sclerare prima di allora, voglio un paio di settimane di riposo assoluto: fatte di solitudine, silenzio, e solitudine. E silenzio. E solitudine.

Si. Sono stressata.

Categorie: sclero | 14 commenti »

il bello del blog

12agosto

E’ che a volte quello che scrivi arriva a chi legge. Se sei molto bravo succede spesso, se invece sei un po’ meno bravo succede meno di frequente. Ovviamente io appartengo alla seconda categoria, perciò mi fregio del vanto di avere pochi, ma buoni lettori.

Questa breve premessa per introdurre una mail che ho ricevuto e che con piacere pubblico:

Ma sei proprio brava porca miseria!!!
E’ un piacere leggerti. Possibile che non c’è nessun direttore di quotidiani che si accorga di te e ti affidi una rubrica giornaliera? …Intanto accontetati che si accorga di te un perfetto signor nessuno come me (se ti puo’ bastare) e che ti apprezzi non solo per quello che scrivi ma soprattutto per COME scrivi. Grazie di allietare il mio tempo.
Federico.

Un grazie ufficiale mi pare il minimo che possa offrire ad un fan di cotanta portata.
Grazie Federico!

Categorie: eventi | 6 commenti »

elucubrazioni notturne

10agosto

Scrivere di notte rivela i miei pensieri più intimi.
perché è di notte, ormai scalza, finalmente rilassata, che mi concedo veramente a me stessa.
Ripasso mentalmente la mia giornata, annoto i fatti rilevanti ma soprattutto mi trastullo di quelli importanti: Il caffé del risveglio, di un aroma intenso, avvolgente, una bustina di zucchero ed il suo buongiorno; il lavoro frenetico, fino a tardi, folla, gente di ogni sorta, e risate a profusione.
Di notte, il silenzio è luminoso ed il buio una beata ninna nanna.
Amo la notte.
Amo la vita. Amo i suoi occhi.
I suoi occhi e la vita.
La vita, e i suoi occhi.

Così chiari e nitidi, anche di notte.

Categorie: karma | 4 commenti »

il barcamp estivo, ve lo cantiamo

8agosto

Perché abbiamo voglia di stare insieme e di divertirci.
Non servono altri requisiti.

Quando: Martedì 19 Agosto, a partire dalle ore 15.00.

Dove: a Silvi Marina (TE) presso “La Vela” in via Leonardo da Vinci, 5

Come si raggiunge: il locale è a 3 km dall’uscita autostradale A14 Pescara Nord/Città Sant’Angelo (vedere mappa).

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Cos’è: un Bar Camp canterino, in cui il cazzeggio farà da sovrano ed in cui ogni partecipante, se lo vorrà, potrà esibire le proprie doti canore cimentandosi con il karaoke. Si partirà alle ore 15.00 e poi, alle 20.30 si andrà a cena tutti insieme. Ovviamente ognuno può organizarsi come vuole, Saltare la cena, o partecipare solo a quella. L’importante è confermare o disdire la presenza.

Chi può partecipare: tutti coloro che abbiano voglia di trascorrere una giornata all’insegna del divertimento e del buon umore in compagnia dell’ allegra brigata davanti ad un paio di birre e/o di gelati.

Chi si è iscritto:

I preparativi fervono, le bibite sono in fresco, i microfoni in caldo e già si racconta di orde di barbari canterini disseminati per tutta l’Italia, impegnati a provare brani su brani da esibire davanti agli amici nel grande giorno.

Per iscriversi: non occorre fare altro che segnalare la propria adesione nei commenti a questo, questo o quest’altro post.

Potrebbe essere interessante e comodo, per essere preparati, sapere da parte di chi intende partecipare, in quali brani desidererà cimentarsi. Quindi, lasciate nei commenti le vostre richieste e noi faremo in modo di predisporre le necessarie basi.
P.S. Se, pur non potendo partecipare, aveste consigli su cosa far cantare a qualcuno dei partecipanti, tenteremo di costringere il povero malcapitato a soddisfare le vostre richieste.

L’ora di religione

7agosto

Facoltativa? Ma neanche per idea.
Mi domando come mai, oggi, sia ancora argomento di dibattimenti: l’ora di religione a scuola dovrebbe essere obbligatoria.
Non inorridire, mettiti seduto e parliamone.
Le religioni del mondo sono tantissime e condizionano usi, costumi, mentalità, morale, tradizioni, storia, guerra, pace e chi più ne ha più ne metta delle varie aree della terra, sia prese singolarmente, sia considerate nel loro relazionarsi. Giusto? Giusto.
Ora, partendo dal presupposto che il catechismo (parlando da italiana), chi lo desidera, lo fa in chiesa alla domenica, e che la scuola è un’istituzione laica con il compito ben preciso di offrire conoscenza, io voglio capire perché a scuola dovrebbe essere facoltativo studiare una materia tanto importante quanto la religione.
Per capirci: tu, scuola, hai il dovere di rendermi una persona quanto più possibile colta, e capace di discernimento, non fedele a questa o quella religione. Tu, scuola, non dovresti proprio entrarci nella mia sfera personale religiosa, perché così come non puoi decidere se sarò di destra o di sinistra, non puoi decidere che sarò cattolico piuttosto che musulmano. Il tuo compito è quello di fornirmi un quadro completo, quanto più possibile obiettivo ed imparziale, ma completo. Dopo di che starà a me, forte di quelle conoscenze, decidere se credere a cosa. Giusto? Giusto.
Allora spiegami per quale cacchio di motivo dovrei studiare solo la religione cattolica in quella stramaledetta ora di religione!
L’ora di religione facoltativa è un’occasione persa di conoscenza delle culture altre, quelle di cui non possiamo essere imbevuti fin dalla nascita proprio perché parte di realtà lontane da noi, o comunque diverse dalla nostra; io voglio e devo sapere perché i testimoni di geova non festeggiano i compleanni; io voglio e devo sapere perché i musulmani non mangiano la carne di maiale; io voglio e devo sapere perché i kamikaze si abbattono sulle torri gemelle (politica e terrorismo a parte).
Il fatto è che siamo degli idioti. E gli idioti è più facile controllarli.
Io sogno un’ Italia con l’ora di religione obbligatoria, al pari della storia, della geografia, e della letteratura e, al pari di quelle, fatta di saperi, e non di dogmi; e che siano questi provenienti dall’italia, dall’africa, dal burundi e dal mozambico.
Non si tratta di rispetto per le altre culture o antirazzismo, ma di puro egoismo: io, voglio conoscere il mondo che mi gira sotto i piedi ed imparare a muovermi su di esso nel migliore dei modi possibile, cioè da persona libera.

Stasera ho scoperto che in Serbia il natale si festeggia il 7 gennaio, e che lì, la madonna, non è affatto vergine. E nessuno la considera una bestemmia.

Così, giusto per fare un esempio.

1° Agosto

1agosto

Romeo e Giulietta, quante volte l’avrò riletto: sette, otto, non lo so più.
La prima volta credo avessi si e no 15 anni: piena tempesta ormonale. Le prime cotte, le prime delusioni, e tutto ciò che comportano le prime scoperte su quel terreno angusto, malefico e sublime al tempo stesso che è l’amore. E quel libro, è diventato la mia bibbia sentimentale già dalla prima volta perché mi ha incantato; e mi ha rovinato per tutti gli uomini a venire nella mia vita rendendomi una pesantissima scassapalle romantica che vorrebbe decantar strofe a colazione al bar ed ammirar tramonti dopo la spesa all’iper. Per dire.
Del resto cos’ho io, meno di Giulietta.

Ma torniamo al libro.
Mi è rimasto talmente spalmato dentro che oltre a conoscere a memoria i brani che amo di più, tutti gli anni, il primo di agosto, mi salta in mente il compleanno di Giulietta Capuleti e la voglia di farle gli auguri. Naturalmente con le parole del suo Romeo:

s’io profano della mia mano indegna codesta santa reliquia, il peccato è soltato gentile, e le mie labbra, due pellegrini compresi di pudìco rossore, son qui pronte a render più molle, per un tenero bacio, il ruvido loro tocco.

Shakespeare rimane, per me, il padre delle poesie d’amore più belle.

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